Cultura salentina, Pensiero meridionale

“Ognuno di noi, da solo, non conta niente”

di Niccolo’ Ruberti

Rimembro ancora quando in secondo liceo mi approcciavo allo studio dei tragediografi greci. Lì per lì ricordo che non mi entusiasmarono, ma principiai ad apprezzarli solo col passare degli anni. Eschilo è il primo che si suole studiare di quel trittico magico (Eschilo-Sofocle-Euripide che risuona poetico quasi come il Triplete dell’Inter del 2010 Coppa Italia-Campionato-Champions League): ebbene, il leitmotiv delle sue tragedie era un gesto tracotante da parte dell’uomo (ah la famosa ὕβϱις…) che scatenava l’ira degli Dei, e da ciò scaturiva per l’uomo stesso un processo di πάθει μάθος (pathei mathos), apprendimento con la sofferenza, locuzione a mio avviso bellissima e quasi onomatopeica, perché l’allitterazione della theta è esegetica dello sforzo che deve compiere l’uomo per espiare le proprie colpe; che poi, in visione un po’ meno pagana, non è tutto così diverso dalla concezione dantesca: Dante che deve attraversare tutto l’inferno ed il Purgatorio per giungere alla Salvezza Eterna della propria anima, potendo finalmente mirare Dio in tutta la sua grandezza, in un susseguirsi di avventure ed incontri caratterizzati tutti dal fenomeno del contrappasso. Continua a leggere ““Ognuno di noi, da solo, non conta niente””