Cultura salentina, Storia

Maria d’Enghien

Maria d’Enghien, particolare del suo ritratto, Basilica di S. Caterina a Galatina, XIV-XV sec, foto di Daniela Bacca
Maria d’Enghien, particolare del suo ritratto, Basilica di S. Caterina a Galatina, XIV-XV sec, foto di Daniela Bacca

 

“ Non me ne curo, ché se moro, moro da regina”

 

In questa breve ma significativa frase, è racchiusa tutta la personalità di Maria d’Enghien, che potremmo definire sposa devota, madre affettuosa, o piuttosto contessa, regina,  guerriera, mecenate e  oculata  amministratrice della giustizia e della cultura salentina. Continua a leggere “Maria d’Enghien”

Storia

Isabella di Clermont (Parte III)

Una rarissima immagine di Isabella di Clermont

Una leggenda, ricordata da Irma Schiappoli, narra che la stessa sera della disfatta di Sarno la Regina, travestita da frate francescano, con la scorta del suo confessore, si recasse dal principe di Taranto e gli chiedesse di non volere, dopo averla fatta regina, che andasse sperta per lo mundo e morisse serva: così ottenne che in seguito il Principe di Taranto abbandonasse le parti dell’Angioino. Forse più rispondente a verità è la narrazione di Notar Giacomo, secondo cui la regina avrebbe mandato a Sarno un suo familiarissimo (il suo confessore Pietro de Mestrettis) al quale Giovanni Antonio Orsini del Balzo rispose: Dicate a mia nipote che quante miglia sono da Sarno in Napoli tanto farrò stare ad pigliare lo reame, et ipsa è Regina et morerà Regina. Continua a leggere “Isabella di Clermont (Parte III)”

Storia

Isabella di Clermont, regina di Napoli (Parte II)

Una rarissima immagine di Isabella di Clermont

La morte di Alfonso il Magnanimo, avvenuta il 26 giugno 1458, scatena la lotta per la successione al regno di Napoli, protrattasi fino al 18 agosto 1462 quando re Ferrante sconfigge definitivamente a Troia il pretendente Giovanni d’Angiò. Isabella, ormai regina di Napoli, tra il 1458 e il 1462 diventa protagonista di rilievo e anina della resistenza aragonese-napoletana contro gli angioini e i baroni ribelli, tra i quali primeggiava suo zio Giovanni Antonio Orsini del Balzo. Continua a leggere “Isabella di Clermont, regina di Napoli (Parte II)”

Storia

Isabella di Clermont, regina di Napoli (Parte I)

Isabella di Clermont, regina di Napoli (*1424 – +1465)

Una rarissima immagine di Isabella di Clermont

Il 30 marzo 2010 ricorrerà il 545° anniversario della morte di Isabella di Clermont (o Chiaromonte), regina di Napoli dal 1458 al 1465, moglie di Ferdinando I d’ Aragona (noto pure come Ferrante il Bastardo), figlia di Tristan e di Caterina Orsini del Balzo signori della contea di Copertino, nipote di Maria d’Enghien contessa di Lecce.
E’ un personaggio di importante rilievo nella breve storia del regno aragonese-napoletano, che nel corso dei secoli non è stato mai studiato in maniera esaustiva, neanche dai cultori di storia patria di Terra d’Otranto.
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Arte

Donne committenti ritratte nelle opere d’arte

di Daniela Bacca

Teodora e le sue dame,Basilica di San Vitale a Ravenna, prima metà del VI sec

Fin dall’antichità, i committenti amavano farsi ritrarre all’interno dell’opera d’arte, ai piedi, alle spalle o ai lati delle raffigurazioni di una scena sacra o di un Santo. Segno di vicinanza spirituale e di fede, promozione di sé stessi e del loro stato sociale, “celebrazione” di potere, gloria e ricchezza. Desiderio ed ambizione di tramandare  la propria immagine esteriore ed emotiva, lasciando perpetua la testimonianza della personale esistenza e missione. L’usanza di collocare il ritratto dello “sponsor” che ha contribuito a realizzare l’opera religiosa fu introdotta dai noti mosaici del VI secolo nella Chiesa di San Vitale a Ravenna che raffigurano l’imperatore Giustiniano e la moglie Teodora. Continua a leggere “Donne committenti ritratte nelle opere d’arte”

Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (IIIa e ultima parte)

PARTE III: Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi

di Alfredo Sanasi

CARLO V DASBURGO - IMPERATORE
CARLO V D'ASBURGO - IMPERATORE
Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi vestendo una pesante armatura e spronandoli alla difesa della patria. L’esercito napoletano cinse d’assedio Taranto, ma ben presto il re Ladislao si doveva rendere conto che Maria d’Enghien era pressoché imprendibile, tanto era solida la difesa della città dai due mari, a cui avevano portato aiuto i Sanseverino, ora alleati di Maria contro il comune nemico, quel re Ladislao che pochi mesi prima aveva messo a morte e lasciati insepolti quattro signori Sanseverino.
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Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (Parte II)

Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli
Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli

Gualtiero VI di Brienne, duca d’Atene e conte di Lecce, morendo da prode nella battaglia di Poitiers nel 1347 non lasciò alcun diretto successore, quindi erede universale dei suoi vasti domini divenne la sorella Isabella, che fin dal 1320 aveva sposato il nobile francese Gualtiero III d’Enghien. Dei suoi vari possedimenti Isabella assegnò al figlio Giovanni la contea di Lecce e da costui e da Sancia del Balzo, principessa reale, tale contea passò prima al figlio Pietro e, una volta morto costui nel 1384 senza eredi, passò quindi alla figlia Maria. Ecco come Maria d’Enghien a soli 17 anni si trovò contessa di Lecce, sotto la tutela del barone di Segine, Giovanni dell’Acaya.
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Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino

Pubblichiamo, in tre parti a iniziare da oggi, un bellissimo saggio del prof. Alfredo Sanasi, dedicato a una delle figure più interessanti del medioevo salentino: Maria d’Enghien.
Il prof. Sanasi, che è stato docente di latino e greco presso uno dei più prestigiosi licei salentini, ha dedicato a Maria d’Enghien uno studio attento e accurato che non mancherà di interessare i numerosi cultori e appassionati di storia locale; buona lettura.

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