Personaggi, Recensioni

Quando andavo in via Veneto di Nicola Apollonio – 3

APOLLONIO E GAMBARDELLA
3 - anita ekberg
Si riconosce la vocazione dal fatto che diventa un condizionamento esistenziale assoluto: non lascia spazio per considerazioni di opportunità o convenienza, buon senso o quieto vivere.

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Cultura salentina

L’essenza del vivere di Gino Schirosi

 Gino Schirosi

  1. Il bisogno di Dio

“L’essenza del vivere”, di Gino Schirosi, edizioni Anxa, 2015, è uno di quei libri da tenere costantemente sul comodino, perché ci trovi un po’ tutto, una sorta di trattato teosofico-etno-socio-politico-antropologico-letterario, in cui l’autore tiene “ben serrati” i fili della sua vasta, enciclopedica, memoria culturale, letteraria, storica, filosofica, umanistica, da vecchio professore di greco e latino del Liceo “Quinto Ennio” di Gallipoli, uno dei più antichi d’Italia (fu fondato nel 1860, subito dopo l’Unità). Continua a leggere “L’essenza del vivere di Gino Schirosi”

Recensioni

Toti Bellone: 133 liriche più una

toti bellone

  1. Da Cardarelli a Prevert

Diceva Vincenzo Cardarelli, forse l’ultimo dei nostri “classici”, che la poesia è “l’arte di tacere”, come la tragedia è “l’arte di mascherarsi”. Continua a leggere “Toti Bellone: 133 liriche più una”

Personaggi

Maria Corti e L’ora di tutti

Maria Corti

A Maurizio Nocera, fratello di spine e di penna

  1. Maria e il Salento

Caro Maurizio, ora che Maria Corti, la lombarda-salentina, non c’è più da molti anni, mi torna in mente in modo quasi ossessivo quella volta che la vedemmo, insieme, per l’ultima volta, nel porto di Gallipoli, dove impazzava il Premio “Balocco”, che tu avresti potuto goderti dall’alto della casa di tua suocera, senza essere mescolato in quella folla di trentamila spettatori vestiti a festa; ma forse noi siamo stati tra i pochi a cui è rimasto impresso un fatto singolare, che è un po’ il simbolo di quanto possa valere oggi la cultura in uno spettacolo del genere, diciamo pure uno spaccato del costume dei nostri tempi. Continua a leggere “Maria Corti e L’ora di tutti”

Personaggi

Federico Fellini e le cicale morte di Palmariggi

Federico Fellini con la moglie Giulietta Masina, protagonista de La strada nei panni di Gelsomina

Negli anni sessanta Federico Fellini fu invitato a Gallipoli, presso il Lido San Giovanni, dove c’era un psicologo dell’immaginale di valore assoluto come Dario Caggia, invitato per una conferenza.

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Storia

Federico II  e Giorgio da Gallipoli

Federico II di SveviaSappiamo che Federico II aveva dei fortissimi legami con la Puglia. Era nato a Jesi , ma si considerava “puer Apulia” , figlio di questa terra . Ma  quali sono stati , in aprticolare, i legami , i rapporti , le coincidenze  tra l’imperatore e Gallipoli? Continua a leggere “Federico II  e Giorgio da Gallipoli”

Antropologia culturale, Cultura salentina, Scrivere il Salento, Tradizioni

I riti della Settimana Santa a Gallipoli

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Potremmo far rientrare i riti della Settimana Santa, che si svolgono a Gallipoli da tempo immemorabile (forse dai moti penitenziali del XIV secolo) e con straordinaria partecipazione di tutta la popolazione, nell’ambito dell’antropologia culturale e sociale, Continua a leggere “I riti della Settimana Santa a Gallipoli”

Cultura salentina, Personaggi, Saggio

Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (ultima parte)

La morte di Anita Garibaldi in una tela di Francesco Fabbri

La morte di Anita
E’ in questa situazione di estremo caos, con i francesi che bombardano Villa Spada, che viene di nuovo raggiunto da Anita. E’ il 26 gugno 1849 e Anita ha viaggiato per mare fino a Livorno, proseguendo per Roma in carrozza, nonostante sia incinta di quattro mesi. Dentro di sé ha deciso che non avrebbe mai più lasciato il marito, unica sua ragione di vita. Continua a leggere “Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (ultima parte)”

Cultura salentina

Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (parte 4)

La Famiglia Garibaldi (®Wikipedia)

La morte di Rosita

Ci aveva visto giusto. Ma la sorte di Montevideo non è in gioco sul mare, o sui fiumi. La lotta essenziale ha luogo a terra e anche in questo campo Garibaldi, diventerà — anche grazie alla stampa europea e degli Stati Uniti — una figura eroica.

In quel tempo, tutti gli abitanti di Montevideo, assediata, si erano impegnati nella lotta, avevano patito la fame, la sete, la carestia, erano stati colpiti da malattie infettive e soprattutto i più deboli, gli anziani e i bambini erano morti. Tra questi, anche la a piccola Rosita . Aveva a poco più di due anni d’età ed era morta a seguito di un’epidemia di scarlattina. Anita era impazzita di dolore, aveva delirato per giorni e giorni, fino al punto in cui Josè aveva dovuto portarla con sé, in guerra, per starle vicino in qualche modo. Anita ora fa l’infermiera di campo, curai e assiste i feriti, ma continua ad essere in preda a una grande depressione per la scomparsa della piccola Rosita.

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Cultura salentina

Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (parte 3)

Una scena della Fiction Rai su Anita Garibaldi

Nasce Menotti

Non si fermano neppure quando Anita rimane incinta, anzi l’eroina prosegue a cavalcare, lotta, grida, cade, si rialza, torna in sella e vi rimane fino all’ultimo mese di gravidanza. E’ il 6 settembre 1840 quando nel piccolo villaggio di Mostazas, in una casa di campagna, nasce il loro primogenito, Menotti Domingo, con un’ammaccatura sulla testa, ricordo della caduta da cavallo.

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Cultura salentina

Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (parte 2)

Garibaldi e Anita – Tela di Guido Mondin

I miei occhi ti scoprono nuda

Anita era alta, scura di pelle, robusta, dal corpo muscoloso e il petto sviluppato, viso ovale un po’ lentigginoso, capelli nerissimi, lunghi fino alla vita e sciolti, fiera e brusca nei movimenti, tanto risoluta nelle azioni di guerra da stupire lo stesso Garibaldi. Aveva gli occhi a mandorla, immensi, che gettavano una luce che poteva essere fiamma di sdegno ( a soli quattordici anni aveva spiaccicato il sigaro sul viso di un carrettiere dallo sguardo troppo insistente e molesto), o torrenti languidi di una calda pioggia di sguardi, come lo furono per il suo Josè, a cui, ( “a prima vista si riconosceva l’amazzone in lei”, dirà Gustav Hoffstetter, uno dei tanti ufficiali stranieri di Garibaldi), probabilmente insegnò a cavalcare (o quantomeno a perfezionare la sua tecnica), in quei primi giorni di intenso innamoramento.

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Saggio, Storia

Anita Garibaldi: 10 anni di guerra e d’amore (parte 1)

Anita Garibaldi
Anita Garibaldi (®Wikipedia)

Avevo bisogno di una donna che mi amasse subito!…

C’era stato il polverone, il grido e la caduta, la liberazione, la conquista, poi Anita dalla pelle cupa, una creola dotata di vera dignità spagnola, che aveva antenati indiani e portoghesi. Poi c’era stato il vento teso che si fa tempesta, il naufragio, la morte dei fratelli italiani, la luce fresca che segue sempre una tempesta, infine lo strazio dei ricordi, la solitudine, la disperazione… infine Anita, con il suo volto velato che si posava sull’oceano e andava alla deriva nel pizzo del suo strascico nuziale. Anita: una donna forte, coraggiosa, un’amazzone, ma anche una vera compagna, che gli avrebbe dato quattro figli e l’avrebbe amato come nessun’altra, per tutto il corso della sua breve vita, come lui aveva desiderato.

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