Racconti, Scrittori salentini

Nei caldi pomeriggi

di Lorenzo De Donno

Pomeriggio d’estate nel giardino di Claude Monet

Nei caldi e assolati pomeriggi d’estate, il mio nonno materno, stanco dai lavori in campagna, ci invitava perentoriamente a riposare perché solo dormendo, e con gli scuri delle finestre ben chiusi, avremmo potuto evitare i malefici delle “macare” (o striare: le streghe salentine) che, alla piena luce del giorno, solevano vagare – secondo le sue storie – per le terrazze e i giardini delle case per rapire i bambini insonni.

Non c’era barriera che potesse fermarle, ci raccontava. Potevano volare, saltare di casa in casa, arrampicarsi su un muro senza appigli, scendere in un baleno dalla tromba di una scala fin dentro alla casa. Cosa ne facevano dei bambini rapiti? Non era dato di sapere la loro sorte, circostanza che ne accresceva il mistero e il nostro terrore, anche perché la sua narrazione violava la convinzione atavica che la luce tenesse lontane dalle persone tutte le presenze malefiche. Oppure era la sua cintura di cuoio a spaventare le macare, quella che lui appendeva alla pediera del letto e che tante volte aveva minacciato di sfilarsi dai pantaloni per dirimere un litigio o per porre termine a un capriccio insistente. Quella cintura aveva anche un nome: “Ubbidienza”, ma non fu mai sfilata dai passanti per motivi diversi dalla sua funzionalità, né mai utilizzata per colpire qualcuno. Continua a leggere “Nei caldi pomeriggi”

Territorio

Quello che ci rimane

di Lorenzo De Donno

ulivi pittori salentini
Salvatore Leone: Ulivo secolare (Olio su tela 100×150)

Sembrerà un sacrilegio, quasi l’ostentazione di un atto di empietà, ma io confesso – in tutta sincerità- di non aver mai amato particolarmente gli uliveti. La spaziatura ideale fra gli alberi, le costanti potature, la pulizia ossessiva intorno a ogni tronco contorto, che disegna cerchi di compasso sulla terra finemente livellata e battuta, mi hanno sempre suscitato rispetto e ammirazione verso l’arte contadina, quello sì, ma non me li hanno mai resi luoghi realmente accoglienti per il fisico, giacché un uliveto è un luogo di lavoro duro e non è mai un’oasi di frescura, né per la mente, che rischia di rimanere soggiogata dalla bicromia del verde argento delle chiome e del rosso della terra. Continua a leggere “Quello che ci rimane”

Racconti, Scrittori salentini

Giardini segreti salentini

di Lorenzo De Donno

Com’erano i giardini segreti delle vecchie case salentine? Certamente non avevano prati inglesi, perché l’acqua era preziosa com’è preziosa, ancor di più, adesso. Nei contemporanei, evidentemente, è venuta meno la consapevolezza della sua preziosità. Basta aprire un rubinetto: è facilissimo e l’acqua sgorga a prescindere se è un acquedotto a fornirla o un pozzo, legale o abusivo. Non ci vuol un grande ingegno per capire che pompare acqua dolce dalla falda per irrigare un prato sia un atto che ha poco senso nell’arido Salento, luogo che dovrebbe essere apprezzato per le sue peculiarità naturali e non per l’imitazione di ambientazioni nordeuropee che non gli appartengono. Continua a leggere “Giardini segreti salentini”

Tradizioni

Canne

di Lorenzo De Donno

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Classe elementare, anni ’60

Un nonno, in visita nella casa che mi ospita, rievoca, con l’aiuto dei suoi congiunti, la storia di questi luoghi. Racconta che, ai suoi tempi, si andava a scuola con la canna. Con quella della bicicletta? Nel senso: seduti sulla canna della bicicletta di un adulto? No, ai ragazzini di terza, quarta e quinta elementare che, dalle campagne di Corigliano, si recavano a scuola a Cutrofiano (dopo il biennio frequentato alla Masseria Appidè), veniva data una lunga canna, alla quale si attaccavano tutti, per formare un gruppo compatto. Nessuno, durante il lungo tragitto, era autorizzato a lasciare la presa e ad allontanarsi dagli altri. Ho immaginato una scena da film: la stradina che serpeggia fra i campi, polverosa in primavera e in autunno e piena di fango in inverno, e i bambini che la percorrono come una squadra di soldatini, allineati a destra e a sinistra, tenendosi stretti alla canna. Continua a leggere “Canne”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)

di Lorenzo De Donno

©Gianfranco Budano: Santa Maria di Leuca

Il Salento, d’estate, ha odori diversi. Di giorno sa di fumo acre delle pinete che bruciano, di notte di quello delle fritture di pesce scongelato e del grasso di maiale che cola sulle braci. Per ora sono quelle dei ristoranti, perché le sagre sono ancora sospese. “Sagra” era un termine del vocabolario, fino a pochi decenni fa, conosciuto da pochi e che si associava alle ricche regioni del Nord. Non ci apparteneva. I nostri antenati avevano poco da festeggiare, se non le feste comandate, e ancor meno da mangiare: “nuceddhe e scapece” al massimo, o “nna rancata de pittule”, ma solo sotto Natale. Continua a leggere “Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)”

Opinioni

Marchi e marchette

di Lorenzo De Donno

L' assassinio del Commendatore. Libro secondo. Metafore che si trasformano  - Haruki Murakami - Libro - Einaudi - Supercoralli | IBSUna volta scrissi che peggio di Murakami (Haruki) c’era solo l‘harakiri. Ma ero alla prima esperienza di lettura dello scrittore giapponese e non ero ancora entrato in sintonia con la narrativa surreale orientale, peraltro molto simile a una certa cinematografia d’autore di uguale provenienza. Poi, come a volte può accadere, a provarci ci si appassiona. Come non riconoscere l’evidenza che alcune metafore di Murakami sono passate direttamente dai suoi libri all’Olimpo delle citazioni e degli aforismi? Continua a leggere “Marchi e marchette”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Sintomi inequivocabili d’estate

di Lorenzo De Donno

G. Diso: La casa in collina, olio su tela, cm 70×80, 2018

Stasera lo scirocco si è trasformato in un vento proveniente da nord est, fresco ma saturo l’umidità. Ho indossato una felpa e sono uscito senza una meta. Sulla stradina di campagna che ho percorso, il buio è diventato presto totale. La bellissima piana di Corigliano offre spazi aperti ormai rari, senza confini fisici invadenti e, inoltre, non inquinati dall’illuminazione urbana. Continua a leggere “Sintomi inequivocabili d’estate”

Ambiente

Daucus carota (carota selvatica)

di Lorenzo De Donno

© Gianfranco Budano: Masseria Monacelli, Nord Salento

Chi non ne può più di papparrose (papaveri) venga a smaltire la “papagna*”. Sul mio percorso abituale c’è un campo che in pochi si fermano a osservare. Sul terreno non c’è traccia di papavero e di altro fiore. Non saprei dire com’è accaduto, se la magia (o il sortilegio) fosse solo effetto di un trattamento chimico sarebbe una gran delusione. C’è solo un folto ed esteso cuscino, quasi strisciante, di graminacee e, fra queste, delle piantine color vinaccia, come sottili coralli, che fanno rosseggiare il basso prato. Più su, molto più in su, spinti verso l’alto da lunghi steli sottili e rigidi, c’è uno strato bianco di infiorescenze di daucus, come astronavi floreali sospese a mezz’aria (dire carota, nel bel mezzo di una scrittura che vuol essere “ispirata” non suonerebbe bene). Continua a leggere “Daucus carota (carota selvatica)”

Cultura salentina, Opinioni

Mai fidarsi degli scrittori

di Lorenzo De Donno

Dipinto in olio su tela di autore anonimo e di eccellente fattura ritraente  un uomo, probabilmente uno scrittore. Una piccola dedica recita a Don  Rondelli B... Italia, Primo Ottocento

Era l’autunno di molti anni fa. Uno dei miei scrittori preferiti presentava a Lecce il suo ultimo romanzo. Andai ad assistere alla presentazione e ricordo che mi colpì molto la sua commozione, che era un fatto del tutto inedito per una personalità boriosa e saccente come la sua, quando – nel parlare della sua opera – a un certo punto cambiò espressione e tonalità della voce. Il pubblico capì che stava succedendo qualcosa fuori programma, infatti il brillante scrittore si accingeva a fare una confessione. Continua a leggere “Mai fidarsi degli scrittori”

Racconti, Scrittori salentini

Mr. George Davis and his Wife- Quarto episodio –

di Lorenzo De Donno

Il Detailing

Edward Hopper, “South Carolina Morning” (Mattino in South Carolina), 1955

A quell’ora Eveline, di norma, si sedeva a un divanetto comodo del soggiorno per leggere. Infatti lei era là, immersa in un thriller avvincente, con la testa un po’ retratta fra le spalle, in posizione di difesa, immedesimata – come accadeva sempre – con il personaggio femminile del libro. Questa volta era una detective sotto falsa identità e il serial killer stava per aggredirla alle spalle. Il rumore della porta d’ingresso che si richiudeva la fece sobbalzare. Poi George si affacciò nella sala del cottage: – Ti restituisco le chiavi della tua Mini. Piove ancora, tanto per cambiare – disse, rassegnato – E inizia a fare freddo. E’ proprio un’avvisaglia d’autunno… –

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Racconti, Scrittori salentini

Bellezze, Fantasmi e Segreti

di Lorenzo De Donno

E. De Donno, Otranto, acquerello n. 1 (2007)

 

Sporgendoci dalla murata di pietre lucide dagli incastri perfetti, ci accorgemmo che, in realtà, alla base del bastione c’era una strada asfaltata che costeggiava i frangiflutti, dalla quale transitavano scooter e autovetture che andavano quasi a incastrarsi, alla fine della stessa, in una stradina strettissima del centro storico. Continua a leggere “Bellezze, Fantasmi e Segreti”

cultura meridionale, gastronomia

Consumi autunnali

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Mallia: La zucca, olio su tela

ZUCCA & CIOCCOLATO

CIOCCOLATO – Non so… Aspetto il fresco ma anche l’autunno avrà i suoi effetti collaterali, ora il divano diventerà ancora più accogliente e l’ozio sarà morbido e avvolgente come i plaid di pile, con stampa natalizia o leopardata, ricevuti in omaggio dal supermercato lo scorso inverno. Il televisore sincronizzato su un canale tematico, con un documentario di panorami boschivi, lacustri o fluviali, dove i passerotti cacciano i vermetti e si rintanano nel nido, con gli scoiattoli assonnati nel cavo dei tronchi e gli uccelli migratori che partono per svernare in Africa, farà il resto. Sarà meno faticoso muoversi ma sarà più bello poltrire e, allora, rimettere su qualche chilo sarà fatale. Continua a leggere “Consumi autunnali”