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Posts Tagged ‘Francesco Danieli’

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Viene presentata oggi a Casarano, presso la parrocchia di San Domenico, un’inedita e singolare raccolta di spartiti liturgici dovuti all’estro musicale di mons. Raffaele Martina, di cui ricorre proprio questo 13 ottobre 2015 il 25° anniversario della morte. L’opera è curata da don Antonio Schito, attuale parroco di San Domenico, e dal m° Lucia Melgiovanni, con la consulenza musicale del m° Fabrizio Piccinno. Le partiture sono precedute dalla seguente nota biografica, a firma del sottoscritto, già edita nella miscellanea “Preti pugliesi del Novecento” (a cura di C. Dell’Osso, Roma-Monopoli 2008). (altro…)

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E le “Note antiquarie” (come ipotesi di ricerca)

ANTIQUARIA

La storia dell’arte non può che esercitarsi sul temporalmente impuro, modificando lo schema epistemico della storia e riconfigurando presente e passato. L’immagine, ha spesso, più memoria e più avvenire di colui che la guarda

Georges Didi-Huberman, in Storia dell’arte e anacronismo delle immagini – Bollati Boringhieri 2007

di Paolo Marzano

Francesco Danieli, nel suo ultimo lavoro Fasti e linguaggi sacri, racconta con parole semplici una delle caratteristiche fondamentali e sempre più emergenti, della Terra d’Otranto. (altro…)

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Le opere d’arte raccontano il Salento della Controriforma

 di Letizia Annamaria Dabramo

Francesco Danilei, Fasti e linguaggi sacriPer difendere il presente e costruire il futuro bisogna conoscere cosa ci ha preceduto: conquiste, dominazioni, migrazioni. Sapere significa sviluppare un antidoto contro l’oblio, la decadenza morale e l’abbandono dei beni artistici e architettonici. (altro…)

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Fasti e linguaggi sacri - Francesco Danieli

L’arte figurativa barocca, specialmente nel leccese e in ambito architettonico-scultoreo, è celebre per l’abbondanza dei motivi esornativi. L’esuberanza degli ornamenti, la loro complessità e la coesistenza di motivi naturali, sacri e mitologici, donano alle fabbriche barocche un inciso tono di sfarzosità e di opulenza al punto che non sempre è stato oggetto di buone critiche. (altro…)

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Caravaggio, Narciso (1594-'96). Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

Eisoptrofobia. È questo il complicatissimo vocabolo clinico che indica la paura degli specchi, quella persistente e ingiustificata fobia dell’oggetto in quanto tale e del vedere la propria immagine riflessa in esso. Naturalmente presente in qualche soggetto, può però derivare anche da una particolare esperienza traumatica vissuta nel corso della fanciullezza. Questa stravagante patologia, infatti, si configura assai spesso come il punto di convergenza tra psicosi e superstizione, proprio come si può riscontrare in un’antica credenza popolare salentina. (altro…)

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Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d'epoca)

Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d’epoca)

La nostra epoca è l’età delle perifrasi. Il cieco è diventato non vedente, il sordo non udente, lo spazzino operatore ecologico, il portatore di handicap diversamente abile. Così pure, ritenendo un’offesa il termine vecchiaia, lo si è sostituito con “terza età”… come se un espediente letterario possa cambiare la realtà delle cose. Ma è la parola morte ad essere stata bandita, più di ogni altra, dal vocabolario corrente!

Eppure scienza e tecnologia, con i loro deliri di onnipotenza, si infrangono contro l’inesorabile decadimento fisico di ogni essere vivente. Si camuffano vecchiaia e malattia, ma la morte è impossibile nasconderla. (altro…)

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Icona miracolosa della Madonna della Grazia (fine sec. XIV - inizi sec. XV), custodita e venerata presso l'omonimo Santuario di Galatone (foto F. Danieli)

Icona miracolosa della Madonna della Grazia (fine sec. XIV – inizi sec. XV), custodita e venerata presso l’omonimo Santuario di Galatone (foto F. Danieli)

Si colora di luci e pullula di pellegrini, in questi giorni, la città di Galatone. Ricorre l’8 settembre infatti – come da antica tradizione – la festa della Madonna della Grazia. Custodita nell’omonimo santuario, la sua effigie miracolosa è celebre per la macchia di sangue che ne vela l’occhio destro.

Il canonico Francesco Antonio Core, riferendosi ai fatti prodigiosi del 1621 avvenuti intorno all’icona del SS. Crocifisso della Pietà, canta la fortuna di Galatone che può vantarsi di segni di predilezione sia da parte della Madre sia da parte del Figlio. Secondo quanto riporta il Core, infatti, il miracolo del SS. Crocifisso segue a trentacinque anni di distanza quello della Madonna della Grazia. L’episodio dell’oltraggio alla Vergine, dunque, dovrebbe datarsi intorno al 1586. Convalidano questa ipotesi i documenti manoscritti relativi all’immediato avvio dei lavori per la costruzione della chiesa. (altro…)

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