Cultura salentina

Nell’epopea degli Ppoppiti, La ricerca dell’identità salentina

di Paolo Vincenti

Giuseppe Diso

Poppiti (Il Rosone, 1996) è un romanzo moderno che ha sapore d’antico. Ne è autore Giorgio Cretì (1933-2003), scrittore salentino, nato a Ortelle, in provincia di Lecce, ma trasferitosi presto a Pavia. Autore di vari racconti pubblicati su “Il Rosone”, la rivista dei pugliesi di Milano, e su altri periodici, Cretì, membro dell’Associazione Stampa Agroalimentare, ha dedicato i propri interessi di studio prevalentemente al settore della gastronomia e della cucina, dando alle stampe pregevoli testi come: Erbe e malerbe in cucina (Sipiel, 1987), il Glossario dei termini gastronomici, compresi i vocaboli dialettali, stranieri e gergali, annesso al volume I grandi menu della tradizione gastronomica italiana (Idea Libri, 1998), Il Peperoncino (Idea Libri, 1999), La Cucina del Sud (Capone Editore, 2000), A tavola con don Camillo e Peppone (Idea Libri, 2000), La Cucina del Salento (Capone, 2002), ed altri. Continua a leggere “Nell’epopea degli Ppoppiti, La ricerca dell’identità salentina”

Cultura salentina

Stelle

di Bruno Marchi

Egnazia di Bruno Marchi

L’aurora trascolora il mondo, tra mare e cielo lascia un segno, quasi impercettibile, difficile da cogliere perché poco è il tempo. L’alba poi giunge e la luce fuga ogni dubbio. Ogni transizione del pensiero è rimandata al tramonto, come si fa con le domande senza risposta che ci prendono in attesa della notte della vita se qualcuno o qualcosa ad ognuno rivelerà come stanno veramente i fatti.

“Tu ci credi?”, chiese Marco frugando nelle tasche alla ricerca di un fiammifero. Continua a leggere “Stelle”

Cultura salentina

Il fondotinta di Dio

Dario Massimiliano Vincenti

Picasso: Guernica

Negli occhi l’incertezza delle cose sfumate nei contorni dal chiaro di luna, al calar della sera. Poi la notte (è una notte d’altri tempi!), e la profondità del buio a Mariupol’, dove è sempre buio. Un buio amaro, che fa male.
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Ambiente, Architettura, Arte, Cultura salentina, Storia, Territorio

NOTE A MARGINE – La migliore comunicazione “con_tiene” gli opposti

 

 

di Paolo Marzano

L’arte medievale espone una visione cupa, in ombra, torva della natura. Uno dei motivi, con molta probabilità, è da riferire al fatto che proprio la natura fu lo strumento che funzionò come vettore comunicativo facilmente confrontabile, verificabile, riconoscibile, capace di indicare per similitudine quelle connotazioni morali ben codificate; la condizione caduca dell’uomo, l’esistenza vissuta senza cognizione e impegno in un contesto di altalenante moralità, l’esitazione di seguire la retta via nell’incostante ricerca della verità o nel non riuscire ad individuare il limite tra bene e male.

Teniamo comunque presente, per l’appunto, che la maggior parte delle immagini avevano finalità educative.

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Cultura salentina, Opinioni

Di tutto tivvù

di Titti De Simeis

TELEVISIONE - BOOM ECONOMICOSono giorni di attualità impegnativa, delicati e di grande attenzione allo scenario mondiale, per molti aspetti. È un lungo periodo di notizie inaspettate, indesiderate, di disperazione, violenza ed angoscia. Ogni canale d’informazione è attraversato dai comunicati più tristi, fonte di grande preoccupazione per tutti. Continua a leggere “Di tutto tivvù”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Racconti salentini: Quella matinée al “Santalucia”

di Rocco Boccadamo

Pasquale Urso: acquaforte

Zio Donato, oltre ad aver sposato una sorella di mia madre, era anche mio padrino di battesimo, per tale ragione gli ero affezionato, diciamo così, in modo particolare e pure lui aveva un occhio di riguardo per me.

Contadino dalle fasce, sin da piccolo si era speso totalmente nel lavoro, sia al paesello, sia e specialmente in prolungate campagne di attività a Brindisi, presso una famiglia di proprietari terrieri, in seno alla quale, gradualmente, era divenuto collaboratore di fiducia per svariate funzioni: assistenza ai vigneti, raccolta e trasformazione dell’uva, conservazione del vino, cura degli uliveti e molitura dei frutti.
Insomma, zio Donato, pur essendosi formata una famiglia e arrivato ad avere un discreto numero di figli, passava la maggior parte dell’anno nel capoluogo messapico.
A parte la sede del suo mestiere di contadino, agricoltore, frantoiano, va rilevata la grandissima mole di operosità cui egli si assoggettava, senza orari, di la’ da ogni logica misura; d’altro canto, in quei tempi, non esistevano i mezzi moderni che alleviano molto le fatiche nei campi: in sintesi, il buon uomo, si “ammazzava” di lavoro.
E non è che, in caso di qualche acciacco, di cui, purtroppo, iniziò a essere toccato già da giovane, si recasse dal medico o in farmacia, i malanni, così come venivano, dovevano passare, da soli, ma, conseguentemente, col procedere, il suo fisico prese a risentirne.
Cosicché, saltuariamente, cadeva, addirittura, in pesanti debilitazioni, che lo costringevano a sottoporsi a serie terapie e cure.
Sotto questo regime di vita e di attività lavorativa, in pratica già prima dei cinquant’anni, le sue forze finirono col ridursi e, di conseguenza, zio Donato arrivò a scontare l’eccessiva operosità tenuta da ragazzo e da giovane, sotto forma di riposo impostogli.

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Cultura salentina, Opinioni

In coscienza

di Paolo Vincenti

Picasso: Guernica

La famosa foto dell’uomo che si lancia dalle Torri Gemelle nell’attentato dell’11 settembre, ormai divenuta iconica, mi ha fatto sempre pensare alla follia umana, non la follia patologica, che merita il rispetto e le cure dovute, ma quella temporanea, improvvisa, che in un momento di disperazione obnubila i sensi dell’uomo, ne annulla la capacità di discernimento e non gli fa vedere davanti a sé altra strada che quella del suicidio. Continua a leggere “In coscienza”

Cultura salentina

Note a margine

di Paolo Marzano

(foto Fausto Laneve)

Il bellissimo “Pellicano” (invisibile) sul Mausoleo degli Acquaviva d’Aragona di Nardò del 1545
Elencammo già i dettagli e i colti riferimenti di questo straordinario monumento quando affrontammo lo studio nel 2012. Continua a leggere “Note a margine”

Cultura salentina

Sudore umore

di Bruno Marchi

Foto di Bruno Marchi: PESCHERECCI ALLA MARINA DI TARANTO (VIA CARIATI), 1972

Nel silenzio leggero, tra le note che riempiono di poco lo spazio inseguendosi tristi, il pulviscolo illuminato dal sole del pomeriggio danza un’intonata coreografia dalla storia non chiara. Se ne può apprezzare l’impatto emotivo, comunque. Continua a leggere “Sudore umore”

Cultura salentina

e quindi Verri…

di Luca Crastolla

 

Gianpaolo Talani: Due ombre che aspettano – 100x90cm – Olio su tela – 2007

 

e quindi, Verri, un tazebao tirato in lungo

e in largo, di certo le uascèzze, le chincaglierie

e i viruzzi -più giù sono curli-, ma diamine

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