Arte, Ceramica, Territorio

“Maglie città giardino” e il suo scorcio del 1778

di Carmelo Caroppo

Il due settembre si è tenuto a Maglie, presso il giardino della splendida Villa Tamborino, la rassegna “Maglie Città Giardino“. Uno degli eventi della serata è stata l’esposizione di antiche ceramiche dell’artigianato inglese, dalla tipica colorazione bianca e blu, raffiguranti uno scorcio di Maglie del 1778.  L’esposizione, che ho curato assieme all’amico Cosimo Giannuzzi, è stata per me un’occasione utile per portare alla ribalta la scoperta stessa di questa raffigurazione storica che, in mancanza di prove certe, stava per essere catalogata in maniera errata.

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Ceramica blue-printed MAGLIE (Collezione C. Giannuzzi Maglie)

Interagendo in maniera costruttiva con l’Associazione inglese Friend of Blue siamo riusciti invece a dare il nome appropriato all’immagine, riprodotta sin dal 1820 su una varietà di oggetti artigianali in porcellana quali teiere, portaceneri, piatti ornamentali… Infatti  è possibile trovare ancora oggi in commercio, presso i mercatini d’antiquariato inglesi, americani, e anche in gran parte del resto del mondo, le porcellane bianche e blu con una raffigurazione familiare: una scena urbana settecentesca del Largo Madonna Delle Grazie Di Maglie. L’eccezionalità del fatto è che tale scena decorativa da una parte, specie per la sua diffusione, contraddistingue ormai l’autenticità della porcellana inglese, dall’altra il soggetto della stessa scena ha perduto definitivamente la sua identità.

 

E’ frequente che l’acquisto sia accompagnato da una descrizione generica: scena di un villaggio inglese, o spagnolo, o più genericamente europeo. E’ proprio l’identificazione, che andava restituita a quest’immagine di Maglie, ci ha spinti ad intraprendere una serrata corrispondenza con l’associazione U.S.A. Transferware Collector Club, e con l’associazione inglese Friends Of Blue, che si occupano da più di trent’anni dell’identificazione e catalogazione in una Banca Dati dei pattern della porcellana, d’origine inglese, transferware degli ultimi due secoli. Finalmente In Aprile 2009 è stato pubblicato il Bollettino N° 143 di Friends of Blue che identifica la serie di produzioni di queste porcellane Blue-Printed con il legittimo nome  “MAGLIE”.

5 pensieri su ““Maglie città giardino” e il suo scorcio del 1778”

  1. Vorrei poter scrivere qualcosa di adeguato alla bellezza di quello che ho letto e visto, ma, onestamente, non ho parole; anzi no, una mi viene spontanea: sorprendente! Avevo già letto qualcosa sull’argomento (forse nel libro del prof. Panarese?), ma vedere le tessere del puzzle così ordinatamente disposte è qualcosa che lascia senza fiato.
    Complimenti per il lavoro svolto.

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  2. mi sembra che i benemeriti autori hanno scoperto,come suol dirsi l’acqua calda. la faccenda e’ gia’ tutta nella guida di maglie,congedo editore,2002,alle pp.202-203.

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    1. gent.mo prof. Mario Cazzato,
      Mi permetto di inserire la risposta al suo post essendo persona vicina ai carissimi prof.ri Panarese, Giannuzzi e Caroppo. A questo aggiungo che la questione della “scoperta” è stata ampiamente discussa in altro spazio e a me personalmente riferita dai suddetti studiosi.

      Ritengo, pertanto, che il suo “scoprire l’acqua calda” tenda esclusivamente ad essere considerato nell’accezione di “scoperta delle ceramiche” che, nella “Guida di Maglie” dove lei è coautore, è senza paternità così come riferisce il Panarese secondo cui furono due collezionisti di Maglie a portargli queste ceramiche per un parere.

      Lo stesso Panarese rese nota questa ceramica nel dicembre del 1999 tramite «InformaCittà», periodico di informazione dell’Amministrazione Comunale di Maglie. Le stesse notizie passarono nel 2002 nella vostra bellissima guida. Quanto riferisce il Caroppo, ossia « la scoperta stessa di questa raffigurazione storica che, in mancanza di prove certe, stava per essere catalogata in maniera errata», è invece un “cappelletto” introduttivo che porta a sottolineare l’impegno dello studioso affinché tale ceramica, già conosciuta o scoperta, potesse avere una denominazione specifica in funzione dell’immagine rappresentata. Questo suo lavoro è stato coronato con un riconoscimento ufficiale dell’associazione inglese “Friend of blue” e pubblicato nel Bollettino n. 143 che, se non erro, è del 2009.

      Questo non vuol dire assumersi la paternità della scoperta ma certamente l’essere stato il promotore di un riconoscimento ufficiale che permette oggi di identificare questa ceramica con il legittimo nome di “MAGLIE”. Relativamente a Cosimo Giannuzzi, anch’io avevo commesso un errore dichiarandolo come scopritore di tali ceramiche poiché lo stesso studioso aveva già nel ’90 acquistato un pezzo presso un mercatino romano. I suoi studi, tuttavia, sono stati pubblicati solo nel 2007 col titolo “La veduta settecentesca di Maglie nella ceramica: Dal Voyage pittoresque del Saint-non alla ceramica Ironstone” ossia dopo l’articolo del Panarese. I contributi e gli approfondimenti dati dallo studio del Giannuzzi (non pochi!) assieme alle notizie pubblicate dal Panarese nel ’99 e poi nel 2002 nella “Guida di Maglie”, hanno dato la possibilità al Caroppo, assieme alle sue specifiche competenze in materia, di far ottenere il riconoscimento ufficiale di una ceramica flow-blue col nome MAGLIE. Nessuno dei tre studiosi summenzionati si attribuisce la paternità e come tale nessuno dei tre ha fatto alcuna scoperta.

      Spetta al Panarese la prima pubblicazione, al Giannuzzi l’approfondimento, al Caroppo il riconoscimento. Spero di vero cuore di aver chiarito il tutto e mi scuso per la lunghezza della risposta.
      Un caro saluto.

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  3. “Non ho capito se con l’espressione “scoperta dell’acqua calda” il Signor Cazzato intenda importante la “scoperta” della ceramica inglese con lo scorcio di Maglie, (come quella del fuoco che consente di scaldare l’acqua) o sia invece una affermazione ironica nel senso di una scoperta inutile, ovvia, nota a tutti. In questa seconda accezione ritengo che se si vuole attribuire a qualcuno la “scoperta” della ceramica oggi denominata “Maglie” grazie all’iniziativa del prof. Carmelo Caroppo, questa deve essere ascritta all’antiquario Signor Nello Di Gioia in primis e al Signor Massimo Lionetto che per primi si sono imbattuti in ceramiche di questo tipo sottoponendole al parere del prof. Emilio Panarese. Comunque, come ho già detto in un’altra occasione, il mio studio ha approfondito una “scoperta” che per noi magliesi non equivale all’acqua calda e che vede il concorso di vari contributi” .

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