Pittura, Poesie, Scrittori salentini

Pensiero a mezzodì

di José Pascal

©Nicola Ricchiuto: La darsena del Salento

Il faro bianco veglia sul mare quieto,
impassibili fichi d’india,
il vento muove energia, Continua a leggere “Pensiero a mezzodì”

Opinioni

Il mestiere di scrivere… gratis

Non scrivere né per te né per gli altri, né per l’oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto.

Mario Andrea Rigoni


La lingua è viva, si arricchisce di nuovi termini e nuove accezioni, non sempre di provenienza nostrana, ma quasi sempre necessari a descrivere situazioni nuove rispetto al passato, di fronte alle quali l’inglese sembra di solito più aggiornato. La crisi economica, per esempio, ha portato via certezze, investimenti, aziende, ma soprattutto il buon senso e parte delle accezioni della parola lavoro, sostituite con più calzanti termini anglosassoni: passion, freelance, social.

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Recensioni

Sarakostì, di Salvatore Tommasi

di Cosimo Giannuzzi
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copertina

Il romanzo  Sarakostì di Salvatore Tommasi edito da una piccola casa editrice di Cagliari, “La Riflessione” è un romanzo di formazione. Racconta la formazione lavorativa,  sentimentale e  politica di Angelo, un giovane quattordicenne di Calimera. La vicenda si svolge su più registri. Il contesto è la Grecìa salentina durante il periodo fascista. I protagonisti sono un gruppo di carbonai che trascorrono il periodo della Quaresima (il termine grìco del periodo antecedente la Pasqua, dà il titolo al romanzo) nella macchia tra i paesi della Continua a leggere “Sarakostì, di Salvatore Tommasi”

Cultura salentina, Personaggi, Scrivere il Salento

La leggendaria nascita del mio bisnonno.

A carte, Pasquale Urso (olio su tela)
Più di una volta avevo chiesto a mio nonno paterno Augusto di raccontarmi qualcosa sulla sua famiglia. Lui, come sempre, si adombrava un po’ e diceva «mio padre si chiamava Rosario e mia madre Nena, abitavano vicino al cimitero. Lui era di Otranto e mia madre di Maglie. Papà era mingherlino ma sempre ben vestito, la mamma era molto alta e robusta».

Questo e nient’altro. Io allora lo incalzavo con altre domande ma lui diceva di non ricordare e continuava a tenere lo sguardo basso. Capivo che voleva nascondere qualcosa e perciò non mi guardava negli occhi. Continua a leggere “La leggendaria nascita del mio bisnonno.”