Antropologia culturale, Storia

Il perché di certi modi di dire: “fumare come un turco”

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Eugène Delacroix, “Turco che fuma su un divano”, olio su tela (1825, Louvre)

I musulmani, nel corso della loro vita, sono molto attenti a mantenere sano il proprio corpo perché, nel rispetto della legge coranica, esso è di dio e all’uomo n’è concesso solo l’uso. Nell’Islam, pertanto, è considerato peccaminoso il consumo di tutto ciò che può intossicare o pregiudicare il corretto funzionamento dell’organismo. Nell’osservanza di tale precetto trova quindi spiegazione il divieto di mangiare carni ritenute “impure” – come quelle di maiale – oppure bere alcool e, per analogia, è sconsigliato fumare tabacco. Continua a leggere “Il perché di certi modi di dire: “fumare come un turco””

Antropologia culturale, Storia

Il perché di certi modi di dire

piove a quel biondo dio

tevere

Nel 1976 Adrienne Rich, poetessa e saggista americana morta nello scorso marzo all’età di 82 anni, scrisse che «negli interstizi della lingua si nascondono i significativi segreti della cultura» (Nato di Donna, ed. ital. Garzanti, 1996) e ciò a significare che nella lingua di un popolo sono individuabili gli elementi costitutivi della sua stessa cultura. Continua a leggere “Il perché di certi modi di dire”

Antropologia culturale, Cultura salentina, Scrivere il Salento, Territorio, Tradizioni

Donne e matrimoni nei detti popolari del novecento salentino

Pasquale Urso: Acquaforte

Riprendo da dove ho lasciato: le donne di inizi Novecento nel Salento, lo abbiamo visto, non godevano proprio di un “diritto alla stima”, sempreché ve ne sia uno, sia pur non codificato. In realtà la donna era un essere inferiore rispetto all’uomo, non tanto per l’assenza di prestanza fisica, quanto, questo sì, per una soccombenza atavica, senza grandi spiegazioni e liquidata come normalità nel vissuto quotidiano.

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