Cultura salentina, Opinioni

Sulle vie del sapere

di Rocco Aldo Corina

Ciò che mi colpisce del mondo antico è il modo di pensare sulle cose che non è quello dei nostri giorni e neanche posso dire sia fatto di chimeriche illusioni o assurde vanaglorie messe in luce da una logica inadeguata, del tutto inadatta per il raggiungimento di vantaggiosi traguardi positivi. Per tal motivo ritengo forse sia assurdo pensare che proprio io in quel mondo che oggi non è per niente – da più parti – considerato e fors’anche non accettato, io purtroppo mi vedo. Amo, come gli antichi, la retorica, pedagogia – per quei tempi – frondosa di salutare bellezza nelle conclamate accattivanti asserzioni per loro natura negli anni deliziosa. Come allora sostengo che il critico vale più del grammatico perché educa col suo dire – così dovrebbe essere – all’insegna del giusto approfondito giudizio. Dico questo non certo per eliminare procedure stilistiche, soprattutto grammaticali, dal contesto nel quale noi siamo, ma per affermare la semplicità di quei valori che nell’antica Grecia davano certezza di vita sublimata dalla ragione che con vigore dominava sulle vie del sapere. Continua a leggere “Sulle vie del sapere”

Saggio

Luce di stelle in Pablo

di Rocco Aldo Corina

Neruda è il poeta delle atmosfere nebulose nella drammaticità dei loro intimi moti confusi concepiti come intese tormentose ed emozioni in un mondo dominato dal peso della fatalità, in un mondo avvolto in un mistero a dir poco profondo, significativo di ostinate animiche interpretazioni comunque legate all’affanno dei popoli arsi dal gelo, all’affetto – dice il poeta – «di coloro che non conosciamo, degli sconosciuti che stanno vegliando il nostro sonno e la nostra solitudine, i nostri pericoli» e «il nostro abbattimento», sensazione che «amplia il nostro essere e comprende tutte le vite». Continua a leggere “Luce di stelle in Pablo”

Cultura salentina, Poesie, Recensioni

La felicità sei tu, uomo! (la poesia di Martina De Pascalis)

di Rocco Aldo Corina

Room in New York, 1932, Edward Hopper (American, 1882– 1967), oil on canvas, Sheldon Museum of Art

Il ricciolo di Callimaco, la famosa Chioma di Berenice, che trasfigura l’intero universo col suo sguardo verginale, fa – per un momento – di Callimaco un poeta sublime, se pur non lo dissi poeta – e non per vani motivi – nel mio Compendio[1]. A volte basta un verso per rimediare ai tanti privi di senno, ma questa volta ha la meglio la semplicità nella povertà del suo essere interiore[2]. Continua a leggere “La felicità sei tu, uomo! (la poesia di Martina De Pascalis)”

Recensioni

Ho atteso il domani (la poetica di Francesco Pasca)

di Rocco Aldo Corina

Eppur così non può essere, ma così è, forse. Nessuno si meravigli se, leggendo Francesco Pasca, penso a Turoldo. «Ieri un Vecchio segnato dal tempo ricorda di un/ giovane tempo che ha smarrito quel tempo». Così si esprime Francesco, non certo desiderando l’oscurità della triste sera. La passata giovinezza non gli permette infatti d’avvertir la quiete per quel tempo che purtroppo, ahimè, non c’è più. E Turoldo? «Fa’ – dice – che la notte finisca» presto, basta con il «pianto che ora trasuda dai nostri rami gonfi d’allegri sogni soavi», «fammi piena la bocca di profumo». E il nuovo giorno ci sarà? Continua a leggere “Ho atteso il domani (la poetica di Francesco Pasca)”