Archeologia, Scrivere il Salento

CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO-CAPITELLO DEI GRIFONI

di Rita Paiano

 

Quanto può raccontare un capitello! Nella Cripta della nostra cattedrale idruntina ve ne sono ben 65. Ognuno di essi ci narra di epoche che si sono susseguite. Se socchiudiamo gli occhi, malgrado ci troviamo in una Cattedrale, luogo di pace, udiamo il frastuono di cavalli, di spade, di grida di guerrieri. Come susseguirsi di diapositive vediamo eserciti in movimento, invasioni, distruzioni e finalmente, fra un assalto e l’altro, brevi periodi di pace, in cui i vincitori ostentano in ogni campo la loro grandezza, credendo o sperando di affidarla all’eternità.

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Archeologia, Scrivere il Salento

La Cattedrale di Otranto è uno scrigno

di Rita Paiano

Cattedrale di Otranto (© Gianfranco Budano)

La Cattedrale di Otranto è uno scrigno di rara bellezza. Lo si nota ad occhio nudo e, accostandosi ad essa, se ne riceve profonda emozione e suggestione.

Ma cosa c’era sulla collina a poca distanza dal mare prima che i Normanni, nel 1080, concepissero l’idea di realizzare la magnifica Cattedrale e che Gionata, l’arcivescovo cattolico, amante della teologia e dell’arte, tra il 1163 e il 1165 affidasse a Pantaleone il compito di illustrare ai fedeli i passi più importanti della Bibbia per svelare loro il mistero salvifico cristiano? Forse non ne saremmo mai venuti a conoscenza se non si fosse reso necessario il restauro proprio di quel mosaico meraviglioso che versava in condizioni di degrado. Continua a leggere “La Cattedrale di Otranto è uno scrigno”

Scrivere il Salento, Territorio

La festa della Candelora

di Rita Paiano

Nessuna descrizione disponibile.
Foto di Alessandro Romano

Nella Basilica bizantina di San Pietro in Otranto campeggia un bellissimo affresco della Presentazione al Tempio di Gesù. E’ collocato sulla parete di destra, in fondo alla navata destra. E’ uno degli ultimi eseguiti nella Basilica, nel XVI secolo, come altri che sono nelle parti inferiori delle pareti e illustrano i momenti salienti della vita di Gesù. La presentazione al tempio di Gerusalemme riguardava tutti i primogeniti maschi delle famiglie Giudaiche a cui Maria e Giuseppe non si sottrassero. Continua a leggere “La festa della Candelora”

Scrivere il Salento, Storia

Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto

di Rita Paiano

Spesso mi sono chiesta come mai tutte e due le torri che come sentinelle sembra facciano la guardia all’imbocco dei fossati dalla via che prende il nome da loro, fossero state dedicate alla moglie di Alfonso, Duca di Calabria fino al 1494, quando successe al Padre, Re Ferdinando. Ho deciso allora di compiere una piccola indagine, supportata soprattutto dal testo interessantissimo e dettagliatissimo di Pierpaolo Cariddi, Otranto intra moenia dagli Aragonesi ad oggi, Edizioni Esperidi, a cui rimando per sopperire alla brevità di questa piccola nota. Continua a leggere “Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto”

Territorio, Tradizioni

La Madonna delle Grazie (statua lignea del XIV sec.), una devozione che dura da sempre.

di Rita Paiano

La Madonnina di Otranto, con le mani giunte e il bambinello sulle ginocchia, lo sguardo perso in pensieri che forse le offrono la visione di quel figlio che, adulto, esanime, viene adagiato ancora sulle sue ginocchia. Figura di Madre a cui il cuore fu trafitto da spade dolorose, emblema di tutte le madri, emblema di donna forte che volge il dolore in soccorso per chi lo chiede, per chi ha fede. Continua a leggere “La Madonna delle Grazie (statua lignea del XIV sec.), una devozione che dura da sempre.”

Scrivere il Salento, Territorio

L’Orte e l’origine del suo nome

di Rita Paiano

Antica Grecia – Studia Humanitatis – παιδείαIl professore Antonio Corchia nel suo Così ho amato la mia Terra,, Editrice Salentina, scrive che il termine Orte, tramandato dal Popolo, significa “terra ad Oriente” e specifica che deriva dal greco ortor, oriri, p.p. ortus, “sorto”, luogo che per primo viene investito dai raggi del sole, come in effetti è. Continua a leggere “L’Orte e l’origine del suo nome”