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Posts Tagged ‘Arte’

di Lucio Causo


 

Nel 1938 il dott. Cesare Vergine, medico-soldato di Tuglie, riunì i reduci, combattenti, mutilati, madri e vedove della Grande Guerra per progettare la costruzione della chiesa di Montegrappa sulla collina di Tuglie (Lecce). La chiesa a forma di sacello fu costruita nel 1940 senza il campanile dall’impresa De Salve Vincenzo. Il campanile, su progetto del geom. Ernesto Gatto, fu costruito, dal 1951 al 1953, dall’impresa Toma Elio fu Pietro ed inaugurato nell’agosto del 1954. La chiesa fu definita Santuario di Montegrappa, per le finalità storiche e religiose che rappresentava, nel Bollettino Ufficiale della Diocesi di Nardò nel Novembre del 1953.

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Commentari – Sull’alterazione e il consumo delle ‘voci’, nell’arte

copertina

di Paolo Marzano

 

“Ragioniamo”, disse Guglielmo. “Cinque stanze. Quadrangolari o vagamente trapezoidali, con una finestra ciascuna, che girano intorno a una stanza eptagonale senza finestre a cui sale la scala. Mi pare elementare. Siamo nel torrione orientale, ogni torrione dall’esterno presenta cinque finestre e cinque lati. Il conto torna. La stanza vuota è proprio quella che guarda a oriente, nella stessa direzione del coro della chiesa la luce del sole all’alba illumina l’altare, il che mi sembra giusto e pio. L’unica idea astuta mi pare quella delle lastre di alabastro. Di giorno filtrano una bella luce, di notte non lasciano trasparire neppure i raggi lunari. Non è poi un gran labirinto. Ora vediamo dove portano le altre due porte della stanza eptagonale. Credo che ci orienteremo facilmente.”

Tratto da Il nome della rosa cap. II

di U.Eco, Bompiani, Milano 1980

 

Questi miei appunti traggono nuovi motivi di ricerca, da alcune considerazioni già trattate che, in altre pubblicazioni, hanno trovato sviluppo, ma non l’effettiva completezza. Ne è conseguito un necessario approfondimento, utile ad arricchire e allo stesso tempo, integrare le tesi esposte, secondo un procedimento di confronto e deduzione, unicamente diretto a tratteggiare quel complesso approccio dell’individuo alla comprensione e all’interpretazione dell’opera d’arte. Nella serie di ‘incursioni’ descrittive e ri-descrittive che ho ritenuto adeguato, recuperare e ri-aggiornare, prendo in considerazione tutte quelle componenti adatte a costituire uno strumento di accesso, all’argomento oggetto dello studio (l’opera d’arte), per ricavarne motivo di maggiore ponderazione e di ulteriore ragionamento, nel dibattito su degli episodi artistici intorno ai quali (secondo me) c’è ancora troppo silenzio. La forma di comunicazione scelta, espone la ricerca seguendo brevi trattazioni, discutendo il tutto, come fosse il ‘corpo’ di ben circostanziati “commentari” contemporanei. Sono dunque frammenti, tessere, piccoli brani di “storia delle arti” (come sostengo da tempo si possano chiamare le argomentazioni affrontate e dibattute) che qui distinguo come un insieme di chiare ‘voci’, appartenenti a quel paesaggio, un tempo identificato, con il nome di “Terra d’Otranto”. (altro…)

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di Lucio Causo

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Edoardo Tofano (1838-1920): Donna con ventaglio olio su tavola, 30 x 25. Collezione privata.

L’uso del ventaglio è giunto dall’Oriente. Si tratta di un oggetto che agita l’aria e la spinge contro il viso per rinfrescarlo. Lo si usa anche per cacciare gli insetti. E’ formato di stecche di legno, avorio, madreperla, tartaruga ed altri materiali, incernierate a un’estremità e riunite insieme tramite lembi di stoffa o carta, che si chiudono e si aprono con le stecche. (altro…)

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di Stefano Previtero

Giuliano d'Elena: L'urlo

Giuliano d’Elena: L’urlo

Cristocentrismo: la Teologia della Madre

Il volume, pubblicato nel 2006, raccoglie per la prima volta in un unico testo, tutti i contributi di riflessione teologica e filosofica, a firma di Giuliano D’Elena, apparsi sulla rivista mensile “Nuovo Spartaco” a partire dal 2001 per cinque anni (oltre al “numero unico” della stessa rivista edito nel 1990). (altro…)

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di Stefano Previtero

Giuliano D’Elena ritratto nel suo studio (metà anni ‘90)

Giuliano D’Elena, pseudonimo di Giuliano Chetta, (Taviano, 1947), si laurea e conclude i suoi studi pedagogico-filosofici presso l’Università di Lecce con la tesi sul “Singolarismo nell’arte”, compendio di estetica ed esistenzialismo. Esordisce artisticamente nel 1966 con una scenografia sul “Giulio Cesare” al teatro Tito Schipa di Gallipoli, e si afferma come uno dei maggiori rappresentanti della “neo-figurazione” esistenzialista. Le sue opere sono in collezioni di Gallerie d’Arte e Pinacoteche pubbliche e private, molti sono stati i critici che lo hanno valorizzato. Ha realizzato opere d’arte sacra di grandi dimensioni e molti suoi quadri sono stati scelti per illustrare le copertine di vari libri; egli è stato ideatore e Direttore Artistico della “Biennale d’Arte” città di Gallipoli ed è fondatore della corrente artistico-culturale denominata “Normalismo”. (altro…)

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“filosofale”… è la pietra che significa

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“Se tu potessi entrare in una bella cittade

o in uno bello palagio agevolmente,

e tu non volessi, grande negligenza sarebbe questa.”

 

                                                                                                                                Giordano da Pisa

                                                                                                                               (Pisa 1260 – Piacenza 1311)

La frase che ho scelto per introdurre queste mie riflessioni è di Giordano da Pisa. Una breve ma intensa citazione riportata con lo scopo di preparare ed avvicinare il lettore ad un concetto importante legato a quello che può identificarsi come un vero e proprio ‘percorso’. Osservare un’opera d’arte è come esplorare una bella città o come scoprire lentamente le stanze di un palazzo di cui ci sono letteralmente spalancate le porte. La curiosità di entrare e di vedere corrisponde all’azione fondamentale di accedere ad un linguaggio nuovo e pretende un’attività di grande coinvolgimento che si realizza predisponendosi ad indagare quella città, quell’edificio, quelle stanze e dunque quell’opera d’arte. (altro…)

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La croce pettorale-reliquiario per mons. Edoardo A. CerratoNon è di “DR Arte Orafa”, l’atelier di preziosi presente a Nardò fin dal 1992 che qui si intende parlare. Sicuramente l’esercizio è tra le più prestigiose botteghe orafe della provincia di Lecce, ma di gioiellerie è pieno il Salento, tantomeno mancano validi maestri orafi che alla vendita al dettaglio di prodotti dei grandi marchi abbinano le proprie creazioni artigianali. (altro…)

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