Architettura

Francesco Colaci, Matteo Tafuri e la Guglia dell’Orsini

di Luigi Panico

Una delle strutture architettoniche più belle e suntuose di Terra d’Otranto è sicuramente la Torre Campanaria della Parrocchiale di Soleto, meglio conosciuta come la Guglia dell’Orsini. Continua a leggere “Francesco Colaci, Matteo Tafuri e la Guglia dell’Orsini”

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Ambiente, Bozzetti di viaggio, Scoperte

Crostacei preistorici nei laghi temporanei salentini del Parco Naturale Paduli-Foresta Belvedere

di Oreste Caroppo

lacco
“Laccu de li Russi” e un particolare di girini e di un esemplare di Lepidurus che cerca di nascondersi nuotando nell’acqua della pozza sotto una massa vegetale. (Foto di O. Caroppo, 28 marzo 2010)

Nella foto è ritratto un laghetto temporaneo – uno dei più persistenti acquitrini dell’area paludosa detta de li Russi – il Laccu de li Russi – ricadente nel feudo di Supersano che, un tempo, faceva da contorno al grande lago Sombrino nella cui ampia vallata, che giunge ai piedi della Serra di Supersano, è situata la palude immortalata. Un amico mi avvisava che qui aveva notato la comparsa di un piccolo crostaceo appartenente, dal punto di vista tassonomico, all’ordine dei Notostraci ovvero a quel gruppo di crostacei così detti perché posseggono il carapace (a tale caratteristica è dovuta proprio l’etimologia del nome). Continua a leggere “Crostacei preistorici nei laghi temporanei salentini del Parco Naturale Paduli-Foresta Belvedere”

Recensioni

Soleto, la chiesa di Santo Stefano

di Tommaso Manzillo

La chiesa di Santo Stefano in Soleto è uno dei tanti e, forse, troppi esempi dell’incuria dell’uomo e, in particolare, di tutti quelli che, negli ultimi tempi, si stanno sprecando per divulgare il “Grande Salento”, ma, a volte, perdendo di vista quelle che sono le vere priorità di questa terra. Continua a leggere “Soleto, la chiesa di Santo Stefano”

Cultura salentina

Breve, parziale elenco di luoghi degni di nota del Salento Meridionale

di Francesco Bucci

Torre di Raimondello Orsini del Balzo - Soleto

*Un campanile gotico costruito in una sola notte da un famoso mago-cabalista, con l’ausilio di demoni e streghe. Le fattezze del negromante sono ritratte in un olio su tela presente nell’attigua chiesa, mentre sulla volta del campanile sono riconoscibili i lineamenti di un diavoletto alato, rimasto incastrato nella fretta.

*Il relitto di una nave di contrabbandieri rimasta incagliata su di una secca di fronte alla spiaggia, a venti metri dalla riva.

*Un vecchio forno con una scala esterna, che conduce ad un grande ambiente con volte ad arco al primo piano, dove sono custoditi i sacchi di farina. Continua a leggere “Breve, parziale elenco di luoghi degni di nota del Salento Meridionale”

Arte

I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario

di Daniela Bacca

Madonna del Rosario, Gian Domenico Catalano, 1615 ca., Casarano, Chiesa Parrocchiale

La festa della “Madonna della Vittoria”, promossa ed istituita da Papa Pio V, in ricordo della battaglia di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, in cui la flotta della Lega Santa sconfisse l’Impero Ottomano, per intercessione della Vergine Santissima, si diffuse con viva intensità e devozione nella terra salentina, per secoli minacciata, saccheggiata e torturata dai sanguinari turchi. La battaglia, tra le più attese e partecipate del XVI secolo, fu vinta grazie alla protezione di Maria, che i cristiani  invocarono recitando il Rosario prima dei combattimenti, tanto che il papa Gregorio XIII, nel 1573, intitolò il culto alla “Madonna del Rosario”, la cui iconografia è tra le più note e tradizionali legate alle raffigurazioni mariane. Continua a leggere “I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario”

Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (IIIa e ultima parte)

PARTE III: Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi

di Alfredo Sanasi

CARLO V DASBURGO - IMPERATORE
CARLO V D'ASBURGO - IMPERATORE
Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi vestendo una pesante armatura e spronandoli alla difesa della patria. L’esercito napoletano cinse d’assedio Taranto, ma ben presto il re Ladislao si doveva rendere conto che Maria d’Enghien era pressoché imprendibile, tanto era solida la difesa della città dai due mari, a cui avevano portato aiuto i Sanseverino, ora alleati di Maria contro il comune nemico, quel re Ladislao che pochi mesi prima aveva messo a morte e lasciati insepolti quattro signori Sanseverino.
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Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (Parte II)

Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli
Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli

Gualtiero VI di Brienne, duca d’Atene e conte di Lecce, morendo da prode nella battaglia di Poitiers nel 1347 non lasciò alcun diretto successore, quindi erede universale dei suoi vasti domini divenne la sorella Isabella, che fin dal 1320 aveva sposato il nobile francese Gualtiero III d’Enghien. Dei suoi vari possedimenti Isabella assegnò al figlio Giovanni la contea di Lecce e da costui e da Sancia del Balzo, principessa reale, tale contea passò prima al figlio Pietro e, una volta morto costui nel 1384 senza eredi, passò quindi alla figlia Maria. Ecco come Maria d’Enghien a soli 17 anni si trovò contessa di Lecce, sotto la tutela del barone di Segine, Giovanni dell’Acaya.
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