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Posts Tagged ‘Artisti salentini’

di Lorenzo De Donno

uliveto salentino

G. Diso, Uliveto salentino, olio su pannello, cm 150×100, 2014

 

Quell’opera mi aveva subito colpito, profumava ancora di olio di lino ed essenza di trementina. Perfettamente integrata, fra altri bei quadri, nel salone affrescato di un palazzo antico, sembrava ispirata da certe affiches dei primi del ‘900 e raffigurava, in un’atmosfera di colori caldi e dorati, due donne affiancate, a mezzo busto, in una posa tipica da ritratto fotografico d’epoca.  Le gote appena imbellettate, l’acconciatura dei capelli e l’abbigliamento riprodotto, rigoroso ed elegante, mi riportavano ad immagini del cinema muto ed a stagioni remote, ricche di fascino e di un pizzico di malizia e di mistero. Il padrone di casa, cultore del bello, si era premurato di attirare la mia attenzione proprio su quel quadro, che era appena entrato nella sua raccolta. Qualche giorno prima, invitandomi a casa sua per una ricorrenza famigliare, mi aveva già anticipato che mi avrebbe fatto vedere qualcosa di nuovo ed originale. Bello, lo era veramente quel quadro. Pensai che in un mazzo di carte ideale quel “due di donne” sarebbe stata, al contrario dello scarso valore simbolico del numero, una carta sicuramente vincente. (altro…)

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di Annamaria Buia

cupp

Cesare Cuppone, “Ormeggio al tramonto” (olio su tela – 2014)


Tecnica, colori, emozione sono le parole chiave del percorso artistico di Cesare Cuppone.

Il suo disegno è sempre sicuro ed essenziale, il suo colore è sempre composto ed elaborato per creare nell’infinità delle variazioni il perfetto bilanciamento di ogni dipinto. (altro…)

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Note intorno all’equivoco ‘barocco’ nel Salento (parte prima)  1 LECCE

… il barocco leccese è un tema eccezionale, o eccentrico, ma paradigmatico: l’argomento si presta all’analisi di una produzione di tipo artigianale e di senso collettivo nonché a lumeggiare il meccanismo storico per il quale solo nel Settecento e riformisticamente si produce il passaggio – altrove in atto da tre secoli – dalla vecchia situazione alla nuova che è caratterizzata dal distacco tra attività di progettazione ed esecuzione materiale dell’opera. Questo ritardo ha l’effetto di saldare la parabola storica moderna attraverso un lungo medioevo baroccheggiante, senza percorrere i passaggi del rinascimento, del manierismo e del barocco stesso linguisticamente inteso nel senso più proprio”.

(In Strutture e personalità del Barocco leccese, cap. I, pag. 11, in Architettura Barocca a Lecce e in terra di Puglia, Maurizio Calvesi e Mario Manieri-Elia, Carlo Bestetti – Edizioni D’Arte, Milano-Roma. Fotografie di Maurizio Puolo, Dicembre 1970). (altro…)

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di Annamaria Buia

cuppo

Cesare Cuppone, MARINA SALENTINA ( SPATOLA ) 50 X 1000

Nella pittura di Cesare Cuppone esiste solo la realtà sensibile, ossia solo ciò che l’occhio coglie d’istinto: la luce e il colore.

L’impostazione classica della sua formazione lo ha portato a praticare i generi della tradizione, quali la natura morta, il paesaggio, la vita contadina, dimostrando la straordinaria capacità di far rivivere scene di vita vissuta , di luoghi  e di oggetti cari alla memoria della gente salentina,  il tutto orchestrato  da  un’infinita gamma di variazioni tonali. (altro…)

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Ernesto De Donno: Franite

…l’odore è quello sacro del cardo

arso da un sole devoto e anziano,

il sapore del seno di una madre (altro…)

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di Augusto Benemeglio

pensieri

Ciro Palumbo, “Pensieri” (2008), olio su tela

 

C’è sempre il sospetto che tra opera e autore si stenda una terra di nessuno, un continente sconosciuto che è il vero luogo da esplorare, qualcosa di simile ad un testo dentro un testo o immagini dentro le immagini, suoni dentro suoni, colori dentro i colori, cose astratte, fantasmi inafferrabili. (altro…)

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Cesare Cuppone: Murge

E’ possibile segnalare alla redazione di Cultura Salentina le opere (altro…)

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