Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Storia di Nino

di Lucio Causo

©Gianfranco Budano: Paesaggio Salentino

Nino, non aveva mai posseduto un pezzetto di terra, neppure un piccolo orto, che quasi tutti nel paese possedevano dietro casa. Eppure diceva che possedeva tutta la terra; che la terra era sua e del Signore. Non era pazzo, Nino, anche se nel paese tutti lo consideravano tale e come tale lo trattavano, con pietosa condiscendenza. Il suo torto era quello di amare troppo la terra, tanto da confonderla con l’essenza stessa della vita. Spesso, i contadini, tornando dal lavoro dei campi, lo incontravano lungo i sentieri, intento a scrutare la terra al di là dei muretti a secco. Talvolta, nei nebbiosi crepuscoli autunnali, si poteva vederlo seduto sull’ultimo muretto del paese a contemplare la campagna con gli alberi senza foglie, mentre la terra si preparava il suo letto per l’inverno. Nino era felice che le foglie cadessero, quasi approntassero una calda coperta per lui e per la terra. Continue reading “Storia di Nino”

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cultura meridionale, Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Il morto di contrada Muzza

di Lucio Causo

© Pasquale Urso: Incisione

Uccio Santoro continuava a sbuffare.

– Lasciatemi andare ! Se vi dico che non ne so nulla di questo delitto, che non sono nemmeno di queste parti !

– Questo non dice niente.

– Ma se vi ripeto che non so nulla…

   A poco a poco intorno all’uomo una folla di curiosi aveva formato un largo cerchio e pressava, si accavallava, si sollevava in alto per udire meglio quello che si diceva e per vedere lo sconosciuto in volto. Il Santoro sudava e cercava di sfuggire agli sguardi di tutti quegli individui che pareva guardassero un leone catturato. Continue reading “Il morto di contrada Muzza”

Arte, Pittura

Erba de ientu

di Egidio Marullo

Qualche giorno fa, come ogni giorno da un paio di mesi a questa parte facevo compagnia a mio padre ottantenne, costretto a letto da una malattia che vuole stanarlo e che lo rende incapace di muoversi. Lui che sulla sua libertà e sulla sua indipendenza ha costruito gli ultimi quarant’anni. Continue reading “Erba de ientu”

Racconti, Scrittori salentini

Pescatori abusivi

di Lucio Causo

   Antonio e Vincenzo giacevano in fondo alla corsia del reparto chirurgico dell’Ospedale Militare. Le loro condizioni non erano certo delle migliori se, dopo le prime cure tentate all’Infermeria di Marina, avevano dovuto trasportarli nel più attrezzato Ospedale della Marina. Continue reading “Pescatori abusivi”

Racconti, Scrittori salentini

Giuliana

di Lucio Causo

Foto di Mauro Minutello

 

Giuliana passò leggera sotto lo sguardo di lui da un capo all’altro del banco, facendo scivolare dalle mani sul tappeto verde delle consumazioni i piattini da caffè con un sorriso che sapeva di gioia e che l’animava tutta; ed eccola tornare indietro per posare accanto a ognuno di essi il cucchiaino, e, ultimato questo servizio, sostò qualche attimo di fronte al giovane che stava in piedi dall’altro lato del banco a incontrare quello sguardo che l’attraeva e lasciarsi penetrare; e quando le vampe di rossore tinsero le sue guance allora la ragazza si voltò di scatto verso la macchina da caffè senza abbandonare il sorriso che metteva in risalto i suoi denti bianchissimi. Continue reading “Giuliana”

Racconti, Scrittori salentini

La muta delle cicale

TIZIANA PEDONE – da LA MUTA DELLE CICALE, romanzo, Botanica Ornamentale Edizioni, Maglie, 2017

Ph. Giusy De Santis

“Siamo felici che tu abbia recuperato la tua energia e il tuo sorriso, quando sei arrivata sembravi persa tra i tuoi fantasmi. Sei molto più bella adesso”. Le parole di Margherita, mi sono arrivate diritte al cuore, come una carezza balsamica mi hanno fatta stare bene. Il tempo scivola via, se mi fermo a riflettere e torno indietro con il pensiero non mi capacito, è trascorso un anno da quando sono qui. eppure mi sembra ieri. Continue reading “La muta delle cicale”

Racconti, Scrittori salentini

Viaggio di Ritorno

di Lorenzo De Donno

Lorenzo Cavina: (Acquerello)

C’è un piccolo pendolo a pila, acquistato in un negozietto, in Alsazia, che imita il tic tac come se fosse un orologio meccanico. Il suo ticchettio batte il tempo passato, marcando idealmente anche la distanza, e un po’ mi dispiace, come quando ci si allontana dalle cose belle, ma sta già accorciando i giorni e le ore per la prossima partenza.