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Archive for the ‘Tradizioni’ Category

di Riccardo Viganò

Boccale graffito ingobbiato, recante le iniziali S(anti). A(nonii). P(ataviaensis), campito nei colori Verde/rosso su vetrina lucida. Fornaci Nardò inizi (?) XVI secolo. (collezione privata). Foto: Riccardo Viganò ©

Dei quarantanove centri produttori di ceramica esistenti, in tempi storici, sul territorio pugliese, ventinove si trovavano nella provincia di Terra d’Otranto. Di questi, tre furono centri specializzati nella produzione di ceramica smaltata (o Maiolica), Laterza il centro più grande ed importante, Martina franca con una sola bottega, e Nardò seconda al centro laertino. Successivamente a questi sul finire del XVIII secolo si aggiunse Grottaglie che già aveva un antichissima tradizione produttiva, come ad esempio la realizzazione di ceramica graffita ed altro. (altro…)

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di Lucio Causo

Tuglie, chiesa delle Anime

Tuglie, chiesa delle Anime

Nella prima metà del 1800 già esisteva la vecchia cappella dedicata alla Madonna del Pozzo costruita da Mesciu Peppe Miggiano. Si trattava di una chiesetta molto semplice, piccola, con la volta bassa a stella; di fronte l’altare con le colonnine che servivano per sorreggere i candelabri, poi vi erano alcune colonne laterali che con i capitelli rendevano l’unica navata molto semplice ed accogliente. (altro…)

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di Lucio Causo

cucina

La chiamavano “Pina la rossa” e non tanto per il colore dei capelli che sulla testa si intravedevano ancora tutti bianchi, quanto perché, quando si arrabbiava, il che accadeva molto spesso, diventava rossa come un peperone. (altro…)

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LOGO TARANTA

Ha salvato ‘La Notte’ dell’estate salentina, la più attesa. Ci è riuscita: Carmen Consoli ha trovato la chiave interpretativa per far sì che il Concertone non fosse cancellato nel giorno del lutto nazionale: “Questa musica parla dei dolori più profondi. Ti dà una chiave di guarigione (…) Non è una festa – ha ribadito – non lo è mai stata” Ed ha aggiunto: “Se la Notte della Taranta deve fermarsi, allora devono farlo anche medici, ingegneri e muratori: il nostro non è un lavoro di serie ‘b’, non ci sto”.

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di Antonio Negro

coverc

È stata recentemente pubblicata dall’editore Kurumuny, l’ultima raccolta di racconti di Salvatore Tommasi dal titolo I tesori della cassapanca, con la copertina di Egidio Marullo.

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© Gianfranco Budano: Natale salentino

© Gianfranco Budano: Natale salentino

Sta arrivando Natale e, con esso, i ricordi infantili: le letterine fatte bruciare al fuoco di un accogliente camino, gli sguardi speranzosi volti in alto in attesa della Befana, nella nera fuliggine, le ultime stille scoppiettanti che annunciano la fine della brace, poi il sonno ristoratore e il mondo dei sogni, ricco di scope volanti e slitte cariche di doni. (altro…)

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Echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento

di Gianfranco Mele

Introduzione

In diverse aree del Salento, del tarantino e della Puglia, sono rimaste molto vive, sino quasi ai giorni nostri, le tradizioni dell’uso medicamentoso della “papagna”[1] e del rito riparatorio alla “fascinazione” nel mondo contadino. Quanto sono legate queste usanze al mito demetriaco ? La  dea greca Demetra, e il suo corrispettivo romano, Cerere, sono legate al simbolismo delle spighe e delle capsule di papavero da oppio, sia nella mitologia che in molte raffigurazioni[2]. Persino una divinità precedente (e correlata anch’essa alla successiva Demetra) scoperta a Gazi[3], è strettamente legata al papavero: il famoso “idolo” femminile di Gazi è rappresentato con in testa delle capsule di papavero. Cerere e Demetra sono spesso “accompagnate”nelle varie raffigurazioni da spighe, oppio e serpenti.[4] (altro…)

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