Cultura salentina, Saggio

Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico

di Francesco Aprile

Egidio Marullo: “Erba de Ientu, 19 agosto 2019”,
Acquerello

Antonio Leonardo Verri (Caprarica di Lecce, 22 febbraio 1949 – 9 maggio 1993), poeta, romanziere, editore, operatore culturale, giornalista, aderì al Movimento di Arte Genetica fondato nel 1976 da Francesco Saverio Dòdaro e a partire dalla fine degli anni ‘70 si fece ideatore e promotore di riviste letterarie quali “Caffè Greco” (1979-1981), Continua a leggere “Antonio L. Verri. La morte dell’oggetto unico”

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Saggio, Storia

“Stupor mundi” o “Anticristo” ?

L’imperatore Federico II (da Wikipedia)

Federico II, lo “stupor mundi”, altrimenti detto ”  Puer Apuliae” che i tedeschi traducevano, con una sorta di velato  disprezzo, come il “ragazzo del sud”, fu  il grande imperatore  medievale alla cui corte, fra pensatori e artisti nostrani, islamici ed europei, emise  i primi vagiti la lingua italiana. Ne parlo  perché lo considero uno dei personaggi più eclettici del passato, versatile e poliglotta, avrebbe potuto veramente unificare l’Italia, che amava profondamente, molti secoli prima  del 1861,  se la stessa Chiesa che lo aveva allevato e coccolato nei primi anni della sua vita, non si fosse messa di traverso scomunicandolo con Gregorio IX e additandolo addirittura come L’ANTICRISTO. Vedremo con calma che cosa successe nel corso degli anni ma almeno riconosciamogli il merito di aver abolito il diaframma tra sé ed i propri sudditi promulgando quelle COSTITUZIONI DI MELFI (dette anche Liber Augustalis), che attingevano alle pandette giustinianee e quindi al diritto romano, dimostrandosi un fulgido esempio di democrazia se pensiamo che operava in pieno Medio Evo. Continua a leggere ““Stupor mundi” o “Anticristo” ?”

cultura meridionale, Saggio, Saggio

Teano: filosofa della Magna Grecia

Una filosofa carismatica, una persona magnetica perché ha imparato l’arte della vita. La prima filosofa ‘consulente’

di Apostolos Apostolou

Raffaello Sansio: Teano (da Wikipedia)

Teano VI secolo a.C., fu filosofa, cosmologa, matematica, studiosa di fisiologa, astronoma, eccellente guaritrice, era, come scrive Henriette Edwige Chardak [1], la più famosa filosofa a Crotone (Calabria – Magna Grecia). Molti sostenevano che era moglie di Pitagora, e altri che era figlia di Pitagora; e questo perché nella scuola pitagorica esisteva una segretezza che era regola essenziale. Troviamo molti scritti di matematica, musica, astronomia, filosofia e medicina, ma non possiamo dire con certezza che fosse lei l’autrice. Tuttavia sette lettere pervenuteci sono considerate autentiche[2]. Continua a leggere “Teano: filosofa della Magna Grecia”

Saggio, Storia

Partenza tardiva

di Mariarosaria De Lumè

Giuseppe Diso Figura della memoria olio su cartone telato, 1995

Senza togliere niente a tutte/i coloro che si sono impegnate/i nel percorso che ha portato le donne all’acquisizione dei diritti attuali nel campo delle pari opportunità, bisogna però riconoscere che l’Italia, rispetto ad alcuni Paesi dell’Unione europea è partita in ritardo. Alle donne è stato riconosciuto il diritto di voto solo nel 1946, una donna ministro (Tina Anselmi) la prima volta nel 1976, le cosiddette quote rosa sono del 2011 e hanno garantito all’interno di amministrazioni pubbliche la presenza femminile che doveva essere ovvia, come quella maschile. Continua a leggere “Partenza tardiva”

Antropologia culturale, Archeologia, Arte, Ceramica, Pittura, Saggio, Storia

Farsa fliacica. Una forma teatrale popolare

        di Apostolos Apostolou

La prima commedia nella storia di teatro. La commedia teatrale di Sicilia e di Salento

Un attore impersona uno schiavo atticciato. Scena di farsa fliacica da un cratere a calice siceliota a figure rosse (350–340 a.C.) Museo del Louvre, Parigi. Da Wikipedia

Nel teatro classico non esistono solo due forme teatrali (cioè tragedia e commedia)  ma anche esiste una terza che si chiama  farsa fliacica. Possiamo vedere le forme teatrali in mondo classico. Tragedia (in greco τραγωδία=canto dal capro, da τράγος= capro e ωδή=canto. L’etimologia “canto che ha come premio un capro”, oppure più probabilmente, “canto che di attori mascherati da capri”collega la tragedia al culto di Dioniso, in particolare al dramma satiresco, in cui i Satiri (i capri) formavano il corteggio di Dioniso. La stessa tragedia nata dai riti del culto religioso, conteneva i grandi temi della vita e del destino dell’uomo. Secondo Aristotele la tragedia «è mimesi di un’azione seria e compiuta in se stessa con una certa estensione; in un linguaggio abbellito di varie specie di abbellimenti, ma ciascuno a suo luogo nelle parti diverse; in forma drammatica e non narrativa; la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare e purificare l’animo da siffatte passioni». [1] Continua a leggere “Farsa fliacica. Una forma teatrale popolare”

Saggio

Una conversione dimenticata

La storia dell’autoproclamazione di un gruppo di abitanti di Sannicandro e il percorso per ottenere il riconoscimento da parte delle Comunità Ebraiche Italiane, durante il Fascismo

di Stefano Coletta
 

La storia della conversione

La nostra storia inizia con due messi notificatori del Tribunale Penale di Foggia che bussano, una mattina del febbraio 1936 (Anno XVI dell’Era Fascista), alla porta di Donato Manduzio, un contadino, residente a Sannicandro Garganico, noto con il soprannome “Caccabra” faccia di merda), unica eredità paterna. Ad aprire la moglie, Emanuela Vocino, che rassicurata che non sono agenti delle tasse, li invita a entrare, ma quale sconforto l’assale quando scopre che recano la notifica di una multa di 250 £ a carico del marito Donato Manduzio.  La donna inizia a imprecare e a contestare “Ma come può essere che mio marito ha fatto qualcosa, se è paralitico e trascorre tutto il tempo a casa! Ma s’è ammattito quel cornuto del Giudice di Foggia!” Inutile cercare di farla ragionare. Solo dopo molto tempo riescono a spiegare che la multa è frutto delle riunioni religiose che tiene il marito nella sua casa.  “Cosa c’è di male!” risponde la donna. Il male sta nella decisione di Donato di autoproclamarsi ebreo e di aver fatto proseliti tra la popolazione del paese. Continua a leggere “Una conversione dimenticata”

Archeologia, Ceramica, Saggio, Scrivere il Salento, Storia, Territorio, Tradizioni

Bianco Neretino: un prodotto di Donato Antonio Bonsegna sulla tavola degli osservanti di Nardò

di Riccardo Viganò

Boccale graffito ingobbiato, recante le iniziali S(anti). A(nonii). P(ataviaensis), campito nei colori Verde/rosso su vetrina lucida. Fornaci Nardò inizi (?) XVI secolo. (collezione privata). Foto: Riccardo Viganò ©

Dei quarantanove centri produttori di ceramica esistenti, in tempi storici, sul territorio pugliese, ventinove si trovavano nella provincia di Terra d’Otranto. Di questi, tre furono centri specializzati nella produzione di ceramica smaltata (o Maiolica), Laterza il centro più grande ed importante, Martina franca con una sola bottega, e Nardò seconda al centro laertino. Successivamente a questi sul finire del XVIII secolo si aggiunse Grottaglie che già aveva un antichissima tradizione produttiva, come ad esempio la realizzazione di ceramica graffita ed altro. Continua a leggere “Bianco Neretino: un prodotto di Donato Antonio Bonsegna sulla tavola degli osservanti di Nardò”