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Posts Tagged ‘regno di napoli’

Maria d’Enghien, particolare del suo ritratto, Basilica di S. Caterina a Galatina, XIV-XV sec, foto di Daniela Bacca

Maria d’Enghien, particolare del suo ritratto, Basilica di S. Caterina a Galatina, XIV-XV sec, foto di Daniela Bacca

 

“ Non me ne curo, ché se moro, moro da regina”

 

In questa breve ma significativa frase, è racchiusa tutta la personalità di Maria d’Enghien, che potremmo definire sposa devota, madre affettuosa, o piuttosto contessa, regina,  guerriera, mecenate e  oculata  amministratrice della giustizia e della cultura salentina. (altro…)

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di Lucio Causo

dumas

C. Bellay: Ritratto di Alexandre Dumas padre (1878)

Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, figlia di Maria Teresa e Francesco I, sposò nel 1767 Ferdinando IV, re di Napoli. Ambiziosa e di forte temperamento, fece licenziare il ministro Bernardo Tanucci, infaticabile riformatore del Regno, dopo essere stato reggente dell’augusto giovinetto fin dall’età di nove anni. (altro…)

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di Vincenzo Scarpello

Alla fine del 1400 la strategia seguita dai pirati era esclusivamente quella dell’arrembaggio ad unità singole. In seguito all’introduzione di nuove strategie navali da parte dei corsari e soprattutto dell’utilizzo delle artiglierie, vennero introdotte nuove modalità di approccio e di scontro, che costituirono la cifra peculiare della strategia barbaresca. (altro…)

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di Vincenzo Scarpello

Incisione di Jacques Callot su disegno di Matteo Rosselli (metà XVII secolo), presso il Museo Navale di Genova-Pegli

Attacco delle galere di Ferdinando I° con galere turche. Incisione di Jacques Callot su disegno di Matteo Rosselli (metà XVII secolo), presso il Museo Navale di Genova-Pegli.

Secolo XVI°: le coste della Terra d’Otranto, sempre più spesso, sono prese d’assalto da una congerie di bande provenienti dai Balcani e dal Nord-Africa. Attraccano nottetempo in calette isolate e vengono per fare razzie: beni di prima necessità, ma soprattutto uomini, donne e bambini da rendere schiavi; la Puglia divenne così uno dei loro territori di caccia privilegiati (n.d.r.).

La scorreria barbaresca rispecchiava tanto nelle modalità quanto nei fini le manovre navali, essendo caratterizzata da un tempo assai contingentato e da una meticolosissima preparazione, che la precedeva anche di diversi giorni.

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Secolo XVI°: le coste della Terra d’Otranto, sempre più spesso, sono prese d’assalto da una congerie di bande provenienti dai Balcani e dal Nord-Africa. Attraccano nottetempo in calette isolate e vengono per fare razzie: beni di prima necessità, ma soprattutto uomini, donne e bambini da rendere schiavi; la Puglia divenne così uno dei loro territori di caccia privilegiati (n.d.r.).

di Vincenzo Scarpello

A livello di difesa della costa vennero costruiti torrioni di avvistamento, generalmente costituiti da una cinta muraria a pianta quadrangolare (le più antiche, risalenti al XV secolo sono a pianta circolare) alta fino a 10 metri. (altro…)

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di Vincenzo Scarpello

Sur une double page du Süleymanname du musée de Topkapı se développe une scène montrant la flotte ottomane hivernant dans le port de Toulon en 1543

Nel corso del XVI secolo le flotte corsare di affiancarono a quella ottomana fino a sostituirla. Le operazioni navali condotte dagli ottomani erano affidate sin dalla fine del XV secolo ad ammiragli provenienti dal corpo dei giannizzeri, che dovevano spesso costruirsi in fretta un’esperienza ed un’abilità nella manovre navali. (altro…)

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di Vincenzo Scarpello

Non si può propriamente parlare di un’uniformologia per le unità corsare: la differenziazione e l’eterogeneità ricadevano anche su abbigliamento ed equipaggiamenti, che molto spesso erano costituiti a prede tolte a soldati spagnoli, veneti, ecc.  che venivano riattate dai barbareschi. (altro…)

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