Recensioni

Un romanzo ancora attuale: il “DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA”

di Dino Licci

Salvator Dalì: Don ChisciotteIl “Don Chisciotte” di Cervantes nasce come critica alla mania invalsa alla fine del ‘500 in Europa e soprattutto in Spagna di immergersi nella lettura dei romanzi cavallereschi importati dalla Francia. Il fenomeno dei “Lettori impazziti” veniva così sottolineata da Cervantes che, inventandosi questo strano personaggio, voleva appunto fare uno spaccato della società del tempo. Ma il personaggio acquista valore e spessore quando l’autore, forse suo malgrado, ne fa l’emblema della capacità tutta umana di compendiare realtà e fantasia, quella fantasia che interviene a correggere i mali di una realtà a volte troppo cruda per essere accettata supinamente. Così il lettore viene trascinato dalla simpatia che il personaggio ispira, seguendolo nei suoi voli pindarici, che gli fanno scambiare i mulini a vento per malefici giganti o un branco di pecore per un esercito nemico. Il suo fido scudiero Sancho Panza lo riporta continuamente a scontrarsi con la realtà in un gioco apparentemente semplice ma carico di significati psicologici di alto valore morale. Il romanzo risente inoltre delle disavventure del suo autore e, come sempre accade, acquista un vago sapore autobiografico. Cervantes infatti aveva partecipato alla battaglia di Lepanto e, pur essendosi comportato da eroe, era stato dimenticato da tutti finendo in carcere gli ultimi anni della sua vita. Nel “Don Chisciotte” quindi egli volle evidenziare l’assurdità invalsa in quell’epoca, di glorificare gli eroi immaginari della letteratura cavalleresca, dimenticando la realtà quotidiana di chi valorosamente compiva semplicemente il proprio dovere. Ma se queste erano le intenzioni iniziali dell’autore, il suo romanzo acquisisce sempre maggiore spessore ed il personaggio grottesco dell’anziano hidalgo, presto si trasforma in una tragica parodia dell’umanità delusa da una realtà tanto penosa da costringerlo a rifugiarsi nel sogno o nella pazzia. Continua a leggere “Un romanzo ancora attuale: il “DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA””

Antropologia culturale

La sublimazione dell’arte

di Dino Licci

GDK619724 Reflection (Self Portrait), 1985 (oil on canvas) by Freud, Lucian (1922-2011); 56.2×51.2 cm; Private Collection; © The Lucian Freud Archive; English, in copyright
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E l’uomo va, cosciente dei suoi limiti, oppresso dai dubbi, aperto alla speranza, votato alla ricerca, alla preghiera, all’angoscia, egli pur va e non conosce la meta !

Migliaia di anni di studio e verifica, innumerevoli scoperte, la fantastica evoluzione del pensiero, non sono serviti ad aumentare le sue capacità cognitive di base, pur essendo aumentate enormemente le sue conoscenze scientifiche. Continua a leggere “La sublimazione dell’arte”

Scienza

La medicina del futuro

di Dino Licci

Prima di andare avanti nella nostra chiacchierata, dovremmo ricordarci che le nostre cellule sono fornite di un citoscheletro formato da microtubuli, Questi organuli, dotati di grandi movimenti, si occupano di dare stabilità alla cellula e rivestono grande importanza anche durante la divisione cellulare. Insomma danno l’idea della cellula come elemento singolo ma capace di muoversi e dialogare con tutti i suoi simili fino ad entrare in fase con essi. Il dialogo tra le cellule è dovuto anche all’emissione di biofotoni, della cui esistenza si è occupato per primo il Dr. Fritz-Albert Popp, un pioniere nella ricerca della comunicazione infracellulare. Come abbiamo già visto per l’acqua, anche la luce emessa dai biofotoni deve essere coerente tanto da considerala un indice della vitalità e del benessere di un individuo. Una eventuale modificazione di tale coerenza, sarebbe indice di malattia. Continua a leggere “La medicina del futuro”

Scienza

L’importanza della scoperta: il buco nero


Per capire appieno l’importanza di aver potuto “fotografare” un buco nero, bisognerebbe avere la pazienza di ripercorrere le tappe della conoscenza umana almeno a partire dal secolo scorso, durante il quale la meccanica quantistica e la relatività di Einstein, hanno rivoluzionato tutte le conoscenze della fisica classica. Queste due discipline supportate da nomi di molti illustri ricercatori, portarono, tra l’altro, alla formulazione della teoria del Big Bang e alla certezza di un Universo in espansione, laddove le galassie si allontanano le une dalle altre con velocità sempre crescente. Si è capito come sono nate le stelle, come esse siano raggruppate in decine di miliardi di galassie ognuna col suo corredo di miliardi e miliardi di astri e come tutto ciò ruoti, cambiando continuamente la conformazione dello spazio tempo che li contiene. Si è infatti dimostrato che non esiste un etere né alcun’altra sostanza dove gli astri galleggino e che la gravitazione cui vengono vicendevolmente assoggettate, è data da una deformazione dello spazio tempo dovuta alla stessa massa dei corpi celesti. Continua a leggere “L’importanza della scoperta: il buco nero”

Poesia

Torre del serpe

Commiato, di Florio Santini

 

Se cadrà quella pietra resistente

in bilico dov’è la finestrella

della torre non rimarrà più niente

a testimonio di quanto fosse bella. Continua a leggere “Torre del serpe”

cultura meridionale, Cultura salentina, Saggio

In ricordo  di Florio Santini

 

 

Percorrendo col dovuto rispetto e necessaria attenzione  il pavimento della cattedrale di Otranto, s’incontrano personaggi inconsueti come un asino che suona la lira, una evidente allegoria di cui s’impossessò, con simpatica autoironia, il mio vecchio amico Florio Santini. Ne tirò fuori un libro pieno dei ricordi di un addetto culturale presso le nostre ambasciate in Ankara, Beirut, Dakar, Nairobi, Jakarta, una sorta di diario come appunto decise d’intitolare uno dei suoi primi libri: “ Il diario dell’asino arpista”. Continua a leggere “In ricordo  di Florio Santini”

Storia

I Templari

templari-a-cavalloSono molte le leggende che ruotano intorno ai templari, i monaci guerrieri che scortavano i pellegrini che si recavano al Santo sepolcro, il luogo santo dove venne sepolto Gesù. Questo luogo era in mano agli infedeli finché non venne riconquistato dai cristiani nel 1099 dopo che Urbano II, durante il concilio di Clermont, Continua a leggere “I Templari”

Recensioni

Una riflessione attorno alle “Pillole di sapere” di Dino Licci

DinoLicciPilloleDiSapere

L’avvento dell’Età Moderna segna la nascita di una nuova forma di pensiero. È sua caratteristica, a differenza della riflessione medievale, quella di affidare il ragionamento a uno schema di regole logiche che diano certezza dei risultati e, al contempo, non lasciano spazio alla speculazione filosofica che, per quanto profonda, contiene sempre un certo grado di indeterminatezza. Continua a leggere “Una riflessione attorno alle “Pillole di sapere” di Dino Licci”

Scienza

Le Cefeidi tra calcolo e poesia

palacia
Stefano Cacciatore: Palacia

Per capire meglio alcune caratteristiche del nostro cervello e la differenza che esiste tra uno scienziato e un poeta, potremmo avvalerci di un esempio concreto e molto suggestivo.

Continua a leggere “Le Cefeidi tra calcolo e poesia”

Mitologia

Il mito di Adone

Paolo Veronese, Venere e Adone, olio su tela, Madrid, Museo del Prado. (da Wikipedia)

Nell’antica Grecia vigeva un tempo un mito che ricorda vagamente la nostra Pasqua intesa come rinascita, risveglio della natura e  della primavera.  Per rendercene conto dobbiamo attingere ad un’opera enciclopedica  vergata da James Frazer: “Il Ramo d’oro”. Continua a leggere “Il mito di Adone”

Poesia, Poesie, Scrittori salentini

Il gabbiano e la vela

di Dino Licci

Edward Moran: Vela, olio su tela
Edward Moran: Vela, olio su tela

S’alza improvviso un vortice spumoso:
Un fruscio d’ali, un ondeggiar di vele:
sfida la barca il vento di bolina,
ritto s’erge e maestoso il timoniere. Continua a leggere “Il gabbiano e la vela”

Racconti

La musica e la fata

Toulouse-Lautrec: Marcelle Lender danza il bolero in Chilperic

Sono un patito della musica. Io vivo, studio e dormo accompagnato dalle fantasie dei grandi musicisti della storia: da Mozart a Bach, da Beethoven a Chopin, da Brahms a  Mahler, sono sempre circondato da violini, oboi, timpani che mi aiutano a sognare, ad evadere da una realtà spesso ansiogena  e carica  di preoccupazioni e dolori. La musica allegra di Rossini mi regala una carica di energia, quella romantica di Beethoven mi stimola all’amore universale, ad un abbraccio globale che racchiuda tutti i miei simili, di ogni razza e costume, credenza o condizione sociale. Bach  poi soddisfa appieno il mio bisogno di religiosità quando  lo ascolto nelle  grandi Basiliche dotate di organi  a canna,  che pare quasi  vogliano dialogare col Cielo.  Mi ha sempre impressionato  invece ascoltare il “Bolero” di Ravel. Continua a leggere “La musica e la fata”