Poesie, Scrittori salentini

Setaccio…/In albe…

di Marcello Buttazzo

Paul Cézanne: Les Grandes Baigneuses

 

Setaccio

sabbie sull’arenile

non in cerca di conchiglie

ma di te. Filtro

pensieri,

m’illumino

di immagini

e d’un viso.

Setaccio

l’anima

e fra le pieghe sensibili

fioriscono

i tuoi seni di mandorla.

I tuoi seni

piccolini

delicati

come arboscelli

nel vento,

deliziosi

come frutti ghiotti

da leccare da mangiare.

Corbezzoli rossi

di stagione.

Sull’arenile

aspetto l’alba.

-Versi tratti da “Serenangelo”, Manni Editori, 2010

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In albe

di profumi

tintinnanti campanelle.

Urlami

sonagli

e parole d’amore.

Nel vento

l’odore di te

e delle gialle tramontane.

Ho ancora addosso

l’aroma del tuo bacio,

nel petto mi brucia

il solco

d’una lingua di fuoco.

Volo

in un cielo

di sfarfallate crisalidi.

-Versi tratti da “E ancora vieni dal mare”, 2012

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Poesie, Scrittori salentini

Cosa s’aduna…

di Marcello Buttazzo

Lucian Freud: woman in a grey sweater – 1988

Cosa s’aduna

su questa terra

di violacea asprezza?

Dura è la ferrigna indifferenza

di chi non sa vedere

il flusso degli umani.

Continua a leggere “Cosa s’aduna…”
Poesie, Scrittori salentini

La notte…/ Toglimi di dosso…

di Marcello Buttazzo

Vincent Van Gogh. Notte stellata, 1889, olio su tela, cm 73 x 92. Museum of  Modern Art di New York | Katarte
Vincent Van Gogh. Notte stellata, 1889, olio su tela, cm 73 x 92. Museum of Modern Art di New York

La notte,

rifugio

di anime irrequiete

gemma cobalto

melodia di stelle.

E tu ordivi inganni, Continua a leggere “La notte…/ Toglimi di dosso…”

Poesie, Scrittori salentini

La sera…/ Ti cerco…

di Marcello Buttazzo

Gerhard Richter: P1 “Abstraktes Bild” 2014 92 x 126 cm Numero: P1 Stampa cromogena montata su alluminio

La sera

s’avanza

con l’acre sapore

di stelle nere,

stelle assenti.

C’è un Dio

che voglia leggere

la via stretta

che conduce a te? Continua a leggere “La sera…/ Ti cerco…”

Scrittori salentini

Sei rosa di marzo

di Marcello Buttazzo

Aleksandr Dejneka, Le poesie di Majakovskij, 1955 – olio su tela, cm 130×200

Pensavo impropriamente che l’unica ragione dell’esistere fosse la rimembranza, il voler scavare con piglio analitico e lirico nel proprio passato sentimentale, per far balenare pensieri, lacerate corde, istanti di gioia, momenti di dolore, lampi di vita. Ritenevo surrettiziamente che il primo amore, quello giovanile, ormai inevitabilmente perduto, fosse esemplare e guida per i giorni del futuro. Però viviamo non solo d’amore e di ricordanza, ma anche di disamore, di dimenticanza, di benedetto oblio. L’antropologia del vivente è quella di rammentare il suo passato, talvolta con atteggiamento dolceamaro, ma anche di modificare i vissuti e di mutuarli in qualcosa d’altro. Prevale sempre e comunque lo spirito di conservazione. Continua a leggere “Sei rosa di marzo”