Recensioni

Marirò Savoia: d’autunno le parole

di Anna Rita Merico

(Marirò Savoia a Maglie, 28 maggio 2022, presso Galleria Capece)

Come foglie. Foglie nel momento in cui si avventurano nel volo leggero senza dritta traiettoria. Foglie appaiate al soffio di un vento di dentro che le fa volteggiare, le mette in comunicazione tra loro, le inabissa nell’ultimo passo di danza, le accende di tinte furiose. Il regista ne vivifica i fuochi. Il regista: un autunno di intenti che chiude solo per aprire. Un autunno di pieni che sorprende il sé e l’altro appaiandoli in una comunicazione di gesti intensi capaci di dire. Dire oltre ogni parola. Continua a leggere “Marirò Savoia: d’autunno le parole”

Saggio

Nikos Kazantzakis, poeta della Visione

di Anna Rita Merico

Cretese di Iraklio, visionario oltre ogni dire, scavatore degli abissi dell’animo umano, finissimo conoscitore della cultura europea, cultore superbo della lingua greca e delle sue radici ultramillenarie. Colto ma sprofondato nella parola popolare, quella che più conserva la connessione con l’antico del significato. Archeologo attento del suono e del ritmo portato da ogni accento e da ogni caduta, per lui e con lui la parola danza al ritmo delle onde più fonde. Anni e anni di ricerca intorno e dentro i termini dell’idioma greco per distillarne parola atavica. Continua a leggere “Nikos Kazantzakis, poeta della Visione”

Poesia, Saggio

Su Sylvia Plath

di Anna Rita Merico

“ A poco a poco il sospetto che i cattolici avessero occhi a raggi X diminuì e mi sentii più a mio agio.

Avevo usato bene del mio permesso in città, pensai.

Appartenevo a me stessa”[1]

Sylvia Plath

La tua grafia minuscola, appena sbilanciata a destra. Nel “mar dei Sargassi” (così chiamavi il tuo diario), vi è segnato quello che hai pescato intenta nel tuo percorso di ricerca. Hai cercato, ossessivamente, la tua Voce. L’hai cercata nel tuo dentro fatto di bui che anelavano a luce e a parola. Ted, Ted Hughes, tuo marito, sposato nel 1956, ha ritenuto giusto tagliare parti dei tuoi scritti. Parti in cui, a parlare, erano il tuo odio, la tua rabbia, le tue emozioni tempestate. E’ stato duro per lui accettare i tuoi affilati giudizi su amici, parenti ma, aveva davvero compreso quanto dolore c’era nelle tue parole per un mondo che, tu, volevi lacerare come placenta stretta? Continua a leggere “Su Sylvia Plath”