Archeologia, Scrivere il Salento

Mai fermarsi alla superficie, spesso i tesori sono nascosti oltre le apparenze

di Rita Paiano

Chiesa Greca a Otranto
Pasquale Urso: Otranto, litografia

E’ il caso della collina su cui si erge la Basilica bizantina di San Pietro che è un vero tesoro, ma nel cui sottosuolo è stato rilevato un tesoro di altro genere, Nel 1979 una campagna di scavi archeologici ha rinvenuto delle buche di palo e dei resti di focolari che testimoniano la presenza di capanne. Si tratta senz’altro di un nucleo abitativo attestato alla fase avanzata del Bronzo Recente. Il grande dono sortito dalla terra consiste inoltre nei frammenti ceramici attestati alla fase tarda dell’età del bronzo provenienti dai Palazzi Micenei. Continua a leggere “Mai fermarsi alla superficie, spesso i tesori sono nascosti oltre le apparenze”

Ambiente, Architettura, Arte, Cultura salentina, Storia, Territorio

NOTE A MARGINE – La migliore comunicazione “con_tiene” gli opposti

 

 

di Paolo Marzano

L’arte medievale espone una visione cupa, in ombra, torva della natura. Uno dei motivi, con molta probabilità, è da riferire al fatto che proprio la natura fu lo strumento che funzionò come vettore comunicativo facilmente confrontabile, verificabile, riconoscibile, capace di indicare per similitudine quelle connotazioni morali ben codificate; la condizione caduca dell’uomo, l’esistenza vissuta senza cognizione e impegno in un contesto di altalenante moralità, l’esitazione di seguire la retta via nell’incostante ricerca della verità o nel non riuscire ad individuare il limite tra bene e male.

Teniamo comunque presente, per l’appunto, che la maggior parte delle immagini avevano finalità educative.

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Storia

L’uccisione di Bernardino Pappi, martire copertinese caduto per la libertà

di Giovanni Greco

Nonostante i suoi 144 giorni (dal 21 gennaio al 13 giugno), la Repubblica napoletana del 1799 fu un momento fondamentale nella elaborazione della tradizione democratica italiana. Pur avendo privilegiato lo scenario della capitale del regno, anche per la Terra d’Otranto significò la sanguinosa controrivoluzione borbonica. L’eco di un Governo Provvisorio, costituitosi nel febbraio del 1799 fra solenni giuramenti di odio eterno al potere di Ferdinando IV, non lasciò insensibili le nostre contrade che si incendiarono dell’ardore rivoluzionario. Furono giorni di grande confusione. Agli alberi della libertà si alternavano le coccarde francesi, mentre i sanfedisti spargevano voci contro le falangi francesi negatrici di Dio. Voci che indussero le popolazioni paurose e smarrite a credere in presunti fenomeni paranormali creati ad arte dai seguaci sanfedisti. Non tedierò gli eventuali lettori di quanto ho già avuto modo di raccontare al riguardo, ma mi limiterò a riproporre alcuni avvenimenti che accaddero in quei giorni a Copertino. Continua a leggere “L’uccisione di Bernardino Pappi, martire copertinese caduto per la libertà”

Scrivere il Salento, Storia

Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto

di Rita Paiano

Spesso mi sono chiesta come mai tutte e due le torri che come sentinelle sembra facciano la guardia all’imbocco dei fossati dalla via che prende il nome da loro, fossero state dedicate alla moglie di Alfonso, Duca di Calabria fino al 1494, quando successe al Padre, Re Ferdinando. Ho deciso allora di compiere una piccola indagine, supportata soprattutto dal testo interessantissimo e dettagliatissimo di Pierpaolo Cariddi, Otranto intra moenia dagli Aragonesi ad oggi, Edizioni Esperidi, a cui rimando per sopperire alla brevità di questa piccola nota. Continua a leggere “Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto”

Saggio

#settembre_dante

di Luigina Dongiovanni

Il Papa: Dante, profeta di speranza e poeta della misericordia - Vatican  NewsNella notte tra il 13 ed il 14 settermbre del 1321 Dante, 700 anni fa, era un corpo esanime senza vita.

La sua esperienza terrena ci ha lasciato la più grande esperienza ultraterrena della storia letteraria, terza dopo quella di Odisseo ed Enea. Continua a leggere “#settembre_dante”

Poesia, Saggio

Su Sylvia Plath

di Anna Rita Merico

“ A poco a poco il sospetto che i cattolici avessero occhi a raggi X diminuì e mi sentii più a mio agio.

Avevo usato bene del mio permesso in città, pensai.

Appartenevo a me stessa”[1]

Sylvia Plath

La tua grafia minuscola, appena sbilanciata a destra. Nel “mar dei Sargassi” (così chiamavi il tuo diario), vi è segnato quello che hai pescato intenta nel tuo percorso di ricerca. Hai cercato, ossessivamente, la tua Voce. L’hai cercata nel tuo dentro fatto di bui che anelavano a luce e a parola. Ted, Ted Hughes, tuo marito, sposato nel 1956, ha ritenuto giusto tagliare parti dei tuoi scritti. Parti in cui, a parlare, erano il tuo odio, la tua rabbia, le tue emozioni tempestate. E’ stato duro per lui accettare i tuoi affilati giudizi su amici, parenti ma, aveva davvero compreso quanto dolore c’era nelle tue parole per un mondo che, tu, volevi lacerare come placenta stretta? Continua a leggere “Su Sylvia Plath”

Scrivere il Salento, Storia

Il monachesimo greco nel Salento

di Eufemia Attanasi

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.) l’Italia si trovò nelle mani dei barbari, fino a quando l’imperatore Giustiniano ne fece una provincia dell’Impero romano d’Oriente (555-553). Secondo J. Décarreaux durante la dominazione bizantina il Salento fu un bastione dell’ellenismo nell’intera Italia. Però un autentico processo di ellenizzazione iniziò successivamente in seguito al riordinamento amministrativo dell’impero e alla presenza del monachesimo greco. Continua a leggere “Il monachesimo greco nel Salento”

Saggio

#luglio_dante

di Luigina Dongiovanni

Dante l'inventore del Purgatorio - Zanichelli Aula di lettereE per il nostro appuntamento mensile con Dante avrei deciso di parlare dei colori. E del Purgatorio, la mia cantica preferita. E dell’Angelo Portinaio: Purgatorio, canto IX.

Salvando gli esperti, sconosciuto ai più millantati lettori della Somma opera, l’Angelo Portinaio è l’apice dell’allegoria dei colori nella Divina Commedia. Continua a leggere “#luglio_dante”

Storia

STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’

di Giovanni Greco

Che c’azzecca il naufragio di una nave da pesca oceanica di San Benedetto del Tronto con il Salento? E’ la prima domanda che ci si pone avendo tra le mani il volume “Dirò del Rodi” curato da Giuseppe Merlini, in cui sono documentate le vicende legate alla tragedia della “Rodi”, che il 23 dicembre 1970, a 5 miglia dalla costa marchigiana, si capovolse a causa del mare in burrasca mentre, dal porto di Venezia dove era stata per la pulizia della carena, rientrava in quello di San Benedetto del Tronto dopo aver navigato e pescato nelle acque atlantiche della Mauritania, del Senegal e della Liberia. Continua a leggere “STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’”

Scrivere il Salento, Storia

Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese

di Giovanni Greco

 

Due modestissimi omaggi al copertinese Giuseppe Desa in occasione dei 418 anni della nascita. Il primo è riferito ai risultati emersi a seguito del recente restauro del simulacro in cartapesta del santo raffigurato in posizione orante, il cui volto si ispira all’unico ritratto conservato nella città di Padova, eseguito nel 1652 quando aveva 59 anni. Lungo il basamento della statua è venuta alla luce un’iscrizione su tre livelli, rimasta finora obliterata da interventi grossolani. “(…)AGINEM HANC DIVI JOSEPHI A CUPERTINO PROPRJS SUMPTIBUS AFFABRE/ (..)LABORARE CU (…)ARUNT ANGELUS ANT. VERDESCA ET IRENES AGRIMI /A. D. (…). Ovvero, Angelantonio Verdesca e (la moglie) Irene Agrimi fecero realizzare a proprie spese questa artistica immagine del divino San Giuseppe da Copertino. Continua a leggere “Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese”

Cultura salentina, Saggio

I fiori di Salvatore Toma

di Tina Cesari

Foto di Pietro Notarnicola

Salvatore Toma nasce l’11 maggio 1951, o meglio, l’11-12 maggio, come scrive nel suo famoso Autoritratto. Siamo nella stagione della primavera, quella dei fiori. E lui è nato in mezzo ai fiori, dal momento che il padre “Ginu Toma è titulare te sta casa/ addhru li meju fiuri poi thruare” (Gino Toma è il titolare di questa casa/ dove puoi trovare i fiori più belli), come scrive Oronzo Maruccio, poeta magliese, nella poesia “La casa te li fiuri, a Maje”. Continua a leggere “I fiori di Salvatore Toma”

Scrivere il Salento, Storia

Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino

di Mario Andreano

Il 24 marzo 1944 le truppe di occupazione naziste uccidono 335 italiani per rappresaglia, in seguito all’attacco di via Rasella, a Roma, compiuto dai partigiani il giorno prima.

L’eccidio è passato alla Storia con il nome di Fosse Ardeatine, dal luogo in cui si è consumato: una cava di tufo sulla via Ardeatina. Continua a leggere “Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino”