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Posts Tagged ‘antonio bruno’

di Antonio Bruno

Arborvitae

© Gianfranco Budano: Arborvitae

In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si trova perpendicolare all’equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli. Per il Cristianesimo, la data dell’equinozio di Primavera di 2000 anni fa, corrisponde al giorno e alla festività liturgica del concepimento di Gesù. Sempre per i cristiani, all’equinozio di primavera è legato anche il calcolo per il giorno di Pasqua che cade la prima domenica dopo la prima luna piena, contemporanea o successiva, all’equinozio di marzo. Oggi 21 marzo 2011 c’è l’equinozio di primavera. In questa nota alcuni effetti di tale ricorrenza. (altro…)

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di Antonio Bruno

Ulivi - foto di Agnese Bascià (© tutti i diritti riservati)

Nel tavolo interprovinciale Lecce, Brindisi e Taranto sull’olivicoltura dello scorso 28 febbraio 2011 si è giunti alla conclusione di elaborare dei progetti “cantierabili” per risolvere la crisi del settore. In questa nota una proposta relativa agli olivi secolari. (altro…)

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di Antonio Bruno

The best wise

© Gianfranco Budano: The best wise

Ho letto con grande attenzione una nota di Roberto La Pira dal titolo “La bufala della legge europea che tutela l’olio extra vergine dilaga sui giornali. E’ vero il contrario, l’olio taroccato è diventato legale”. E da quella nota sono scaturite le mie opinioni e proposte che potete leggere qui di seguito. (altro…)

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di Antonio Bruno

Cade a pezzi a quest’ora sulle terre del Sud
un tramonto da bestia macellata.
L’aria è piena di sangue,
e gli ulivi, e le foglie del tabacco,
e ancora non s’accende un lume.

Nel febbraio del 1898 Cosimo De Giorgi scriveva che il clima del Salento è simile a quello dei paesi orientali che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Durante l’inverno si alternano venti caldo umidi di scirocco e di libeccio con quelli dei quadranti boreali. Il clima mite del Salento ha favorito la coltivazione del tabacco. La semina dei semenzai di tabacco si praticava nel mese di dicembre. L’altra condizione per la coltivazione del tabacco è di avere un estate senza pioggia e nel Salento le piogge erano precedute da temporali e quindi erano fenomeni eccezionali. (altro…)

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di Antonio Bruno
Colours for my mind
A voi che dall’albero della vita cogliete le foglie e trascurate i frutti“. (Silvano Agosti) la frase con cui Fabio Volo apre il suo libro E’ una vita che ti aspetto.

Il Direttore dell’ Istituto per il Commercio Estero di Bari Dott. Giuseppe Lamacchia ha convocato un gruppo di lavoro per organizzare un importante esportazione di foglie d’uva a Riyad in Arabia Saudita. Grandi assenti proprio i produttori d’uva da tavola. In questa nota una proposta al Dott. Lamacchia per ottenere una partecipazione di questa importante categoria. (altro…)

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di Antonio Bruno

Scrive il dottore agronomo Attilio Biasco: “Gallipoli, quantunque non avesse un porto, ma una rada mal sicura, protetta soltanto da uno scoglio poiché il porto di Gallipoli fu costruito dopo il 1840 in esecuzione del Decreto Reale 24 luglio 1830, divenne un importante centro d’imbarco degli oli che si riversavano nella città non solo dalla Terra d’Otranto, ma anche dalla parte meridionale della limitrofa terra di Bari”. (altro…)

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di Antonio Bruno

«La Focara di Sant’Antonio», che si svolge ogni anno a Novoli dal 16 al 18 gennaio, registra dalle 80 alle 100mila presenze. In particolare nella tre giorni novolese del 2008 il flusso stimato delle presenze è stato di 80mila, nel 2009 di 100mila e nel 2010 di 95mila. Il dato del 2010 è stato più alto perché la festa si è svolta nel weekend, la stessa cosa quindi prevedibile che accadrà quest’anno. Per non farci mancare nulla, Domenica 16 gennaio 2010, in piazza Tipo Schipa, dopo l’accensione della Focara, ci sarà il gruppo musicale milanese di «Elio e le Storie Tese». Il Sindaco di Novoli Vetrugno ha dichiarato: «Il gran falò che illumina la notte novolese è il segno d’identità di un popolo e di un territorio. Il percorso religioso da cui siamo partiti si è trasformato in un percorso turistico d’eccellenza particolarmente pregiato perché destagionalizzato e legato alla qualità del territorio e dei suoi prodotti. Il pellegrino, devoto al Santo, diventa il turista dell’enogastronomia e della cultura popolare». Ma è così che stanno davvero le cose? (altro…)

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