Cultura salentina

Il naufragio del mercantile Peppinella

di Lucio Causo

Il naufragio del mercantile Peppinella per certi versi ricorda la drammatica fine dell’Andrea Doria, il maestoso transatlantico agli ordini del Comandante Piero Calamai, già eroe di guerra e decorato al valore, colato a picco il 26 luglio 1956 dopo essere stato speronato dallo Stokholm, all’epoca nave passeggeri battente bandiera svedese. Continua a leggere “Il naufragio del mercantile Peppinella”

Cultura salentina

Quando a Maglie si abbattevano le chiese

di Dario Massimiliano Vincenti

Le serate sul terrazzo con aranceto e lucine colorate che facevano festa lì tra tavolini, gli invitati di sempre e il tovagliato e l’argenteria che ricordavano la “dote” di quell’antico palazzo di metà Ottocento. Questo ricordavo, tra giocattoli di legno e grandi vassoi con biscotti e dolciumi che attraversavano l’enorme stanza dei giochi in cui ci trovavamo io e le mie sorelle e altri bambini. Cadevano le stelle là fuori la stanza, un venticello quasi le raccoglieva in filandole e giri, e amavano la bella serata. “Sì, gradisco un sorso di limonata; Continua a leggere “Quando a Maglie si abbattevano le chiese”

Cultura salentina

Isabella Castriota Scanderbeg

Donna del Salento

(1704 – 1749)

di Lucio Causo

Nel 1720, il Barone Filippo Guarini (o Guarino), Signore di Tuglie, ormai non più giovanissimo, sposò una nobile sedicenne, Isabella Castriota, educanda nel Convento delle suore  di Santa Chiara di Gallipoli.

La giovane Isabella, perduta ogni speranza di avere un figlio, nel 1727 si separò dal marito e andò a vivere nel Conservatorio di Sant‘Anna, nella città di Lecce. Rimasto solo, Filippo, bisognoso di cure e di affetto, prima di morire, donò il Feudo di Tuglie al nipote Giuseppe Ferdinando Venturi, Duca di Minervino, i cui discendenti oltre al feudo, ebbero anche il titolo di Marchese di Tuglie. Continua a leggere “Isabella Castriota Scanderbeg”

Cultura salentina

Memorie di un cronista di Nicola Apollonio

di Augusto Benemeglio

Il nuovo libro di Nicola Apollonio, “Memorie di un cronista” (edizioni “Espresso Sud”,2022) , non mi sorprende affatto. Da un uomo che ha compiuto gli ottant’anni , che ci consiglia Davide – come disse Borges – poco c’è da aspettarsi , fuorché l’impiego consapevole di alcune abilità , qualche leggera variazione e parecchie ripetizioni . In realtà il libro che pubblicò lo scrittore argentino, “L’oro delle tigri”, testimonia uno dei periodi più intensi e fecondi della sua attività poetica e ne documenta un volto nuovo , una diversa tonalità, più lirica, più personale, più intima. E’ un po’ quello che è accaduto con questo libro circolare, che è un valzer di ricordi nei cieli più alti e disparati delle avventure di un cronista. Come diceva Rilke ne “I quaderni di Malte Laurids Brigge”, per scrivere un solo verso occorre prima aver veduto molte città, molti uomini e donne, molte cose . Occorre poter ripensare a sentieri dispersi in contrade e mondi sconosciuti; a incontri inattesi; a partenze da lungo presentite imminenti; a giorni trascorsi in stanze silenziose e raccolte; a mattini sulla riva del mare; a tutti gli oceani attraversati; a notti di viaggio che scorrevano altissime vie , volando sonore con tutte le stelle. Ma tutti questi ricordi solo quando si fanno in noi sangue , sguardo , gesto , in un attimo rarissimo di grazia , diventano poesia.

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Cultura salentina

La chiesa di S. Domenico a Casarano custodisce la tela di Nicola Porta che ritrae San Giuseppe da Copertino

di Lucio Causo

Tela di Nicola Porta che ritrae San Giuseppe da Copertino (Foto di Francesco Danieli, dal libro Francesco Danieli, “La Pala Capelluti”, Casarano 2011)

Il 17 giugno del 1603 in una stalla nasceva, da una famiglia assai povera, San Giuseppe da Copertino. I suoi genitori, Felice Desa e Franceschina Panaca, vivevano tra ristrettezze economiche che, alle volte, si rivelarono eccessive. La loro unione, celebrata il 27 giugno 1585, fu coronata da sei figli, ultimo dei quali il nostro S. Giuseppe, il “Santo dei Voli”. Il suo carattere era collerico e molto facile all’ira, ma egli lo corresse successivamente con la Grazia di Dio. Non brillava molto per intelligenza, non abbastanza esercitata a causa della mancanza di una educazione regolare; a scuola si distraeva ed estraniava ed era di scarso profitto. Continua a leggere “La chiesa di S. Domenico a Casarano custodisce la tela di Nicola Porta che ritrae San Giuseppe da Copertino”

Cultura salentina, Recensioni

La poesia colloquiale e persistente di Marirò Savoia

di Anna Stomeo

Una raccolta di poesie densa di suggestioni inattese, di evocazioni e di metafore che, sin dall’immagine di copertina, introducono ad un percorso riflessivo giocato sulle stagioni della vita e della parola poetica come ‘fatto esistenziale’. Continua a leggere “La poesia colloquiale e persistente di Marirò Savoia”

Arte, Cultura salentina

L’esercito dei poeti

filosofiaL’esercito della pace: I poeti

Già seicento anni prima dell’avvento del cristianesimo il primo filosofo greco ad aver lascito un testo scritto di cui ci  rimangono solo pochi frammenti scriveva:

 “Tutto è nato dall’infinito e tornerà nell’infinito”

Naturalmente sto parlando di Anassimandro della scuola di Mileto, discepolo di Talete e maestro di Anassimene e probabilmente anche di  Pitagora. Egli ‘s’interessò di Scienza e Filosofia, ma oggi voglio ricordarlo come poeta. La sua visone sull’origine della vita , sullo scontro degli opposti , del bisogno di dover scontare la colpa di essere nati e di doversi riscattare di un fantomatico peccato originale (da non confondersi con quello di Eva), lo rendono molto simile ad uno dei più grandi poeti della nostra era, quell’Ungaretti che, con un solo verso riesce a condensare tutto il pensiero epistemologico dell’Umanità: Continua a leggere “L’esercito dei poeti”

Cultura salentina

Il santuario della Madonna del Grappa in Tuglie

di Lucio Causo

Cartolina Chiesa Montegrappa

Nel 1938 il dott. Cesare Vergine per sciogliere un voto fatto alla Madonna del Grappa durante la Prima Guerra Mondiale, avuta l’adesione dei vecchi commilitoni, e delle madri e mogli dei Caduti per la Patria, fece erigere sulla sommità della collina, a nord-ovest dell’abitato di Tuglie, una chiesetta in onore della Grande Mutilata. Continua a leggere “Il santuario della Madonna del Grappa in Tuglie”

Cultura salentina, Opinioni

COGNOMEN MATRIS

di Titti De Simeis

 

Giuseppe Diso: La sera del poeta, olio su cartone telato, 2020

La questione dei due cognomi mi è sempre passata indifferente. Non mi è mai sembrato, portandone solo uno, di togliere rispetto alla maternità né che la parità dei ruoli fra genitori fosse legata all’uso o meno del cognome di entrambi. Io non mi sono mai sentita orfana di maternità né ho considerato la cosa tanto importante. Non ho mai visto il cognome come segno di privilegio del marito sulla moglie, né di inferiorità della donna rispetto all’uomo. Ho considerato ben altri argomenti in proposito e vanno oltre una burocratica registrazione all’anagrafe. Continua a leggere “COGNOMEN MATRIS”

Cultura salentina

Nell’epopea degli Ppoppiti, La ricerca dell’identità salentina

di Paolo Vincenti

Giuseppe Diso

Poppiti (Il Rosone, 1996) è un romanzo moderno che ha sapore d’antico. Ne è autore Giorgio Cretì (1933-2003), scrittore salentino, nato a Ortelle, in provincia di Lecce, ma trasferitosi presto a Pavia. Autore di vari racconti pubblicati su “Il Rosone”, la rivista dei pugliesi di Milano, e su altri periodici, Cretì, membro dell’Associazione Stampa Agroalimentare, ha dedicato i propri interessi di studio prevalentemente al settore della gastronomia e della cucina, dando alle stampe pregevoli testi come: Erbe e malerbe in cucina (Sipiel, 1987), il Glossario dei termini gastronomici, compresi i vocaboli dialettali, stranieri e gergali, annesso al volume I grandi menu della tradizione gastronomica italiana (Idea Libri, 1998), Il Peperoncino (Idea Libri, 1999), La Cucina del Sud (Capone Editore, 2000), A tavola con don Camillo e Peppone (Idea Libri, 2000), La Cucina del Salento (Capone, 2002), ed altri. Continua a leggere “Nell’epopea degli Ppoppiti, La ricerca dell’identità salentina”

Cultura salentina

Stelle

di Bruno Marchi

Egnazia di Bruno Marchi

L’aurora trascolora il mondo, tra mare e cielo lascia un segno, quasi impercettibile, difficile da cogliere perché poco è il tempo. L’alba poi giunge e la luce fuga ogni dubbio. Ogni transizione del pensiero è rimandata al tramonto, come si fa con le domande senza risposta che ci prendono in attesa della notte della vita se qualcuno o qualcosa ad ognuno rivelerà come stanno veramente i fatti.

“Tu ci credi?”, chiese Marco frugando nelle tasche alla ricerca di un fiammifero. Continua a leggere “Stelle”

Cultura salentina

Il fondotinta di Dio

Dario Massimiliano Vincenti

Picasso: Guernica

Negli occhi l’incertezza delle cose sfumate nei contorni dal chiaro di luna, al calar della sera. Poi la notte (è una notte d’altri tempi!), e la profondità del buio a Mariupol’, dove è sempre buio. Un buio amaro, che fa male.
Continua a leggere “Il fondotinta di Dio”