Cultura salentina

La paura dello specchio nelle credenze popolari del Salento

Caravaggio, Narciso (1594-'96). Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

Eisoptrofobia. È questo il complicatissimo vocabolo clinico che indica la paura degli specchi, quella persistente e ingiustificata fobia dell’oggetto in quanto tale e del vedere la propria immagine riflessa in esso. Naturalmente presente in qualche soggetto, può però derivare anche da una particolare esperienza traumatica vissuta nel corso della fanciullezza. Questa stravagante patologia, infatti, si configura assai spesso come il punto di convergenza tra psicosi e superstizione, proprio come si può riscontrare in un’antica credenza popolare salentina. Continua a leggere “La paura dello specchio nelle credenze popolari del Salento”

Tradizioni

Il mistero della morte

Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d'epoca)
Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d’epoca)

La nostra epoca è l’età delle perifrasi. Il cieco è diventato non vedente, il sordo non udente, lo spazzino operatore ecologico, il portatore di handicap diversamente abile. Così pure, ritenendo un’offesa il termine vecchiaia, lo si è sostituito con “terza età”… come se un espediente letterario possa cambiare la realtà delle cose. Ma è la parola morte ad essere stata bandita, più di ogni altra, dal vocabolario corrente!

Eppure scienza e tecnologia, con i loro deliri di onnipotenza, si infrangono contro l’inesorabile decadimento fisico di ogni essere vivente. Si camuffano vecchiaia e malattia, ma la morte è impossibile nasconderla. Continua a leggere “Il mistero della morte”

Architettura, Arte

Quel toro rinchiuso nella… parasta

di Paolo Marzano

Fig. 1 - Parte (sinistra) del secondo livello della facciata di S. Domenico a Nardò

Abbiamo già affrontato, con la dovuta cautela e seguito con particolare interesse, la probabile lenta ‘costruzione’ di quell’affascinante soluzione plastico-volumetrica che viene definita come  la ‘colonna inglobata’. Il Riccardi l’adotta nei quattro sostegni del Sedile, nell’angolo al lato destro della facciata di S. Croce a Lecce ed è usata sulla facciata della cattedrale di Squinzano. Continua a leggere “Quel toro rinchiuso nella… parasta”

Scrivere il Salento

Itinerari d’arte nel Salento: la Basilica di S. Caterina di Alessandria a Galatina

di Rocco Boccadamo

Santa Caterina, Portale daccesso - Galatina

Ogni tanto, la domenica mattina, vado ad ascoltar la Messa in una chiesa francescana che, a mio avviso, merita a buon titolo di essere definita senza uguali in Puglia: quella, dedicata a S. Caterina di Alessandria, che si erge, con composta maestosità e in una veste di singolare bellezza, nel centro storico di Galatina.

A proposito di tale monumento, devo sottolineare una cosa: sebbene mi sia capitato di accedervi e di ammirarlo oramai diverse volte, in ogni singola occasione avviene come se vivessi l’afflato emotivo del magico godimento che avvertii al primo contatto, tanto è il senso di gioia e di estasi che mi pervade nel soffermarmi al cospetto delle meraviglie artistiche, soprattutto affreschi, che vi si trovano racchiuse. Continua a leggere “Itinerari d’arte nel Salento: la Basilica di S. Caterina di Alessandria a Galatina”

Ambiente

Composter domestici, il nostro contributo per una città pulita

Lecce: ingresso secondario del Duomo (foto G. Budano)

“L’abitudine rende sopportabile anche le cose spaventose”, diceva Esopo, ed è vero che gli occhi si abituano a guardare gli scempi come fossero parte integrante di un’esperienza cui nessuno può sottrarsi.

E’ il caso dei cassonetti della spazzatura posizionati “strategicamente” di fronte alle più belle chiese barocche di Lecce, cui nessuno presta caso perché l’occhio è abituato a vederli lì, in bella mostra a far da contrasto all’arte e alla cultura di una città. Continua a leggere “Composter domestici, il nostro contributo per una città pulita”

Arte

Donne committenti ritratte nelle opere d’arte

di Daniela Bacca

Teodora e le sue dame,Basilica di San Vitale a Ravenna, prima metà del VI sec

Fin dall’antichità, i committenti amavano farsi ritrarre all’interno dell’opera d’arte, ai piedi, alle spalle o ai lati delle raffigurazioni di una scena sacra o di un Santo. Segno di vicinanza spirituale e di fede, promozione di sé stessi e del loro stato sociale, “celebrazione” di potere, gloria e ricchezza. Desiderio ed ambizione di tramandare  la propria immagine esteriore ed emotiva, lasciando perpetua la testimonianza della personale esistenza e missione. L’usanza di collocare il ritratto dello “sponsor” che ha contribuito a realizzare l’opera religiosa fu introdotta dai noti mosaici del VI secolo nella Chiesa di San Vitale a Ravenna che raffigurano l’imperatore Giustiniano e la moglie Teodora. Continua a leggere “Donne committenti ritratte nelle opere d’arte”

Archeologia, Architettura, Saggio, Storia

La cappella di Masseria del Crocifisso a Lecce

di Claudio Martino

DIDASCALIA
Affresco visibile all'interno della struttura raffigurante un S. Oronzo benedicente

La chiesa sconsacrata di masseria Crocefisso è ubicata ad 1 km a est di Lecce, lungo la moderna S. P. 364 che collega la città con la marina di S. Cataldo, nelle “pertinenze di Lecce”, nel feudo di S. Nicola de Russis, in luogo detto «Turriso».

Quasi del tutto sconosciuta, la piccola cappella non compare in nessuna visita pastorale, mentre il documento più antico in cui è menzionata la masseria del Crocefisso è un atto notarile del 1585 in cui la masseria risulta proprietà di Angelo de Argenteris.

In un altro atto notarile del 1659, viene per la prima volta nominato l’edificio sacro e dichiarata la sua intitolazione: «un’altra (chiusura) nominata la Chiesa, con una chiesa dentro sotto il titolo del Crocefisso».
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Bibliografia, Bozzetti di viaggio

Bozzetti di viaggio di Cosimo de Giorgi: da Lecce a Galatone

Cosimo de Giorgi
Cosimo de Giorgi
Usciamo da Lecce dalla Porta di Rusce, eretta nel 1703 sulle rovine di un’altra più antica, e sormontata da una statua di S. Oronzo scolpita in pietra leccese. Ripiegando verso sinistra passeremo sotto il convendo dei PP. della Missione, oggi ridotto a penitenziario; e di lì potremo osservare i due viali alberati che cingono la nostra città; uno dei quali va a far capo all’obelisco di porta a Napoli, e l’altro giunge fino all’orfanatrofio Principe Umberto. Entrambi son lunghi pressoché un chilometro e formano la passeggiata prediletta dei leccesi nei mesi estivi e nelle ore pomeridiane, sotto l’ombra delle robinie, degli ailanti, degli olmi e dei pioppi. Che stupenda vegetazione!

(Cosimo De Giorgi, 1882)

Cosimo De Giorgi, La provincia di Lecce, Bozzetti di Viaggio; Congedo Editore, Galatina 1975

Bozzetti di viaggio

L’edicola Gallelli a Campi Salentina (parte II)

di Valentina Antonucci

Edicola Gallelli - Campi S.na
Edicola Gallelli - particolare

Per non disturbarli, ho spinto pian piano il cancelletto della loro abitazione, che era aperto, e sono entrata nel patio antistante, mattonato di recente con piastrelle azzurrine e occupato da tre vasetti un po’ squallidi, di cui si erano fatte ospiti alcune piante infestanti. Si vede che la Signora, oltre a dimenticare di chiudersi dentro, non ha molto tempo per la floricoltura.
E lo credo, con quel po’ po’ di impegno che si sono presi, Lei e il Bambino!

Il mio stupore è cresciuto (con un po’ di delusione, anche, devo ammetterlo) quando, trovandomi proprio di fronte a loro, mi sono accorta che il Drago contro cui sembravano star combattendo non c’era affatto: al posto suo c’era invece una grossa macchia di cemento, malamente tinteggiata con un colore intonato a quello della parete di fondo, sulla quale si sarebbe dovuto stagliare il terribile mostro.
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Bozzetti di viaggio

L’edicola Gallelli a Campi Salentina (parte I)

di Valentina Antonucci

San Francesco d'Assisi
San Francesco d'Assisi di Gian Domenico Catalano
Passeggiavo per Campi Salentina. Ero appena uscita dalla chiesetta di Santa Maria degli Angeli dove mi ero inebriata del biancore dei muri, della delicatezza dei rilievi lapidei sull’altare maggiore, della sorpresa di ritrovare lì dentro, inaspettato, un vecchio amico, il pittore Gian Domenico Catalano, morto da secoli ma vivo ancora nei suoi ingenui dipinti: tardomanieristi, si dice, per i colori d’arcobaleno; ma che sorta di tardomanierismo, il suo, da cui spuntano quei san Francesco d’Assisi dal volto affilato come contadini d’altri tempi, la fronte aggrottata su due sopraccigli bizantini, il saio bruciato come un sacco di Burri e cascante sul corpo da crocifisso ligneo medievale.
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Archeologia, Architettura, Arte, Cultura salentina, Eventi, Storia

Chiese aperte: 51 monumenti da visitare nel Salento

Molto del patrimonio artistico e architettonico salentino non è fruibile ai cittadini: a volte il motivo è legato alla mancanza di ristrutturazioni idonee alla conservazione dei monumenti, altre volte manca un adeguato sistema di valorizzazione del bene culturale, che lo renda visitabile e apprezzabile dagli interessati.

Per questo motivo è pregevole l’iniziativa dell’associazione Archeoclub d’Italia, con il patrocinio di varie istituzioni pubbliche e private, che hanno dato vita alla manifestazione “Chiese aperte”, giunta alla XV edizione e che coinvolge l’intero territorio nazionale.

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