Saggio

#settembre_dante

di Luigina Dongiovanni

Il Papa: Dante, profeta di speranza e poeta della misericordia - Vatican  NewsNella notte tra il 13 ed il 14 settermbre del 1321 Dante, 700 anni fa, era un corpo esanime senza vita.

La sua esperienza terrena ci ha lasciato la più grande esperienza ultraterrena della storia letteraria, terza dopo quella di Odisseo ed Enea. Continua a leggere “#settembre_dante”

Poesia, Saggio

Su Sylvia Plath

di Anna Rita Merico

“ A poco a poco il sospetto che i cattolici avessero occhi a raggi X diminuì e mi sentii più a mio agio.

Avevo usato bene del mio permesso in città, pensai.

Appartenevo a me stessa”[1]

Sylvia Plath

La tua grafia minuscola, appena sbilanciata a destra. Nel “mar dei Sargassi” (così chiamavi il tuo diario), vi è segnato quello che hai pescato intenta nel tuo percorso di ricerca. Hai cercato, ossessivamente, la tua Voce. L’hai cercata nel tuo dentro fatto di bui che anelavano a luce e a parola. Ted, Ted Hughes, tuo marito, sposato nel 1956, ha ritenuto giusto tagliare parti dei tuoi scritti. Parti in cui, a parlare, erano il tuo odio, la tua rabbia, le tue emozioni tempestate. E’ stato duro per lui accettare i tuoi affilati giudizi su amici, parenti ma, aveva davvero compreso quanto dolore c’era nelle tue parole per un mondo che, tu, volevi lacerare come placenta stretta? Continua a leggere “Su Sylvia Plath”

Scrivere il Salento, Storia

Il monachesimo greco nel Salento

di Eufemia Attanasi

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.) l’Italia si trovò nelle mani dei barbari, fino a quando l’imperatore Giustiniano ne fece una provincia dell’Impero romano d’Oriente (555-553). Secondo J. Décarreaux durante la dominazione bizantina il Salento fu un bastione dell’ellenismo nell’intera Italia. Però un autentico processo di ellenizzazione iniziò successivamente in seguito al riordinamento amministrativo dell’impero e alla presenza del monachesimo greco. Continua a leggere “Il monachesimo greco nel Salento”

Saggio

#luglio_dante

di Luigina Dongiovanni

Dante l'inventore del Purgatorio - Zanichelli Aula di lettereE per il nostro appuntamento mensile con Dante avrei deciso di parlare dei colori. E del Purgatorio, la mia cantica preferita. E dell’Angelo Portinaio: Purgatorio, canto IX.

Salvando gli esperti, sconosciuto ai più millantati lettori della Somma opera, l’Angelo Portinaio è l’apice dell’allegoria dei colori nella Divina Commedia. Continua a leggere “#luglio_dante”

Storia

STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’

di Giovanni Greco

Che c’azzecca il naufragio di una nave da pesca oceanica di San Benedetto del Tronto con il Salento? E’ la prima domanda che ci si pone avendo tra le mani il volume “Dirò del Rodi” curato da Giuseppe Merlini, in cui sono documentate le vicende legate alla tragedia della “Rodi”, che il 23 dicembre 1970, a 5 miglia dalla costa marchigiana, si capovolse a causa del mare in burrasca mentre, dal porto di Venezia dove era stata per la pulizia della carena, rientrava in quello di San Benedetto del Tronto dopo aver navigato e pescato nelle acque atlantiche della Mauritania, del Senegal e della Liberia. Continua a leggere “STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’”

Scrivere il Salento, Storia

Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese

di Giovanni Greco

 

Due modestissimi omaggi al copertinese Giuseppe Desa in occasione dei 418 anni della nascita. Il primo è riferito ai risultati emersi a seguito del recente restauro del simulacro in cartapesta del santo raffigurato in posizione orante, il cui volto si ispira all’unico ritratto conservato nella città di Padova, eseguito nel 1652 quando aveva 59 anni. Lungo il basamento della statua è venuta alla luce un’iscrizione su tre livelli, rimasta finora obliterata da interventi grossolani. “(…)AGINEM HANC DIVI JOSEPHI A CUPERTINO PROPRJS SUMPTIBUS AFFABRE/ (..)LABORARE CU (…)ARUNT ANGELUS ANT. VERDESCA ET IRENES AGRIMI /A. D. (…). Ovvero, Angelantonio Verdesca e (la moglie) Irene Agrimi fecero realizzare a proprie spese questa artistica immagine del divino San Giuseppe da Copertino. Continua a leggere “Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese”

Cultura salentina, Saggio

I fiori di Salvatore Toma

di Tina Cesari

Foto di Pietro Notarnicola

Salvatore Toma nasce l’11 maggio 1951, o meglio, l’11-12 maggio, come scrive nel suo famoso Autoritratto. Siamo nella stagione della primavera, quella dei fiori. E lui è nato in mezzo ai fiori, dal momento che il padre “Ginu Toma è titulare te sta casa/ addhru li meju fiuri poi thruare” (Gino Toma è il titolare di questa casa/ dove puoi trovare i fiori più belli), come scrive Oronzo Maruccio, poeta magliese, nella poesia “La casa te li fiuri, a Maje”. Continua a leggere “I fiori di Salvatore Toma”

Scrivere il Salento, Storia

Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino

di Mario Andreano

Il 24 marzo 1944 le truppe di occupazione naziste uccidono 335 italiani per rappresaglia, in seguito all’attacco di via Rasella, a Roma, compiuto dai partigiani il giorno prima.

L’eccidio è passato alla Storia con il nome di Fosse Ardeatine, dal luogo in cui si è consumato: una cava di tufo sulla via Ardeatina. Continua a leggere “Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino”

Archeologia, Arte, Cultura salentina, Recensioni, Saggio, Scoperte, Storia

Nuove ipotesi su Casaranello. L’edificio, il mosaico, gli affreschi

di Gianfranco Budano

Di recente pubblicazione l’ultimo lavoro di Alessandro De Marco e Francesco Danieli, Nuove ipotesi su Casaranello, L’edificio, il mosaico, gli affreschi, per la collana Gli argonauti delle Edizioni Universitarie Romane.
La chiesa di Santa Maria della Croce, gioiello paleocristiano situato nel territorio del comune di Casarano è oggetto di studi e pubblicazioni da lungo tempo. Continua a leggere “Nuove ipotesi su Casaranello. L’edificio, il mosaico, gli affreschi”

Saggio, Storia

Il viaggio della “Memoria”

di Mimì Mastria

27 gennaio, Giornata della Memoria: capire cosa sono stati la Shoah e  l'Olocausto - Focus Junior

 

   Ho fatto diversi viaggi e ciascuno mi ha lasciato in genere bei ricordi. Ne ricordo uno in particolare, quello attraverso le città dell’Austria, che hanno lasciato in me un segno indelebile che mi rimarrà dentro fino all’ultimo giorno della mia esistenza. Continua a leggere “Il viaggio della “Memoria””

Scrittori salentini, Storia

Maria d’Enghien

Presunto ritratto di Maria d’Enghien in un affresco della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, a Galatina (da Wikipedia)

“ Non me ne curo, ché se moro, moro da regina”
In questa breve ma significativa frase, è racchiusa tutta la personalità di Maria d’Enghien, che potremmo definire sposa devota, madre affettuosa, o piuttosto contessa, regina, guerriera, mecenate e oculata amministratrice della giustizia e della cultura salentina. Un modello femminile di straordinaria vitalità dotata di un carisma tale da consentirle di essere amata e ammirata anche fuori dei propri feudi quando, divenuta sposa di Ladislao, come fra poco vedremo, si trasferì a Napoli dove riuscì, ad onta di quanti la descrivono schiava e succuba del marito, a godere di una certa libertà ed avere anche una certa influenza sulla politica partenopea, almeno finché Ladislao visse. Continua a leggere “Maria d’Enghien”

Pensiero meridionale, Saggio

Stati d’animo in un giorno di pioggia

Analisi sulle riflessioni di E.M. Cioran in tema di “malinconia e tristezza

di Pierluigi Camboa

Pittura - Fausto Nazer Art.Line
Fausto Nazer

In un giorno di pioggia come quello odierno la greve pressione sulla psiche del grigiore diffuso del cielo mi spinge a fare un’analisi profonda sulle differenze e sulle analogie tra la malinconia e la tristezza, partendo dalle stupende riflessioni di Emil Cioran su questi due diffusi stati d’animo: “Se la melanconia è uno stato di trasognamento diffuso che non giunge mai a una grande profondità né a un’intensa concentrazione, la tristezza presenta, al contrario, una sorta di serietà ripiegata su se stessa e un’interiorizzazione dolorosa. Si può essere tristi da qualsiasi parte; ma mentre gli spazi aperti acuiscono la melanconia, quelli chiusi fanno aumentare la tristezza. Nella tristezza la concentrazione deriva dal fatto che essa ha quasi sempre una ragione precisa, mentre per la melanconia la coscienza non saprebbe individuare nessuna causa esterna. So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un’intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza”. Continua a leggere “Stati d’animo in un giorno di pioggia”