Tradizioni

Le macàre, quasi una favola (prima parte)

C’erano una volta le macàre.

Soleto in una antica acquaforte
Il campanile di Soleto in una antica acquaforte

Temute e rispettate allo stesso tempo. Indovine, operatrici magiche in grado di gettare il malocchio (mal’uecchiu, ‘nfascinu, spascianu) o di liberare dallo stesso, abili nel fare filtri, pozioni, unguenti, incantesimi e fatture (macarìe) per far tornare l’amore in un innamorato, un fidanzato, un marito, più crudelmente per uccidere, rubare o scambiare bambini, o semplicemente per mandare via i folletti (scazzamurieddhri o lauri) che infestavano le case.

Un tempo si faceva ricorso a loro anche per curare malattie o riparare lussazioni e distorsioni secondo rituali e formule le cui origini si perdono nella millenaria tradizione folkloristica salentina. Continua a leggere “Le macàre, quasi una favola (prima parte)”

Cultura salentina

Le fonti della cultura nella società dell’era digitale

Pasquale Urso (acquaforte)
Pasquale Urso (acquaforte)
Chi riesce a coniugare presente e futuro, fondendoli in una passione produttiva per le arti, per la letteratura e per la storia, non si è lasciato sfuggire, in questi giorni, una notizia fondamentale che rappresenta una novità epocale nel modo di veicolare la cultura nel terzo millennio: si chiama iTunes U, ovvero registrazioni in audio o in video di lezioni, messe a disposizione on line dalle istituzioni che le producono per i propri studenti, che possono così riascoltarle tramite gli ormai diffusissimi iPod. Gli americani lo definiscono education-mobile learning, letteralmente studiare muovendosi, ovunque ci si trovi, nella sostanza lo si può fare in autobus mentre si va a scuola, o mentre si viaggia o nel traffico mentre si va al lavoro. Riporto alcuni stralci da diverse testate che hanno trattato l’argomento: Continua a leggere “Le fonti della cultura nella società dell’era digitale”

Ambiente, Bibliografia, Cultura salentina

Ecologia d’altri tempi

Pasquale Urso: La pausa per il pranzo (Olio su tela)
Pasquale Urso: La pausa per il pranzo (Olio su tela)

La voglia di riscoprire le proprie radici è sentimento diffuso di questi tempi, una “riscoperta” intesa soprattutto in senso storico e culturale.

Un caro amico volle regalare a un pubblico ampio, fatto di studiosi, ma anche di semplici curiosi, una chicca che merita di essere conosciuta da tutti e, magari, portata nelle scuole salentine perché il recente passato di una comunità, l’intero patrimonio di una civiltà, diventi patrimonio delle future Continua a leggere “Ecologia d’altri tempi”

Cultura salentina

Baarìa, un film, una poesia

Se la cultura di un popolo passasse attraverso un’emozione che gran film sarebbe quello di Tornatore. E lo è, perché Baarìa prima che essere il racconto di tre generazioni di meridionali è soprattutto un contenitore di emozioni forti, un crogiolo di sentimenti aggrappato a un passato ancora troppo presente per essere seppellito, a un mix di problemi ancora tutti aperti per essere stati risolti, a un ventaglio di ferite ancora troppo aperte per poter pretendere guarigione.

Continua a leggere “Baarìa, un film, una poesia”

Storia

6 giugno 1944, sfogliando la Gazzetta

Prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 giugno del 1944
Prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 giugno del 1944

La lettura di un giornale è un’attività che impegna quotidianamente milioni di persone; secondo recenti indiscrezioni degli analisti di settore molti di costoro presto si convertiranno alla lettura di quotidiani e riviste online lasciando il piacere di mantenere un intimo contatto fisico con l’amata materia cartacea a pochi affezionati maniaci.

Inutile approfondire questa tematica che per altro poco interessa il target dei nostri lettori, ma il dubbio rimane: l’accesso alle informazioni dopo questa svolta epocale rimarrà disponibile in eterno e forse con estrema facilità per chiunque. Ma quale emozione oggi nel visionare un quotidiano di cinquanta e passa anni or sono messoci a disposizione da una delle prime iniziative di digitalizzazione in atto in tanti posti del mondo.

Una Gazzetta del Mezzogiorno di 65 anni fa per alcuni di noi, parlo di quelli che hanno una certa deviazione mentale per i fatti della storia, può rappresentare una vera e propria emozione, specie se all’interno ci trovi anche alcuni fatterelli esilaranti segno di una cultura di un tempo che fu e che oggi è radicalmente cambiata. Scopriamo quindi cosa succedeva in Italia e in Puglia in quel fatidico martedì del 1944.

Continua a leggere “6 giugno 1944, sfogliando la Gazzetta”

Cultura salentina, Tradizioni

Tradizioni dei nostri avi: la dote di Francesca

J.F. Millet, Serata d'inverno, pastello su carta, 1867
J.F. Millet, Serata d'inverno, pastello su carta, 1867
L’apertura di un documento antico è un momento magico denso di emozioni e di curiosità. A trascinarti nella lettura non è il solo il desiderio di comprenderne il contenuto ma è il coinvolgimento emotivo che una carta scritta qualche secolo fa può infonderti. Da profano, quando per la prima volta mi trovai di fronte ad un documento di questa antichità, datato 1748, fu un’esperienza poco felice perché non riuscivo a tirar fuori una sola parola da tutto quello scritto. Al contrario la mia immaginazione ne fu molto suggestionata. La bella grafia sulla carta ingiallita dal tempo mi portava a realizzare idealmente quello scrivano fermo nel momento in cui, seduto al suo tavolo nello studiolo illuminato dalla fioca luce di un lumino, inzuppava la penna d’oca nell’inchiostro del suo calamaio per poi energicamente vergare, nella vile carta, quelle lettere che io vedevo così ordinate e allineate a formare parole, frasi e concetti. Le forme grafiche desuete, le lettere arricciate e i capilettera arzigogolati si stendevano quasi uniformemente sull’intera superficie della carta tanto che, l’insieme dei caratteri, mi apparse un vero e proprio groviglio d’intarsi pennellati ad arte quasi a formare il bel disegno come quello dei tessuti arabesque.
Continua a leggere “Tradizioni dei nostri avi: la dote di Francesca”

Bibliografia, Bozzetti di viaggio

Bozzetti di viaggio di Cosimo de Giorgi: da Lecce a Galatone

Cosimo de Giorgi
Cosimo de Giorgi
Usciamo da Lecce dalla Porta di Rusce, eretta nel 1703 sulle rovine di un’altra più antica, e sormontata da una statua di S. Oronzo scolpita in pietra leccese. Ripiegando verso sinistra passeremo sotto il convendo dei PP. della Missione, oggi ridotto a penitenziario; e di lì potremo osservare i due viali alberati che cingono la nostra città; uno dei quali va a far capo all’obelisco di porta a Napoli, e l’altro giunge fino all’orfanatrofio Principe Umberto. Entrambi son lunghi pressoché un chilometro e formano la passeggiata prediletta dei leccesi nei mesi estivi e nelle ore pomeridiane, sotto l’ombra delle robinie, degli ailanti, degli olmi e dei pioppi. Che stupenda vegetazione!

(Cosimo De Giorgi, 1882)

Cosimo De Giorgi, La provincia di Lecce, Bozzetti di Viaggio; Congedo Editore, Galatina 1975

Arte, Cultura salentina

Il tema del “Nnanzi la porta” di Pasquale Urso

Pasquale Urso: Lattesa
Pasquale Urso: "L'attesa"
Inauguriamo oggi un altro modo di guardare alla salentinità quella indagata attraverso gli occhi dell’artista.

Partiamo con Pasquale Urso, maestro salentino che nel corso della sua lunga carriera, inaugurata a Lecce nel 1968, ha analizzato molti aspetti della nostra cultura riuscendo a trasporre sulla carta opere magistrali: immagini di usi, costumi e tradizioni locali spesso a rischio di estinzione la cui riproposizione assume i connotati del rimpianto per un tempo felice ormai cancellato dall’impetuoso avanzare dei cambiamenti sociali.
Continua a leggere “Il tema del “Nnanzi la porta” di Pasquale Urso”

Cultura salentina, Eventi, Storia, Tradizioni

Giornate medievali a Otranto: 2-3 maggio 2009

Parte il conto alla rovescia per le attese Giornate Medievali idruntine: sabato 2 e domenica 3 maggio, infatti, nelle vie della città di Otranto, sfileranno personaggi in costume, che rievocheranno il periodo medievale.

Continua a leggere “Giornate medievali a Otranto: 2-3 maggio 2009”