Scienza

La poesia su Berkeley e il gatto di Schrödinger

"George Berkeley by John Smibert" di John Smybert - National Portrait Gallery: NPG 653 Mentre per la politica di Commons questa immagine è accettabile, una o più terze parti ha rivendicato il copyright contro Wikimedia Commons in relazione al fatto che l'immagine non sarebbe una mera riproduzione meccanica dell'opera d'arte o che sarebbe stata riprodotta dalla fonte indicata senza il necessario permesso del detentore del copyright. Questo potrebbe essere una conseguenza del riconoscimento della dottrina del "sudore della fronte" (letteralmente sweat of the brow), che sancisce la protezione delle leggi sul copyright anche in base all'abilità e al lavoro necessario alla realizzazione dell'opera e non solo sulla creatività e originalità come invece previsto nel caso degli Stati Uniti d'America (dove si trovano i server che ospitano questo sito web). Queste rivendicazioni possono essere o non essere valide in tutte le giurisdizioni. Di conseguenza, il riuso di questa immagine nella giurisdizione di chi ha avanzato le rivendicazioni o in altri Paesi può essere considerata una violazione di copyright. Per favore consulta Commons:When to use the PD-Art tag per maggiori informazioni. See User:Dcoetzee/NPG legal threat for more information. Questo tag non indica lo status del copyright dell'opera ad esso associato. È quindi richiesto un normale tag di copyright. Vedi Commons:Licenze per maggiori informazioni. English | Español | Français | Magyar | Italiano | Македонски | Türkmençe | +/−. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Il filosofo George Berkeley che visse a cavallo del 1700, sosteneva che gli oggetti materiali in tanto esistono, in quanto c’è  qualcuno che  li percepisce con i propri sensi.
La sua filosofia  si può riassumere nella celebre formula: «Esse est percipi», che significa che  tutto l’essere di un oggetto consiste nel suo venir percepito e nient’altro. Notiamo in questa asserzione, una certa somiglianza col pensiero di Locke per il quale però esisterebbero: Continua a leggere “La poesia su Berkeley e il gatto di Schrödinger”

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Saggio

La meccanica quantistica e la spiritualità

La meccanica quantistica e Dio

Alla fine dell’ottocento la scienza e la tecnologia avevano raggiunto i vertici della loro popolarità.  Erano stati già scoperti il microscopio e il telescopio di cui si era  servito Galileo per le sue straordinarie osservazioni cosmiche, Torricelli aveva inventato il barometro, Harwey aveva scoperto la circolazione del sangue, Leeuwenhoek  gli spermatozoi e molti  esseri unicellulari. Poi arrivarono le leggi  di Newton e le  equazioni di Maxwell, i raggi X, la radioattività,  la scoperta dall’elettrone. Insomma  sembrava che non fosse rimasto niente altro da scoprire e il mondo meccanicistico pensava di poter predire qualsiasi fenomeno naturale. Ma l’alba del XX secolo aveva in serbo una sorpresa tale, che l’entusiasmo positivista di colpo cessò e la Scienza ridimensionò la potenzialità delle sue scoperte quando si accorse, con  la meccanica quantistica, che le leggi di Newton non erano applicabili agli oggetti troppo piccoli e, con la relatività di Einstein, che non erano applicabili agli oggetti  molto veloci. Continua a leggere “La meccanica quantistica e la spiritualità”