Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Il granché

di Lorenzo De Donno

Claude Monet: (1840-1926) Campo di papaveri ad Argenteuil (1875)

A sessant’anni so già (ma lo sapevo anche da prima) che ci sono dei posti che, per me, rimarranno inesplorati, esperienze che non riuscirò a fare e oggetti che non potrò permettermi di possedere. Continua a leggere “Il granché”

Cultura salentina, Gastronomia

Crema e biscotti

di Lorenzo De Donno

Pommes et biscuits (Apples and Biscuits) 1879-80 by Paul Cézanne, French – Oil on Canvas

Mentre in tutta Europa i golosi si sono scatenati alla ricerca spasmodica dei biscotti alla Nutella, e la Ferrero si trova costretta (ben contenta) ad aumentare i turni alla produzione, sarebbe fin troppo facile parlarne male, o malissimo, dati nutrizionali alla mano, giusto per uscire dal coro. E invece non ho nessuna esitazione a confessare che i “Nutella Bisquits” ci sono anche in casa mia e che, probabilmente, sarò solo io a mangiarli, giacché gli altri componenti della famiglia sono particolarmente attenti alle calorie o, più semplicemente, non gradiscono l’articolo. Continua a leggere “Crema e biscotti”

Cultura salentina, Gastronomia

Pomeriggi d’autunno

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Diso: Salento, olio su cartone telato (2018)

Questi tardi pomeriggi di ottobre mi ricordano molto quelli della mia infanzia. Ombre lunghissime e tramonti in technicolor. Mentre l’aria indugia ancora a rinfrescare, le foglie secche dei tigli si accumulano sui marciapiedi e ai margini delle strade e scrocchiano sotto i passi. Sarebbe anche un piacevole sentire se i proprietari dei cani facessero tutti il loro dovere. Ma è come parlare ai sordi. Continua a leggere “Pomeriggi d’autunno”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Storia di strada

di Lorenzo De Donno

© Giuseppe Diso: La strada (olio su cartone telato, 2010)

Quasi ogni mattina passo da una strada che fa da traversa a due arterie trafficate. Il senso unico la rende inspiegabilmente tranquilla, nel senso -scusate il gioco di parole – che non basterebbe questo a giustificarne la tranquillità. Probabilmente gli automobilisti non trovano comodo svoltare da lì e i flussi veicolari vengono deviati già a monte, da altri divieti e sensi unici. Sui due lati di questa strada si affacciano una serie di abitazioni in pietra leccese dei primi decenni del ‘900, con la classica facciata di pietra e l’architettura pulita caratterizzata da pochi elementi decorativi. Continua a leggere “Storia di strada”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Turista insopportabile

di Lorenzo De Donno

La scena si svolge in un supermercato di Otranto, alle 9 del mattino, nella settimana di ferragosto.
Al banco del pane c’è una coda molto lunga. E’ il turno di una turista settentrionale di età indefinita, assomiglia un po’ a Ornella Vanoni, alta e magra e con i capelli rossi e riccioluti. E’ vestita con un camicione bianco e, di fianco, ha un marito silenzioso e apparentemente assente.
– Cosa le do? – chiede la commessa. Continua a leggere “Turista insopportabile”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Resilienza

di Lorenzo De Donno

Acquerello di Joseph Zbukvic

Resilienza

– Eh! Tempi duri…-
– Eh sì! Tempi durissimi…-
– Non disperiamo…passerà anche questo tempo delle zucchine con i gamberetti…
(Sagne Connection)

Sotto i balconi

L’odore dell’uovo che frigge, in frittata o panatura, nell’olio d’oliva buono, ha qualcosa che pesca nel subconscio e nell’ancestrale, che pizzica il naso e scatena cascate di succhi gastrici nello stomaco. L’uovo sovrasta, seppur non protagonista assoluto, la melanzana, la zucchina, o la fettina di carne ben sfibrata da una severa battuta. E il profumo si diffonde nel vicinato con un’efficacia del 100% che solo un gas nervino potrebbe eguagliare. Continua a leggere “Resilienza”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

U scurzune (il serpente biacco)

di Lorenzo De Donno

Ieri ho accompagnato papà al giardino, il piccolo fondo di famiglia acquistato alla fine degli anni 60. “U sciardinu”, da noi si usa chiamare così una campagna che venga coltivata per svago e non per mestiere. Ho passato in quel luogo molti pomeriggi della mia infanzia. Ero piccolo ma ricordo precisamente il momento in cui, in una vecchia casa del centro di Maglie, un’anziana vedova, proprietaria di quel fondo denominato “Campi”, consegnò a mio padre le chiavi lunghe e arrugginite della porticina d’ingresso e quella della casetta di pietra leccese che c’era al centro. Mentre firmava l’atto di vendita, dal Notaio, la donna pianse con lunghe lacrime che corsero sulle guance bianche e caddero sulla carta vidimata, inumidendola. Continua a leggere “U scurzune (il serpente biacco)”