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Posts Tagged ‘Tradizioni’

Maglie, ChiesaAnnunziata: Statua San Martino Elemosiniere (1908)

Maglie, ChiesaAnnunziata: Statua San Martino Elemosiniere (1908)

È ben noto che la festa di San Martino vescovo di Tours (11 novembre) sia una ricorrenza particolarmente diffusa nei paesi del Salento. La coincidenza di questo giorno con il termine dell’anno agrario e con la maturazione del vino lega la solennità religiosa al tempo dell’apertura delle botti e, in campagna, al tempo del riposo lavorativo. In questo periodo, difatti, i produttori di vino saggiano la bontà del novello e, in passato, l’interruzione dei lavori in agricoltura diventava l’occasione propizia per manutenere le stalle e curare gli animali. (altro…)

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Caravaggio, Narciso (1594-'96). Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

Eisoptrofobia. È questo il complicatissimo vocabolo clinico che indica la paura degli specchi, quella persistente e ingiustificata fobia dell’oggetto in quanto tale e del vedere la propria immagine riflessa in esso. Naturalmente presente in qualche soggetto, può però derivare anche da una particolare esperienza traumatica vissuta nel corso della fanciullezza. Questa stravagante patologia, infatti, si configura assai spesso come il punto di convergenza tra psicosi e superstizione, proprio come si può riscontrare in un’antica credenza popolare salentina. (altro…)

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di Lele Mastroleo

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…il fiume manda il profumo dell’inverno e chiude agli argini le vesti della giovinezza e racconta mentre scorre, (altro…)

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Gianfranco Budano: San Cataldo (9/7/2011)

Estate, tempo di eventi… e sconcludimenti. Mi si perdoni l’italianizzazione del più efficace termine dialettale che nel Salento leccese indica gli effetti di un agire sconclusionato. (altro…)

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Caremma salentina

A Caremma pizzicotta, face u casu e la ricotta
e li face scusi, scusi cu nu lla vitine i carusi,
e li face chianu chianu, cu nu lla vite u guardianu.

A Gallipoli la Caremma è la madre “te lu Titoru” (la maschera locale che muore per le gozzoviglie del martedì grasso), a Martina Franca è la “Quarantena”, riempita di dolci e frutta per la gioia dei bambini, ad Oria è la “Quaremma”, che ha come “corredo” anche una bottiglietta d’olio (per alimentare la lampada che le consentirà di continuare a lavorare di notte), una d’aceto (a simboleggiare la ristrettezza economica) e 7 fichi secchi o taralli oltre al fuso. (altro…)

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Caremme salentine

Ci sono tradizioni che sono destinate a  durare. Per altre, forse più suggestive, e per questo più impegnative da mantenere, il rischio che vengano lentamente dimenticate è più alto.

Le ho cercate, in giro per il Salento. Le ho cercate da mercoledì scorso, il mercoledì delle ceneri, perchè è il giorno in cui secondo la tradizione dovrebbero essere esposte. Addirittura dalla mezzanotte. Le ho cercate fino ad oggi, a quasi una settimana di distanza. Ho camminato guardando per aria in molti paesini del Salento che non avevo ancora mai visitato. Guardavo in alto, verso i cornicioni, i balconi, le terrazze. (altro…)

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Donne al lavoro di ricamo (Arch. T. De Simeis)

Apro una vecchia cassapanca nella casa dei nonni. La stanza è in penombra, la luce fioca di una giornata di fine maggio, rende più magico il mio impatto con quello scrigno di ricordi, come se, protetta da quel chiarore indiscreto, conservasse il mistero di ciò che contiene.

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