Antropologia culturale, Pensiero meridionale, Scrivere il Salento, Tradizioni

Detti popolari sulle donne salentine d’altri tempi

Pasquale Urso – Acquaforte

Si fa presto a dire donna: i tempi cambiano, le donne sono emancipate, in parte si è raggiunta la parità dei sessi e talvolta si sfocia in un eccesso di femminismo sconsiderato per paura di tornare indietro. Il Salento non fa eccezione: la cultura che voleva la donna chiusa in casa, con il tempo scandito dal lavoro domestico e dalla crescita dei pargoli, è ormai, salve le eccezioni, declinata. Ma da dove siamo partiti e quanta strada ha fatto la donna in mezzo secolo dalle nostre parti?

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Arte

Fuso e conocchia

di Daniela Bacca

Filo storico, mitologico ed iconografico.

Francesco Salviati, Le tre Parche, 1550

Fuso e conocchia sono tra gli oggetti più antichi e tradizionali delle donne, simboli del lavoro domestico ed amore per la casa e la famiglia, documenti della cultura agropastorale, emblemi delle virtù  femminili e del tempo che scorre. Sono in mano alle grandi Dee ed alle figure mitiche che governavano i momenti più importanti del ciclo della vita, alle donne presenti durante una scena di nascita, ad Eva dopo la cacciata dal Paradiso terrestre, alla donna virtuosa dell’Antico Testamento, a Maria nella scena dell’Annunciazione, alla Quaremma appesa per le strade nel periodo della Quaresima, alla Bella Addormentata, alle antiche e bravi massaie. Continua a leggere “Fuso e conocchia”

Storia

Al canto delle tabacchine

La lavorazione del tabacco nel Salento
La lavorazione del tabacco nel Salento

Qualche tempo fa, una quindicina d’anni addietro circa, mentre percorrevo d’estate in macchina la strada che da Maglie porta verso Otranto, all’altezza di Palmariggi iniziavano le distese di tabacco. Questa pianta imponente, dalla foglia larga fu fonte di ricchezza e sostentamento per tante famiglie di contadini; oggi di essa non c’è quasi più traccia. Tutti dicono: “non ne vale la pena, ti pagano il tabacco quattro soldi!” Eppure un tempo, questa coltivazione impiegava numerose persone e non c’era un angolo di paese in cui non si vedevano i lunghi tilaretti stesi a seccare.

Attorno al tabacco tutto era un fermento di attività: donne nei campi che staccavano le foglie, donne che scaricavano le ceste piene zeppe nei cortili, donne che con lunghi aghi infilavano le foglie insomma, erano le donne ad essere solitamente legate a questa attività.
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