cultura meridionale, Saggio

Alcmeone di Crotone: Il primo fisiologo della storia di Medicina

di  Apostolos Apostolou

Alcmeone da Crotone

Nous è il termine che in greco designa, a partire da Omero, la facoltà di comprendere di rendersi conto di una situazione, di un evento o delle reali intenzioni di qualcuno. Continua a leggere “Alcmeone di Crotone: Il primo fisiologo della storia di Medicina”

Saggio

Una conversione dimenticata

La storia dell’autoproclamazione di un gruppo di abitanti di Sannicandro e il percorso per ottenere il riconoscimento da parte delle Comunità Ebraiche Italiane, durante il Fascismo

di Stefano Coletta
 

La storia della conversione

La nostra storia inizia con due messi notificatori del Tribunale Penale di Foggia che bussano, una mattina del febbraio 1936 (Anno XVI dell’Era Fascista), alla porta di Donato Manduzio, un contadino, residente a Sannicandro Garganico, noto con il soprannome “Caccabra” faccia di merda), unica eredità paterna. Ad aprire la moglie, Emanuela Vocino, che rassicurata che non sono agenti delle tasse, li invita a entrare, ma quale sconforto l’assale quando scopre che recano la notifica di una multa di 250 £ a carico del marito Donato Manduzio.  La donna inizia a imprecare e a contestare “Ma come può essere che mio marito ha fatto qualcosa, se è paralitico e trascorre tutto il tempo a casa! Ma s’è ammattito quel cornuto del Giudice di Foggia!” Inutile cercare di farla ragionare. Solo dopo molto tempo riescono a spiegare che la multa è frutto delle riunioni religiose che tiene il marito nella sua casa.  “Cosa c’è di male!” risponde la donna. Il male sta nella decisione di Donato di autoproclamarsi ebreo e di aver fatto proseliti tra la popolazione del paese. Continua a leggere “Una conversione dimenticata”

Arte, Storia

LA MADONNINA DEL GRAPPA

di Lucio Causo


 

Nel 1938 il dott. Cesare Vergine, medico-soldato di Tuglie, riunì i reduci, combattenti, mutilati, madri e vedove della Grande Guerra per progettare la costruzione della chiesa di Montegrappa sulla collina di Tuglie (Lecce). La chiesa a forma di sacello fu costruita nel 1940 senza il campanile dall’impresa De Salve Vincenzo. Il campanile, su progetto del geom. Ernesto Gatto, fu costruito, dal 1951 al 1953, dall’impresa Toma Elio fu Pietro ed inaugurato nell’agosto del 1954. La chiesa fu definita Santuario di Montegrappa, per le finalità storiche e religiose che rappresentava, nel Bollettino Ufficiale della Diocesi di Nardò nel Novembre del 1953.

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Storia

La storia dietro a un quadro (prima parte)

E’ incredibile come la storia, nel suo incessante dipanarsi, celi il suo eterno racconto nella miriade di manufatti che costantemente l’uomo produce nel corso della sua breve vita; è quella dimensione che gli storici amano identificare come cultura materiale. Continua a leggere “La storia dietro a un quadro (prima parte)”

Saggio, Storia

La Confraternita de Morti di Ortelle

di Clemente Leo

manoscritto

La Compagnia della Morte si costituì a Roma intorno alla metà del ‘500 allo scopo di assicurare una sepoltura ai cadaveri dei derelitti, dei poveri e di quanti, pur lavorando, non erano in grado di sostenere le non lieve spese della celebrazione funebre offerta dal clero. Continua a leggere “La Confraternita de Morti di Ortelle”

Architettura, Arte

Civitas artificiosa

Appunti sul rapporto tra l’ anacronismo delle immagini e la sopravvivenza affidabile degli ‘exempla’ nella creazione della scena urbana (prima parte).

1-copertina

 “L’abitudine ci impedisce di vedere e di sentire gli oggetti. Bisogna ‘deformarli’, dar loro una nuova forma affinché il nostro sguardo si applichi ad essi: questo è il fine delle convenzioni artistiche, questo è il ruolo puramente innovatore dell’arte sui meccanismi della percezione”

AA.VV., Théorie de la literature, Paris, 1966, p. 16

Tzvetan Todorov

 

L’ imago urbis si fonda sulla compositio loci. Per comprendere alcune realtà urbane formatesi in determinati periodi storici e delle quali rimangono in evidenza delle reali tracce strutturali, dobbiamo partire da questa premessa per poterci accedere. Muoversi alla ricerca di luoghi con queste caratteristiche vorrebbe dire promuovere un genere di indagine fisica e percettiva che molto avrebbe da dichiarare sulla concreta costruzione delle ‘stanze’ ad uso e consumo della memoria e quindi della nostra conoscenza. Continua a leggere “Civitas artificiosa”

Scrivere il Salento

Tuglie: crisi economica e ampliamento del territorio

 di Lucio Causo

Tuglie Panorama da PonenteNel 1816 il Catasto aveva attribuito a Tuglie una superficie di 207 ettari. Nella ripartizione territoriale di quel Catasto non si tenne conto delle condizioni di miseria in cui si trovavano i tugliesi, del numero delle persone che vivevano nei paesi vicini (Gallipoli, Neviano, Sannicola, Parabita, Alezio) e neanche dell’ importanza presente e futura dei vari Comuni.

Si tenne essenzialmente conto del domicilio dei proprietari del terreno, infatti, accadde che la masseria Aragona, vicinissima al paese, divenne parte di Gallipoli perché i proprietari erano domiciliati in quella città.

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Archeologia, Saggio, Storia

I Manieri ceramisti di Nardò: argilla, fuoco e affari

di Riccardo Viganò

Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778
Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778

I primi rappresentanti della famiglia Manieri erano giunti in Nardò agli inizi del ‘500. La loro provenienza non è nota poiché i primi documenti disponibili risalgono alla seconda metà del XVI sec. ovvero al periodo in cui la famiglia risultava già residente in loco. Alcuni studiosi ipotizzano una sua origine veneta altri, invece, come proveniente dall’Abruzzo; entrambe, qualunque sia quella esatta, sono state regioni con una grandissima tradizione ceramica.

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Archeologia, Storia

L’insediamento ciclopico rupestre nella campagna di Melendugno (Le)

di Paolo Rausa

Il palazzo ciclopico rurale, Meledugno
Il palazzo ciclopico rurale, Meledugno

Ulivi e menhir, la terra del Salento nasconde tesori che la natura e il tempo hanno preservato per noi. A Minervino di Lecce e Giurdignano si allineano le pietre itifalliche erette verso il cielo come per innalzare la potenza umana sull’Olimpo. Con il maestro scultore nel duro e venato legno di ulivo Vincenzo de Maglie, originario di qui, raccogliamo l’invito di Donato Santoro a Melendugno per una introspezione bucolica, in dolce compagnia, alla scoperta di tracce del passato, massi sovrapposti in ordine a simulare una casa o un tempio, un luogo sacro.

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Storia

Cento anni fa la tragedia dimenticata dell’incrociatore Léon Gambetta

di Pier Francesco Liguori

L’affondamento dell’incrociatore francese «Léon Gambetta» davanti alle coste salentine il 27 aprile 1915, con i suoi 728 uomini d’equipaggio, è una delle tragedie meno conosciute della I Guerra Mondiale.

L’incrociatore Corazzato Léon Gambetta (Brest 1902 – S. Maria di Leuca 1915)
L’incrociatore Corazzato Léon Gambetta (Brest 1902 – S. Maria di Leuca 1915)

IL CONTESTO STORICO

La Triplice Alleanza che legava l’Italia agli Imperi Centrali (Austria-Ungheria e Germania) stipulata nel 1882 e più volte rinnovata, aveva carattere difensivo, così quando il 23 luglio del 1914 l’Austria inviò il suo ultimatum alla Serbia, il Governo italiano guidato da Antonio Salandra decise per la neutralità. L’entrata in guerra dell’Impero Ottomano a fianco dell’Austria, preceduta dalla caduta del neonato regno d’Albania, sostenuto dall’Italia per contrastare la Serbia sull’Adriatico, ebbe l’effetto però di rimescolare le carte. La caduta del fragile regno, infatti, esponeva il piccolo stato alle rinnovate mire dei vicini, principalmente di Grecia e Serbia.

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Architettura, Arte, Cultura salentina

Il vuoto e l’eccedente

Note intorno all’equivoco ‘barocco’ nel Salento (parte prima)  1 LECCE

… il barocco leccese è un tema eccezionale, o eccentrico, ma paradigmatico: l’argomento si presta all’analisi di una produzione di tipo artigianale e di senso collettivo nonché a lumeggiare il meccanismo storico per il quale solo nel Settecento e riformisticamente si produce il passaggio – altrove in atto da tre secoli – dalla vecchia situazione alla nuova che è caratterizzata dal distacco tra attività di progettazione ed esecuzione materiale dell’opera. Questo ritardo ha l’effetto di saldare la parabola storica moderna attraverso un lungo medioevo baroccheggiante, senza percorrere i passaggi del rinascimento, del manierismo e del barocco stesso linguisticamente inteso nel senso più proprio”.

(In Strutture e personalità del Barocco leccese, cap. I, pag. 11, in Architettura Barocca a Lecce e in terra di Puglia, Maurizio Calvesi e Mario Manieri-Elia, Carlo Bestetti – Edizioni D’Arte, Milano-Roma. Fotografie di Maurizio Puolo, Dicembre 1970). Continua a leggere “Il vuoto e l’eccedente”

Storia

Il brigante Pizzichicchio

di Antonietta Trono

Il brigante Pizzichicchio
Il brigante Pizzichicchio

Le gesta del brigante Pizzichicchio sono documentate storicamente, ma ebbero una tale carica epica da diventare patrimonio leggendario del territorio martinese. Erano in trentasette, tra contadini, pastori e artigiani martinesi di età variabile fra i 18 e i 22 anni, che avevano in Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio, l’indiscusso leader.

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