Cultura salentina, Recensioni

Enrico Galiano – Dormi stanotte sul mio cuore –

di Elena Tamborrino

Poche parole per consigliare un libro che ho appena finito di leggere nella sua versione digitale. Avevo bisogno di una lettura che scorresse facile, di una storia agile: non di un libro banale, attenzione, non di un libro leggero. Continua a leggere “Enrico Galiano – Dormi stanotte sul mio cuore –”

Cultura salentina

Almanacco di ottobre

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Diso: Olio su cartone

Il sole è ancora giallo ed esagerato, come lo disegnano i bambini all’asilo. Anche la luna, stanotte, era uno spettacolo: luna piena, bella e sprecata giacché a lei gli spettatori, di norma, si negano, o le riservano sguardi distratti, preferendo le rappresentazioni e le riproduzioni all’originale. Oppure cedono al sonno dei giusti o a quello cercato da coloro che non reggono a lungo i pensieri. Continua a leggere “Almanacco di ottobre”

Cultura salentina, Recensioni

LA CREATIVITA’ SUBLIME

Sul romanzo“Andata e ritorno” di Tina Cesari

di Rocco Aldo Corina

G. Diso, Giovanni Pascoli, olio su legno, cm 70×80

Quelle macchie azzurre che son fiori di brina rossa, «furia cupa dei rampicanti» direbbe Neruda, risoluti affanni negli anfratti invisibili del tempo, bianche corolle nei crepuscoli infelici come la selva e il mare, piombano in me coi palpiti degli inverni piovosi. Dolcissimi strali mi giungono in un andirivieni di sorrisi, sussurri evanescenti quei moti dell’anima, quei «folli rimpianti, i sudori di sangue io li conoscevo», ma «in silenzio continuammo a girare». Sì, «è dolce danzare al suono dei flauti su occhi avidi per un ultimo sguardo al cielo». C’è Wilde in questi versi, c’è il sussurro della sera nei pensieri che non hanno parole. Sui muri delle ciminiere impazzite nell’oblio – per Hikmet – delle «superfici piane», trovo smeraldi blu. Ma «la ribalta è lunga» per Rimbaud come «la cetra armoniosa» di Saffo che «ama i poeti», «ombra di rose» che «da mormoranti fronde stilla sapore», «ricchezza senza virtù» «quando per tutta la notte il sonno li prende».

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Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

…ricordi (1)

di Lele Mastroleo

 

Antonio Ligabue: Ritratto di Elba

Gino questa sera mi ha accolto con addosso una sgargiante magliettina arancione e verde, di quelle che trovi a tre euro al parco della Montagnola o alla fiera dei morti, in quella bancarella della nonnina di una vecchia canzone di Guccini o di Lolli. Continua a leggere “…ricordi (1)”

Cultura salentina, Poesie, Scrittori salentini

Speranza in canto

di Maria Cezza

Lucian Freud: woman in a grey sweater – 1988

Mi sono sradicata da dosso l’Umanità
un tempo.
I rami delle braccia li ho annodati al tronco.
Ho fatto di me un busto.
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cultura meridionale, Cultura salentina, gastronomia

U Cannarutu!

di Lorenzo De Donno

Cappuccino freddo alla magliese. Scusate se nomino le marche (che non mi sponsorizzano) ma certe specialità sono obbligatorie per garantire l’eccellenza del risultato. Continua a leggere “U Cannarutu!”

Cultura salentina, Opinioni, Saggio

L’assurda presunzione

di Rocco Aldo Corina

Pompeo Batoni, Apollo istruisce le Muse Euterpe e Urania, ca. 1741, Varsavia, Museo Nazionale

Stupenda l’invocazione del filosofo alla Musa: «Ti desidero Musa dalle bianche braccia. Permetti ai mortali momenti di gloria, confortali col tuo dire tutto puro. Guidami verso la Santità. E voi, dèi, aiutatemi in questo cammino terreno, rendete caste le mie labbra, perché possa concedere al mondo fiumi di purezza» (fr.1). Vi è qui in Empedocle desiderio di purezza onde coinvolgere altri nella purezza? Sì e no se lo seguo nelle sue dichiarazioni non sempre nitide di troppo: «Io non son più – dice – nelle spoglie mortali, io, dio immortale onorato e venerato da tutti, cinto di bende e corone di fiori, seguito a migliaia dai più e dai più invocato per avere responsi e pur anche per ottenere guarigioni» (fr. 112). Continua a leggere “L’assurda presunzione”

Cultura salentina

Confabulazioni filosofico matematiche

Non cercate di risolvere i vostri problemi d’amore ricorrendo alle formule algebriche

di Pierluigi Camboa

Mark Rothko

In questa epoca che qualcuno definisce post-Covid, ma che, purtroppo, “post” non è, abbiamo vissuto un lungo periodo di confinamento (lockdown), dopo il quale siamo tornati a vivere sotto la scure  e qualcuno di noi, per evitare di piombare nella depressione, ha cercato di impegnare parte del proprio tempo in esercizi mentali a volte illusori e oziosi; per quanto mi riguarda, i miei personali esercizi si sono dipanati in strampalate confabulazioni filosofico-matematiche, rivolte a due fondamentali entità dell’anima: l’amicizia e l’amore. Continua a leggere “Confabulazioni filosofico matematiche”

Cultura salentina, Saggio

Anime dell’antica filosofia

di Rocco Aldo Corina

Quanti nomi negli anni mi sono passati sotto gli occhi, nomi di anime tristi, nomi di vati dal «variato canto»[1], come l’Orfeo divino che un tempo ci svelò i misteri. Ma «io, grazie alle Muse mi portai in alto», dice Euripide[2]. Perciò forse mi sfuggì Epimenide che innalzò, ahimè!, in Atene «altari alla Superbia» ed alla «Sfrontatezza»[3] con mancanza di ritegno purtroppo, ma nei confronti di chi, degli altri? Perciò forse mi sfuggì, perciò non mi piacque. Come poté allora – secondo Pausania – purificare varie città, fra cui Atene[4], dal sacrilegio di Cilone – per Suidas –, con che cosa?, con versi lodatori di enigmatici misteri, eleusini non di certo, per cui secondo alcuni due giovani morirono (per mano di chi?) per motivi di espiazione, se è vero che fu allontanata dalla città la terribile sventura?, la pestilenza – insomma – di cui si disse? Meglio Ferecide di Siro che per primo scrisse sulla natura e l’origine degli dèi. Sostenne anche che l’anima umana fosse immortale. Teopompo scrive che invitò i Lacedemoni a stare lontani dall’oro e dall’argento, dalla ricchezza, insomma, onde onorare la povertà figlia di amore. Ma ciò – secondo Pitagora, suo discepolo – gli era stato ordinato in sogno da Eracle. Continua a leggere “Anime dell’antica filosofia”

Cultura salentina, Saggio

Se l’amore può tutto… (sulla scrittura di Matteo Carecci)

di Rocco Aldo Corina

A volte, e non solo a volte, dico che la poesia può salvare il mondo, quella buona però. E Matteo è «davvero pronto a voler cambiare – come lui sostiene – qualcosa nella vita». Come? «Prima di tutto – dice – non odiare, perché odiare è il primo passo verso la morte». E qui mi ricorda Saffo, pronta a dire in ogni istante che solo l’amore può tutto nel senso buono, naturalmente. «Non odio nessuno io perché la mia anima è buona», è detto in un frammento dell’antica poetessa greca. «T’era caduto un fiore dai capelli, lo raccolsi io», è dunque nell’estro di Matteo Carecci, e «sopra un soffice letto il desiderio» e magari «molte corone intrecciate di fiori», come vuole Saffo, la cui «luna dalle dita di rosa vince tutte le stelle» mi riporta alla luna di Matteo «che illumina», però, «per quel che può» – per l’umiltà che ha in sé – i suoi passi nel «sapore di un nuovo azzurro» in una vita «al di là della notte». Dunque «azzurro» e «notte» e notte non come fine nella mente di Hikmet, per dire della gioia che può esser di tutti perché «lo splendore dalle acque nere del passato» apparve, dice Wilde. Continua a leggere “Se l’amore può tutto… (sulla scrittura di Matteo Carecci)”

Cultura salentina, Mitologia

Segina la principessa amazzone

di Franco Albani

© Gianfranco Budano: Riserva Naturale Statale Le Cesine

La riserva naturale delle Cesine, riconosciuta come tale solo nel 1977 – fino ad allora aera malsana e malarica per via dei bacini palustri “Salapi”, “Pantano Grande” e “Pantano Piccolo” – deve il suo nome al termine “Segina” ossia “area incolta”. Continua a leggere “Segina la principessa amazzone”