Archeologia, Arte, Storia

Le sacerdotesse di Demetra (2/2)

Echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento

di Gianfranco Mele

Demetra, Trittolemo e Persefone “Kore”, la triade eleusina (bassorilievo marmoreo di Eleusi,  440-430 a.c. ca): Demetra consegna a Trittolemo una spiga di grano, mentre Persefone “benedice” Trittolemo ponendogli la mano sul capo. L'imposizione delle mani sul capo è un gesto tipico anche delle anziane guaritrici del mondo contadino (vedi figure successive)
Demetra, Trittolemo e Persefone “Kore”, la triade eleusina (bassorilievo marmoreo di Eleusi, 440-430 a.c. ca): Demetra consegna a Trittolemo una spiga di grano, mentre Persefone “benedice” Trittolemo ponendogli la mano sul capo. L’imposizione delle mani sul capo è un gesto tipico anche delle anziane guaritrici del mondo contadino (vedi figure successive)

Demetra, “la papagna” e il sacro rituale di guarigione dei bambini

Nel mito di Demetra raccontato da Ovidio,[11] quando nel suo pellegrinare alla ricerca di sua figlia Kore rapita da Ade, la dea giunge ad Eleusi sotto mentite spoglie (con sembianze di una vecchia), presso la capanna del vecchio Celeo e di Metanira, si prende cura del piccolo Trittolemo che giace ammalato nella sua culla, e ne diventa nutrice. Continua a leggere “Le sacerdotesse di Demetra (2/2)”

Antropologia culturale, Storia, Tradizioni

Le sacerdotesse di Demetra (1/2)

Echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento

di Gianfranco Mele

Introduzione

In diverse aree del Salento, del tarantino e della Puglia, sono rimaste molto vive, sino quasi ai giorni nostri, le tradizioni dell’uso medicamentoso della “papagna”[1] e del rito riparatorio alla “fascinazione” nel mondo contadino. Quanto sono legate queste usanze al mito demetriaco ? La  dea greca Demetra, e il suo corrispettivo romano, Cerere, sono legate al simbolismo delle spighe e delle capsule di papavero da oppio, sia nella mitologia che in molte raffigurazioni[2]. Persino una divinità precedente (e correlata anch’essa alla successiva Demetra) scoperta a Gazi[3], è strettamente legata al papavero: il famoso “idolo” femminile di Gazi è rappresentato con in testa delle capsule di papavero. Cerere e Demetra sono spesso “accompagnate”nelle varie raffigurazioni da spighe, oppio e serpenti.[4] Continua a leggere “Le sacerdotesse di Demetra (1/2)”

Opinioni

L’inclusione, unico antidoto alla discriminazione

di Cosimo Giannuzzi

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La discriminazione sociale non conosce barriere culturali adeguate per impedire che nella realtà siano alcune categorie storicamente vulnerabili a subirla da parte della maggioranza degli individui. L’Europa ha mostrato sensibilità crescente per questo tema, ma solo alcuni Stati europei hanno saputo tradurre in leggi i provvedimenti e le direttive formulate per la lotta alle discriminazioni. Continua a leggere “L’inclusione, unico antidoto alla discriminazione”

Scrivere il Salento, Tradizioni

Lu Titoru

Lu Titoru
Lu Titoru

Chi è “Lu Titoru”, quel fantoccio che giace su un carro funebre a causa di una pantagruelica indigestione di polpette? Certo di carne deve averne “levata” molta (troppa), interpretando al meglio il senso del carnevale: “carne-levare”, in attesa dei lunghi digiuni della Quaresima che s’approssima. Continua a leggere “Lu Titoru”

Antropologia culturale, Storia, Tradizioni

Il fuoco di Sant’Antonio Abate: da demonio a protettore dell’uomo. Sincretismo religioso nella tradizione cultuale del Salento

La tendenza a integrare nel culto di Sant’Antonio Abate elementi di natura pagana è ancor più evidente per le strade delle città durante il rito di accensione dei fuochi in onore del Santo nel suo giorno di festa. Essi sono meglio conosciuti col nome di focare. Continua a leggere “Il fuoco di Sant’Antonio Abate: da demonio a protettore dell’uomo. Sincretismo religioso nella tradizione cultuale del Salento”

Antropologia culturale, Tradizioni

Il maiale di Sant’Antonio Abate: da demonio ad animale prediletto. Sincretismo religioso nella tradizione cultuale del Salento

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Uno dei primati che spettano all’Ordine degli Ospitalieri è di aver dato all’arte uno stile tutto nuovo di raffigurazione Sant’Antonio Abate che sostituì nel basso Salento quella tipicamente greca legata ai canoni dell’iconografia dei Santi Eremiti.

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Antropologia culturale, Storia, Tradizioni

Origini e successi della devozione a Sant’Antonio Abate

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Oltre i confini salentini, la figura di Sant’Antonio Abate è anche diffusamente venerata da culti antichi, quasi capillari in tutta Italia, indifferentemente dal nord al sud, così come in ambito di credo religioso il Santo si festeggia contemporaneamente nella religione cristiana cattolica, ortodossa e luterana. Continua a leggere “Origini e successi della devozione a Sant’Antonio Abate”

Architettura, Arte, Bozzetti di viaggio, Scrivere il Salento

Sulle vie del barocco leccese

di Augusto Benemeglio

Like a dream
Like a dream – © Gianfranco Budano

Eccomi ancora una volta a Lecce, con Mimmo Anteri, sulle vie del barocco, dove un tempo fiorivano i limoni e le cattedrali, “case del sole e di Dio”. Un barocco arioso, elegante, vero godimento per gli occhi — dice il maestro Anteri — ma anche la gente salentina è formidabile, generosa, ti accoglie a braccia aperte, è pronta a mostrarti tutto quello che ha. E’ partecipativa, generosa. Continua a leggere “Sulle vie del barocco leccese”

Antropologia culturale, Cultura salentina, Scrivere il Salento, Territorio, Tradizioni

Donne e matrimoni nei detti popolari del novecento salentino

Pasquale Urso: Acquaforte

Riprendo da dove ho lasciato: le donne di inizi Novecento nel Salento, lo abbiamo visto, non godevano proprio di un “diritto alla stima”, sempreché ve ne sia uno, sia pur non codificato. In realtà la donna era un essere inferiore rispetto all’uomo, non tanto per l’assenza di prestanza fisica, quanto, questo sì, per una soccombenza atavica, senza grandi spiegazioni e liquidata come normalità nel vissuto quotidiano.

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Antropologia culturale, Pensiero meridionale, Scrivere il Salento, Tradizioni

Detti popolari sulle donne salentine d’altri tempi

Pasquale Urso – Acquaforte

Si fa presto a dire donna: i tempi cambiano, le donne sono emancipate, in parte si è raggiunta la parità dei sessi e talvolta si sfocia in un eccesso di femminismo sconsiderato per paura di tornare indietro. Il Salento non fa eccezione: la cultura che voleva la donna chiusa in casa, con il tempo scandito dal lavoro domestico e dalla crescita dei pargoli, è ormai, salve le eccezioni, declinata. Ma da dove siamo partiti e quanta strada ha fatto la donna in mezzo secolo dalle nostre parti?

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