Racconti, Scrittori salentini

…ricordi…

di Lele Mastroleo

Giacomo Ceruti detto Pitocchetto: Mendicanti davanti al paese (olio su tela)

…è venuto a trovarmi Ferruccio, il mio amico immaginario. Abbiamo preso il caffè in terrazzo e fumato non so quanto, persi tra alberi sfogli e una nebbia fitta all’orizzonte. Lui è così, gli piacciono le cose che io odio, lui è da sempre la mia parte romantica, il mio nord nascosto, il velo sull’anima. Continua a leggere “…ricordi…”

Poesie, Scrittori salentini

Clamori

di Cesare Minutello

Scuola italiana del XVIII secolo: Angelo custode olio su tela, cm 73×48,5

m’accorgerò di non essere solo

nel centro della città

fatua di clamori natalizi

nel coro indistinto

di tacchi rumori corrieri

e frattaglie di desideri incartati Continua a leggere “Clamori”

cultura meridionale, Saggio

Santa Lucia, la cchiù ccurta dìa

di Emilio Panarese (1925/2014)

Di Giovanni Battista Salvi

“Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia” e parimenti nei proverbi salentini1. Santa Lucia la nuttata cchiù llonga ca nci sia (la nottata più lunga dell’anno); Santa Lucia lleva a lla notte e mmina a lla dìa (toglie minuti alla notte e li aggiunge al giorno); De santa Lucia llunghisce la dia quantu lu pete de la caddina mia (da santa Lucia i giorni si allungano solo di pochissimo).

In realtà sappiamo bene che nel nostro emisfero è il 22 dicembre il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso dell’orizzonte, che il 22 dicembre (solstizio invernale) è il giorno più corto dell’anno. Continua a leggere Santa Lucia, la cchiù ccurta dìa

Cultura salentina

e quindi Verri…

di Luca Crastolla

 

Gianpaolo Talani: Due ombre che aspettano – 100x90cm – Olio su tela – 2007

 

e quindi, Verri, un tazebao tirato in lungo

e in largo, di certo le uascèzze, le chincaglierie

e i viruzzi -più giù sono curli-, ma diamine

Continua a leggere “e quindi Verri…”
Cultura salentina, Recensioni

Luigina Parisi: Fiori di canto

di Marirò Savoia

Ho appena finito di leggere le poesie che Luigina Parisi ha raccolto nel libro “Fiori di canto”. La lettura ha confermato l’immagine della scrittrice che nella mia mente si è formata nel corso del tempo, cioè, di una donna orgogliosa del luogo in cui è nata, direi di più, innamorata dei paesaggi aspri e dolci del Salento, dell’umanità che lo abita, del mare, del cielo, della terra, del vento, che intenzionalmente “semina” nei suoi versi nella speranza che fiorisca, soprattutto in chi non conosce il Sud, lo stesso sentimento che riempie il suo cuore. Continua a leggere “Luigina Parisi: Fiori di canto”

Cultura salentina

Li pipirussi siccati e la vigilia dell’Immacolata

di Elena Tamborrino

Gianbattista Gambaro: NATURA MORTA

Peperoni e zucchine secchi, tagliati a strisce e a fette spesse e lasciati al sole durante i mesi più caldi dell’estate, gli sponzali (una varietà di cipollotti invernali la cui parte verde, le cosiddette code, essenziale) e il concentrato doppio di pomodoro: questi gli ingredienti della peperonata invernale che non mancava nelle tavole dei salentini, nei mesi in cui il prodotto fresco non era disponibile. Una volta era così, si conservavano le verdure estive per il periodo in cui non ce n’era tanta varietà, giacché i prodotti della terra sono da sempre alla base della cucina mediterranea, in territori a spiccata vocazione agricola. Continua a leggere “Li pipirussi siccati e la vigilia dell’Immacolata”

cultura meridionale, Saggio

Sulle orme del passato

di Rocco Aldo Corina

Ammiro Tucidide per il sapor che dette all’opera sua di ammirevole struttura pedagogica. La storia, prima di tutto, nella verità dei fatti, tale da esser da tutti compresa. Era per lui necessario mezzo onde raggiungere la desiderata meta della saggezza come Esiodo pur sosteneva. «Piena di mali è la terra, anche il mare – diceva – ne ha tanti! Molte malattie di giorno e di notte vanno a trovar la gente, per loro volere, recando gravi sofferenze ai mortali nel più assoluto silenzio». Dinanzi a questo terrificante aspetto, visione d’un mondo soggetto al male, affidarsi alla storia per renderla maestra della vita, come qualcuno disse nel cuore di Roma antica, significava cambiare in positivo le sorti dell’umane genti. E Tucidide a questo aveva pensato, perciò lo esalto. Prima di dire sulle cose usava a fondo il suo pensiero per ragionar sulle arcane vicende dei suoi giorni onde trovar nei fatti il giusto conforto desiderato: la verità da trasmettere agli altri. Perciò ragionò sui soli suoi tempi convinto di non aver certezza sulla storia remota per cui era meglio non dirla, ma soprattutto «per mostrare come anche intorno alla storia contemporanea sia indispensabile una paziente opera di ricerca e di analisi critica, onde si vaglino le diverse informazioni ricevute: poiché anche i testimoni oculari spesso sono poco attendibili, fuorvianti (egli dice) ora da difetto di memoria ora da passione»[1]. Continua a leggere “Sulle orme del passato”

Cultura salentina, Racconti

Natale 1945

di Nicola G. De Donno (1920/2004)

 

“Col volto disegnato di pensieri

stasera mamma poserà sul bianco

natalizio, con gesti antichi, i bianchi

piatti di miele. Le sue mani dure

di molta vita, sanciranno il rito,

ancora il rito, nè dirà parola,

vivendo nel silenzio la mia assenza.”

Sette versi messi insieme una notte di Natale. Dimenticati, ritrovati, fra carte ingiallite, in una paginetta quadrettata di quaderno, da allora smarritasi tra vecchia corrispondenza. Chissà come e perché pochi giorni avanti l’ invito abituale a “La Fera” dell’ amabile signor Totaro.

Versi poveri, perduti. Ieri balzati di prima vista alla mente, da un pozzo di mezzo secolo. E mi hanno riportato a quel Natale: l’ ultimo di cinque lontani da casa mia. E in esso ai volti: mio padre, mia madre, i miei quattro fratelli. Continua a leggere “Natale 1945”

cultura meridionale, Saggio

Con l’aiuto di poesia

di Rocco Aldo Corina

Henri de Toulouse-Lautrec: Il letto (1892)

Ricerca, prima di tutto, per conoscere il bello che è in noi per la verità con l’aiuto di poesia. Il nostro progetto, quindi, nasce per il cambiamento come servizio per la vita.

Ecco perché bisogna anzitutto dare spazio al filosofico sapere al di là di inopportuni stereotipi deleteri nei vasti campi del percorso conoscitivo. È il motivo per cui magnifichiamo la ricerca con l’uso della buona poesia e – lo diciamo umilmente – di quella poesia che per Aristotele vale più della storia perché è più vera per il fatto che si basa su ciò che non è, come la storia, particolare e contingente.

E poiché poesia porta verso il bene, il bello come qualità di anima pura, avremo il bello come virtù dell’anima per cui l’intelligibile si mostra al mondo alla maniera di amore che crea amore, spirito oggettivato. Continua a leggere “Con l’aiuto di poesia”

Recensioni

Roberto Alajmo: Io non ci volevo venire

di Elena Tamborrino

Io non ci volevo venire - Roberto Alajmo - copertinaUltimamente mi sono capitati bei libri, di alcuni mi deciderò a scrivere, per quanto un po’ mi sia passata la voglia, soprattutto perché se non faccio subito quello che vorrei fare -cioè raccontare dei libri che leggo-, se mi lascio distrarre da altro, se inseguo gli impegni dimenticandomi le mie passioni, finisce che i giorni passano, le impressioni sfumano, i ricordi non sono più ricordi e diventano altro, diventano vaghe reminiscenze. Continua a leggere “Roberto Alajmo: Io non ci volevo venire”