Antropologia culturale

I persuasori occulti e la folla

di Dino Licci

 

Lucian Freud: The Self-Portraits at the Royal Academy of Arts

 

Nel loro bel saggio  “ Lungo viaggio al centro del cervello” , Renato e Rosellina Balbi ci spiegano in modo gradevole ma scientificamente rigoroso, come funziona il nostro cervello che loro vedono composto di più strati secondo un processo evoluivo che è il sostrato delle teoria darwiniana. Ciò premesso, mi sembra molto interessante riportare ciò che essi ci raccontano a pag. 93 di questo prezioso volumetto,   e cioè come  esistano i persuasori più o meno occulti che agiscono sulla folla, facendone regredire i componenti a uno stato più arcaico della loro evoluzione cerebrale. Continua a leggere “I persuasori occulti e la folla”

Scrittori salentini, Storia

Nel vento della guerra…con una valigia di speranza

 

Nel libro I della “Repubblica” di Platone si legge che, dopo aver ascoltato nel più  assoluto silenzio il dialogo tra Socrate, Cefalo e Polemarco, il sofista  Trasimaco interviene violentemente nella discussione asserendo che «il giusto (dikaion) è l’utile (sympheron) del più forte» ed ancora che  «la giustizia è un bene altrui». Continua a leggere “Nel vento della guerra…con una valigia di speranza”

Scrittori salentini, Storia

L’inizio della dittatura fascista

La marcia su Roma in una illustrazione dell’epoca

Dalla nascita dei primi “fasci combattenti” che ho descritto in un mio precedente intervento all’ascesa al potere di Mussolini, erano trascorsi poco più di tre anni. Continua a leggere “L’inizio della dittatura fascista”

Storia

La nascita del fascismo


Con la Prima guerra mondiale si abbatterono sul mondo intero avvenimenti nefasti che andavano dalle numerose perdite delle vite umane alla distruzione di molte città, con uno sconvolgimento totale della personalità dei singoli che, ascrivendo al progresso tecnologico i guasti di una guerra così devastante, si rifugiarono dell’esistenzialismo, quasi una contrapposizione al positivismo che aveva suscitato grandi speranze e fiducia nel progresso scientifico. Continua a leggere “La nascita del fascismo”

Storia

Il giorno della memoria

FRD

La musica di Wagner risuona tetra ed evocativa mentre immagini spettrali affollano la mia mente inquieta e sgomenta. Corpi esanimi, scheletri viventi, sembrano sfilare silenziosi e mesti tra i resti fumanti di forni crematori, grovigli di filo spinato, una sensazione di morte enfatizzata da questi suoni pomposamente colmi di retorica e capaci di eccitare le masse, l’armento da trascinare in un olocausto purificatore, nell’idea di redenzione che animava il compositore e saggista tedesco. Continua a leggere “Il giorno della memoria”

Personaggi, Storia

Achille Starace: una vita discussa

«leggi la seconda parte

Achille Starace

5. Mussolini è morto!

Invece nell’interrogatorio, dinanzi a quel tribunale ridicolo fatto di un paio di vecchie volpi della politica e uno stuolo di ragazzini imberbi, egli proclama, a voce alta, e con orgoglio, che è fascista. E fascista sarò all’infinito. Continua a leggere “Achille Starace: una vita discussa”

Personaggi, Storia

Achille Starace: nella polvere

«leggi la prima parte

Achille Starace

2. Buttatelo giù per le scale.

Ma torniamo nelle brume e nella nebbia di Milano, dove Starace era andato a vivere alla fine del 1944, reduce dal campo di concentramento di Lumezzane, dove l’aveva relegato il suo amato duce. A Milano c’era il figlio Luigi, debole e smidollato, che l’aveva rinnegato per timore dei facoltosi suoceri; lì c’era anche la moglie che da buona triestina lo aveva mandato a scoa’ el mar, ma con tutte le ragioni del caso avendola egli segregata a Gallipoli per tutta la sua folgorante e luminosa carriera. Continua a leggere “Achille Starace: nella polvere”

Personaggi, Saggio, Storia

Achille Starace e la morte gloriosa

Achille Starace

1.L’uomo che inventò lo stile fascista.

In quella fredda primavera milanese del 1945 (l’inverno non sembrava mai finire e non c’erano più merli a fischiare sugli alberi), un uomo non più giovane (aveva cinquantasei anni), ma ancora integro, agile e affilato come un pugnale, era disciplinatamente in coda alla fila delle mense di guerra, i tavoli collettivi istituiti dal comune di Milano. La fila era, come sempre, molto lunga, ma lui aspettava il suo turno con infinita pazienza. Pensava che forse non era inutile tanta fatica, tanta umiliazione, tanta tristezza, tanta solitudine, tanto dolore. Qualcosa sarebbe pur accaduto, prima o poi. Continua a leggere “Achille Starace e la morte gloriosa”

Cultura salentina, Pensiero meridionale, Personaggi, Storia

Un esempio fascista di scuola ideologica: Il Regio Liceo-Ginnasio “F. Capece” di Maglie

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Maglie, Liceo Ginnasio foto anni 30 (arch. priv. C. Giannuzzi)

Una delle migliori intuizioni di Mussolini, o meglio dei suoi collaboratori, fu quella di comprendere la capacità di creare una coscienza politica e civile attraverso l’istruzione scolastica. La formulazione nel 1923 della cosiddetta “riforma Gentile”, dal nome dell’allora ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile (1875-1944), ereditando le idee liberal-cattoliche dell’età giolittiana, organizzava la scuola in una struttura fortemente gerarchica e centralista. Lo spirito della riforma era quello di formare il “perfetto fascista” ossia Continua a leggere “Un esempio fascista di scuola ideologica: Il Regio Liceo-Ginnasio “F. Capece” di Maglie”

Pensiero meridionale, Personaggi, Storia

25 Aprile 1945, fine dell’oppressione nazi-fascista

Testata
Prima pagina de "Il Lavoratore del Salento" del 12/04/1946

Il 9 settembre del 1943, giorno che segue all’armistizio, truppe naziste e fasciste spadroneggiano ancora per l’Italia. Si tratta di gruppi ben armati e organizzati intenzionati a mettere ordine in una terra che ha osato ribellarsi perché crede nella propria libertà e indipendenza. Continua a leggere “25 Aprile 1945, fine dell’oppressione nazi-fascista”

Scrivere il Salento

Mal d’Africa

Immagine di repertorio
Campagna d'Etiopia
L’Africa: si dice che la culla dell’uomo si faccia sempre riconoscere dal viaggiatore, che lì si sente come a casa, come se vi avesse sempre abitato, in questa vita o in un’altra.

Eppure non penso che mio nonno si fosse sentito accolto da quegli spazi sterminati e afosi, quando fu imbarcato a Brindisi, insieme ad altri sconfortati compagni leccesi, in tuta color kaki e stivaloni invernali, da Mussolini alla volta di un continente sconosciuto.

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