Racconti, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Meridionale

di Titti De Simeis

Titti De Simeis: Sud

Noi del sud ci sediamo sulle scale, nei pomeriggi di pietra calda, i pantaloni dal risvolto distratto e i piedi scalzi. Ci sediamo sulla soglia delle case, nelle ore buie e piccole di racconti, nelle notti insonni dei salotti di strada.

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Arte, Storia

LA MADONNINA DEL GRAPPA

di Lucio Causo


 

Nel 1938 il dott. Cesare Vergine, medico-soldato di Tuglie, riunì i reduci, combattenti, mutilati, madri e vedove della Grande Guerra per progettare la costruzione della chiesa di Montegrappa sulla collina di Tuglie (Lecce). La chiesa a forma di sacello fu costruita nel 1940 senza il campanile dall’impresa De Salve Vincenzo. Il campanile, su progetto del geom. Ernesto Gatto, fu costruito, dal 1951 al 1953, dall’impresa Toma Elio fu Pietro ed inaugurato nell’agosto del 1954. La chiesa fu definita Santuario di Montegrappa, per le finalità storiche e religiose che rappresentava, nel Bollettino Ufficiale della Diocesi di Nardò nel Novembre del 1953.

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Opinioni, Scrittori salentini

Girotondo

Robert Doisneau (FRA 1912-1994): Les tabliers de la rue de Rivoli, 1978

I bambini: sanno ancora giocare. Sanno, sempre, come inventarsi il mondo. Oltre noi. Nella scontatezza delle nostre giornate, programmate in ogni dettaglio, per noi son diventati piccoli impegni pianificati Continua a leggere “Girotondo”

Poesia, Poesie

…l’aria di qui…

© Silvia Recchia: I colori dell'anima (olio su tela 110x160)
© Silvia Recchia: I colori dell’anima (olio su tela 110×160)

…mi porterai sulla collina delle pietre di tufo,
quando quella mattina svegliato dal latrato del vecchio Nick,
raderai la faccia con leocrema e sapone di marsiglia,
indosserai una maglietta grigia con i bottoni lenti,
mi dirai di andare. Continua a leggere “…l’aria di qui…”

Poesia, Poesie

…un filo di fumo…

© Pasquale Urso: Acquaforte
© Pasquale Urso: Acquaforte

 

…il fumo sale dritto tra le tende di cotone

e la luna affacciata sul terrazzo di fronte,

come l’aquilone che mi portava a spasso

sulla strada dietro la scuola, Continua a leggere “…un filo di fumo…”

Cultura salentina

L’augurio di un anno migliore

La cultura non si eredita, si conquista. (André Malraux)

In questi anni trascorsi a cercare di descrivere il Salento, le sue bellezze, le sue criticità, la sua storia, il suo derma intellettuale, Cultura Salentina ha sempre ribadito un concetto importante: la conoscenza di un territorio è fondamentale non solo per viverci bene e consapevolmente, ma anche per migliorarlo, e questa è solo una premessa.

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Architettura, Arte, Cultura salentina

Il vuoto e l’eccedente

Note intorno all’equivoco ‘barocco’ nel Salento (parte prima)  1 LECCE

… il barocco leccese è un tema eccezionale, o eccentrico, ma paradigmatico: l’argomento si presta all’analisi di una produzione di tipo artigianale e di senso collettivo nonché a lumeggiare il meccanismo storico per il quale solo nel Settecento e riformisticamente si produce il passaggio – altrove in atto da tre secoli – dalla vecchia situazione alla nuova che è caratterizzata dal distacco tra attività di progettazione ed esecuzione materiale dell’opera. Questo ritardo ha l’effetto di saldare la parabola storica moderna attraverso un lungo medioevo baroccheggiante, senza percorrere i passaggi del rinascimento, del manierismo e del barocco stesso linguisticamente inteso nel senso più proprio”.

(In Strutture e personalità del Barocco leccese, cap. I, pag. 11, in Architettura Barocca a Lecce e in terra di Puglia, Maurizio Calvesi e Mario Manieri-Elia, Carlo Bestetti – Edizioni D’Arte, Milano-Roma. Fotografie di Maurizio Puolo, Dicembre 1970). Continua a leggere “Il vuoto e l’eccedente”

Cultura salentina

E’ finalmente online il vocabolario storico dei dialetti salentini

Vocabolario storico dei dialetti salentini

Conservare la memoria sui dialetti storici del Salento e ricostruire la vita quotidiana della popolazione salentina nei secoli passati. Con questo obiettivo un gruppo di ricerca dell’Università del Salento ha dato vita al Vocabolario storico dei dialetti salentini (VSDS) un’opera consultabile online, aperta a tutti e in continua evoluzione.

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Architettura, Storia

Risorge, sulla Baia d’Uluzzo, l’immagine dell’antico ‘Crustano’

di Paolo Marzano

Torre Uluzzo (ricostruzione di Paolo Marzano)
Torre Uluzzo (ricostruzione di Paolo Marzano)

Situata sullo spuntone di roccia che guarda sulla grande baia, la torre Uluzzo, ormai ridotta a rudere, abbraccia l’ampia veduta.  Da torre dell’Alto a torre Inserraglio, scruta l’orizzonte da perfetta vedetta.

Evidente il suo stato di alterato abbandono e l’indifferenza generale per questi monumenti storici, ma, alquanto evidente, è anche la grande potenzialità dei luoghi e del paesaggio. Il ripristino ‘virtuale’ della torre antica del ‘Crustano’ o di Uluzzo, ritengo sia un atto dovuto alla nostra intelligenza e al rispetto dell’onestà intellettuale di tutti coloro che, ogni giorno, ricercano studiano e si appassionano al nostro territorio, volendone difendere i valori originari più importanti.

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Cultura salentina

La paura dello specchio nelle credenze popolari del Salento

Caravaggio, Narciso (1594-'96). Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

Eisoptrofobia. È questo il complicatissimo vocabolo clinico che indica la paura degli specchi, quella persistente e ingiustificata fobia dell’oggetto in quanto tale e del vedere la propria immagine riflessa in esso. Naturalmente presente in qualche soggetto, può però derivare anche da una particolare esperienza traumatica vissuta nel corso della fanciullezza. Questa stravagante patologia, infatti, si configura assai spesso come il punto di convergenza tra psicosi e superstizione, proprio come si può riscontrare in un’antica credenza popolare salentina. Continua a leggere “La paura dello specchio nelle credenze popolari del Salento”

Tradizioni

Il mistero della morte

Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d'epoca)
Assoluzione al tumulo. Ultima parte della Missa da requiem, secondo il rito tridentino (Disegno d’epoca)

La nostra epoca è l’età delle perifrasi. Il cieco è diventato non vedente, il sordo non udente, lo spazzino operatore ecologico, il portatore di handicap diversamente abile. Così pure, ritenendo un’offesa il termine vecchiaia, lo si è sostituito con “terza età”… come se un espediente letterario possa cambiare la realtà delle cose. Ma è la parola morte ad essere stata bandita, più di ogni altra, dal vocabolario corrente!

Eppure scienza e tecnologia, con i loro deliri di onnipotenza, si infrangono contro l’inesorabile decadimento fisico di ogni essere vivente. Si camuffano vecchiaia e malattia, ma la morte è impossibile nasconderla. Continua a leggere “Il mistero della morte”

Arte

La Vergine dall’occhio nero. La Madonna della Grazia di Galatone

Icona miracolosa della Madonna della Grazia (fine sec. XIV - inizi sec. XV), custodita e venerata presso l'omonimo Santuario di Galatone (foto F. Danieli)
Icona miracolosa della Madonna della Grazia (fine sec. XIV – inizi sec. XV), custodita e venerata presso l’omonimo Santuario di Galatone (foto F. Danieli)

Si colora di luci e pullula di pellegrini, in questi giorni, la città di Galatone. Ricorre l’8 settembre infatti – come da antica tradizione – la festa della Madonna della Grazia. Custodita nell’omonimo santuario, la sua effigie miracolosa è celebre per la macchia di sangue che ne vela l’occhio destro.

Il canonico Francesco Antonio Core, riferendosi ai fatti prodigiosi del 1621 avvenuti intorno all’icona del SS. Crocifisso della Pietà, canta la fortuna di Galatone che può vantarsi di segni di predilezione sia da parte della Madre sia da parte del Figlio. Secondo quanto riporta il Core, infatti, il miracolo del SS. Crocifisso segue a trentacinque anni di distanza quello della Madonna della Grazia. L’episodio dell’oltraggio alla Vergine, dunque, dovrebbe datarsi intorno al 1586. Convalidano questa ipotesi i documenti manoscritti relativi all’immediato avvio dei lavori per la costruzione della chiesa. Continua a leggere “La Vergine dall’occhio nero. La Madonna della Grazia di Galatone”