Storia

La grotta Grava – Palombara a Sava, sede di antichi culti e utilizzi. Un sito da valorizzare, preservare e interpretare

di Gianfranco Mele

Grotta Grava
Grotta Grava – Palombara: ricostruzione su tela di Giuseppe Pichierri (1974) – immagine tratta da “Omaggio a Sava” di Gaetano Pichierri

La “Grava” è una contrada adiacente a Pasano e Camarda in agro di Sava. Spesso nella descrizione toponomastica è inglobata come facente parte dell’area di Pasano. Continua a leggere “La grotta Grava – Palombara a Sava, sede di antichi culti e utilizzi. Un sito da valorizzare, preservare e interpretare”

Saggio

Elementi di magia popolare nel mondo contadino del Salento e della Puglia. (Parte seconda)

di Gianfranco Mele

"L'attesa", acquaforte (Pasquale Urso)
“L’attesa”, acquaforte (Pasquale Urso)

Funzioni magico-oracolari delle edicole votive e dei crocevia

A partire dal medioevo si diffonde l’usanza di erigere edicole votive in prossimità dei crocicchi, usanza mutuata dai larari pagani e dai pilastri votivi in onore di varie divinità. Queste edicola hanno la duplice funzione di essere relazionate a particolari accadimenti come miracoli, guerre, epidemie, cataclismi e avvenimenti religiosi eccezionali, e di costituire luogo di “visita” non solo per voti, preghiere e suppliche, ma anche a scopo predittivo-oracolare. Anche in questa ultima accezione le edicole votive cristiane prendono il posto degli antichi monumenti dedicati alle divinità pagane. Continua a leggere “Elementi di magia popolare nel mondo contadino del Salento e della Puglia. (Parte seconda)”

Archeologia, Arte, Storia

Le sacerdotesse di Demetra (2/2)

Echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento

di Gianfranco Mele

Demetra, Trittolemo e Persefone “Kore”, la triade eleusina (bassorilievo marmoreo di Eleusi,  440-430 a.c. ca): Demetra consegna a Trittolemo una spiga di grano, mentre Persefone “benedice” Trittolemo ponendogli la mano sul capo. L'imposizione delle mani sul capo è un gesto tipico anche delle anziane guaritrici del mondo contadino (vedi figure successive)
Demetra, Trittolemo e Persefone “Kore”, la triade eleusina (bassorilievo marmoreo di Eleusi, 440-430 a.c. ca): Demetra consegna a Trittolemo una spiga di grano, mentre Persefone “benedice” Trittolemo ponendogli la mano sul capo. L’imposizione delle mani sul capo è un gesto tipico anche delle anziane guaritrici del mondo contadino (vedi figure successive)

Demetra, “la papagna” e il sacro rituale di guarigione dei bambini

Nel mito di Demetra raccontato da Ovidio,[11] quando nel suo pellegrinare alla ricerca di sua figlia Kore rapita da Ade, la dea giunge ad Eleusi sotto mentite spoglie (con sembianze di una vecchia), presso la capanna del vecchio Celeo e di Metanira, si prende cura del piccolo Trittolemo che giace ammalato nella sua culla, e ne diventa nutrice. Continua a leggere “Le sacerdotesse di Demetra (2/2)”

Antropologia culturale, Storia, Tradizioni

Le sacerdotesse di Demetra (1/2)

Echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento

di Gianfranco Mele

Introduzione

In diverse aree del Salento, del tarantino e della Puglia, sono rimaste molto vive, sino quasi ai giorni nostri, le tradizioni dell’uso medicamentoso della “papagna”[1] e del rito riparatorio alla “fascinazione” nel mondo contadino. Quanto sono legate queste usanze al mito demetriaco ? La  dea greca Demetra, e il suo corrispettivo romano, Cerere, sono legate al simbolismo delle spighe e delle capsule di papavero da oppio, sia nella mitologia che in molte raffigurazioni[2]. Persino una divinità precedente (e correlata anch’essa alla successiva Demetra) scoperta a Gazi[3], è strettamente legata al papavero: il famoso “idolo” femminile di Gazi è rappresentato con in testa delle capsule di papavero. Cerere e Demetra sono spesso “accompagnate”nelle varie raffigurazioni da spighe, oppio e serpenti.[4] Continua a leggere “Le sacerdotesse di Demetra (1/2)”

Ambiente, Antropologia culturale, Cultura salentina, Gastronomia, Saggio, Territorio

Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (4/8)

di Gianfranco Mele

Vini alla mandragora nel tarantino

By tato grasso (Own work (personal work)) [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia Commons
Nel 1771 l’umanista tarantino Cataldonio Atenisio Carducci traduce e pubblica le “Deliciae tarantine”, opera postuma del poeta e letterato Tommaso Nicolò D’Aquino, vissuto a Taranto a cavallo tra ‘600 e ‘700. Continua a leggere “Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (4/8)”

Ambiente, Antropologia culturale, Cultura salentina, Saggio, Scienza, Tradizioni

Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (3/8)

di Gianfranco Mele

Mandragora autumnalis1436.JPG
“Mandragora autumnalis1436” di tato grasso – Opera propria (personal work). Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons.

Varie fonti e testimonianze documentano nel tarantino la conoscenza e l’utilizzo specifico di Hyosciamus albus e di Mandragora autumnalis, mentre in una serie di documenti relativi a processi inquisitoriali delle locali Diocesi, ci si riferisce genericamente ad “unguenti” sicuramente ottenuti con l’impiego di solanacee di vario tipo. Nel territorio è molto diffusa (sia nell’entroterra che in zona costiera) la Datura inoxia, mentre sinora, nel corso delle mie escursioni, ho potuto trovare una sola (ma imponente) stazione di Datura stramonium. Continua a leggere “Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (3/8)”

Ambiente, Cultura salentina, Saggio, Scienza, Territorio, Tradizioni

Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (2/8)

di Gianfranco Mele

Papaver Somniferum: la “papagna”. Usi tradizionali

Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons.

 

La pianta del Papaver somniferum, conosciuta nella nostra tradizione popolare come “papagna” (o “papanja”), della quale ci è pervenuto un utilizzo di tipo medicamentoso nella cultura popolare contadina (calmante e analgesico per adulti e bambini a dosaggi variabili), è pianta collegata a Demetra e Kore, ad Ade, a Morfeo, divinità presenti negli antichi culti locali come risulta da ampia documentazione archeologica. Secondo alcune interpretazioni, è il frutto che porta nell’ade Demetra alla ricerca della perduta figlia Kore. Continua a leggere “Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (2/8)”

Ambiente, Saggio, Scienza

Piante spontanee ad uso magico, rituale, medicinale e inebriante in provincia di Taranto e nel Salento (1/8)

Di Gianfranco Mele

Introduzione: la flora spontanea del territorio

La mia ricerca prende le mosse e l’ispirazione da escursioni condotte soprattutto nell’entroterra di un’area del tarantino, nello specifico l’agro di Sava (TA) con le sue contrade (in particolare “Petrose”, “Pasano”, “Agliano”, “Grava”, “Ciavarini”), parzialmente in zona costiera (Campomarino di Maruggio, S. Pietro in Bevagna) e inoltre in parte dell’agro più prossimo alla città di Taranto. L’habitat è quello tipico della flora del Salento e infatti ritrovo sommariamente tutte le specie descritte nei vari manuali e studi di botanica salentina. Ho esteso perciò parte di questo studio a usi e tradizioni del territorio salentino stesso.

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Archeologia, Scoperte, Storia, Territorio

Agliano al confine tra Magna Grecia e Messapia. Un sito ancora da indagare

di Gianfranco Mele

Agliano: fortificazione, veduta dalla carreggiata che costeggia il muro e la masseria
Agliano: fortificazione, veduta dalla carreggiata che costeggia il muro e la masseria

Agliano (detta anche Aliano) è la denominazione di una contrada in agro di Sava, distante circa 3 km dal centro abitato e situata nei pressi della S.S. 7 TER Sava-Fragagnano. Da studi storici e ritrovamenti archeologici emerge che la località, ove attualmente sorge una masseria, è stata oggetto di insediamenti in epoca magno-greca, e successivamente romana e medioevale.

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