Cultura salentina, Poesia

A voce bassa

di Daniela De Pascalis

Giuseppe de Nittis: Alle Corse

A voce bassa
tra pochi inciampi di rumore Continue reading “A voce bassa”

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Cultura salentina, Poesia

Ti amo…

di Daniela De Pascalis

 

Pierre-Auguste Renoir, Danza in campagna, 1883

Ti amo
lo so dire solo così
a bassa voce se vuoi
ma non in silenzio
la carezza non conosco un altro modo per farla
che non sia il mio attraversarti piano Continue reading “Ti amo…”

Cultura salentina, Poesia

Avete sceso milioni di scale…

di Daniela De Pascalis

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)

Il mare all’imbrunire ha per me il sapore della casa dei nonni. Degli abbracci che cullano. E che poi un giorno mancano. Continue reading “Avete sceso milioni di scale…”

Scrittori salentini

Una serata in apnea

di Daniela De Pascalis

Edward Hopper: Sera a Cape Cod (1939)

Una serata in apnea questa qui per me. Come tutte le volte in cui perdiamo qualcosa che vorremmo invece tirarci accanto per tutta la vita. La verità é che la paura più grande che abbiamo non é la nostra sofferenza, ma quella di chi amiamo. Quando mi accorgo e sento forte l’assenza di chi ho amato e da cui so di essere stata in un modo o nell’altro amata, il respiro si blocca, salgono potenti le lacrime da dentro e mi segnano le guance col sale. Continue reading “Una serata in apnea”

Cultura salentina, Scrittori salentini

Una fermata in più

di Daniela De Pascalis

Edward Hopper, Cape Cod Morning, 1950, oil on canvas, Smithsonian American Art Museum, Gift of the Sara Roby Foundation

Serve il giorno dei muscoli tesi, per ricordarsi di una carezza che aspetta sempre di esserci. Per sapersi docili. Continue reading “Una fermata in più”

Poesia, Poesie, Scrittori salentini

Guardo gli occhi

di Daniela de Pascalis


Giuseppe Diso: Metafisica del quotidiano (Olio su cartone telato, 30×45)

Guardo gli occhi con gli occhi miei soltanto. Il movimento delle mani che si ardimentano nel disegno di un cuore. Con dita incredule. Per bocche impavide. Imploro sempre il cielo per quelle gocce di pioggia sulla lingua. Sulla carne troppo umana e senza filtro. Continue reading “Guardo gli occhi”