Scrittori salentini

Consigli per combattere scientificamente la sfiga nel 2019

Opera di Johan Heinrich Fussli

Una doverosa premessa, consiglio la consultazione della grande enciclopedia online, la nota Wikipedia (questa precisazione vale come indicazione delle fonti bibliografiche alle quali mi sono rifatto).

Tutti conoscono, ne sono certo, la famosa “Legge di Murphy”; a chi intendesse approfondire l’argomento, consiglio la lettura dello stupendo e ironico testo di Arthur Block, La Legge di Murphy e altri motivi per cui le cose vanno a rovescio!. Continua a leggere “Consigli per combattere scientificamente la sfiga nel 2019”

Scrittori salentini

Il presule

di Antonio Sagredo

Traggo questa pagina da un mio racconto picaresco (non edito) del 1987 dove sono recitate e raccontate decine di eventi in contrade salentine con un linguaggio simbolico-mitico-magico, ecc. Spero che piacerà ai lettori salentini, poiché fu un omaggio privato che allora manifestai in uno stato mio mentale davvero esaltante.

Peltasta trace

Il presule, ch’era pure un illustre erotografo fu colpito da esicasmo galoppante e… e alla sventura non poté reagire che travestendosi da peltasta, ingiungendo ai seminaristi di mascherarsi da bardassi: qualcosa di osceno intuiva nelle intenzioni di quelli e doveva saperlo… e non s’accorse che si tirò dietro tutte le bande musicali dei rioni e delle contrade più lontane, i quali riconosciutolo obbedirono ad una sua vecchia, arbitraria, e gratuita disposizione: di seguirlo dovunque andasse. Continua a leggere “Il presule”

cultura meridionale, Gastronomia, gastronomia, Tradizioni

Regalo di Natale

di Elena Tamborrino

Le pittule, ce suntu me sai dire?
Nu picca de farina a mmenzu all’oiu.
Ma lu Natale nu se po’ sentire se mancane le pittule, lu meiu!

Osservava l’impasto appiattito sul fondo della coppa. Si sarebbe dovuto alzare quasi fino all’orlo, pieno di bollicine, risultato della fermentazione della pasta. Continua a leggere “Regalo di Natale”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini, Scrivere il Salento, Tradizioni

Il Natale dei poveri

di Lucio Causo

Giorgione: Natività Allendale, (cm. 89 x 111,5 National Gallery di Washington)

Ricordo che quando arrivavano le feste di Natale la ragazza che si girava in casa per aiutare la mamma nelle faccende quotidiane, faceva sempre la stessa domanda:

    “Che cosa fanno i poveri il giorno di Natale?”. Continua a leggere “Il Natale dei poveri”

Bozzetti di viaggio, Cultura salentina, Scrittori salentini

Il Natale in Alsazia – Diario di viaggio

di Lorenzo De Donno

Colmar (Alta Alsazia), 8 dicembre 2017

Quattro note, che si ripetono in un crescendo per nulla scontato, quasi drammatico, che segue un’ouverture fuori spartito, a labbra chiuse, che simula l’alzarsi del vento invernale delle steppe dell’Ucraina. Continua a leggere “Il Natale in Alsazia – Diario di viaggio”

Poesia, Poesie, Tradizioni

Alba di zampognari

di Giusy Agrosì

Giacomo Moretti: Zampognari, olio su tela, 100x120cm

Sono sveglia
eppur mi par di sognare.
Gli Zampognari annunciano la gioia
sfidando il freddo e il tempo
quando la città è ancora assopita
sotto le coltri della quotidianità. Continua a leggere “Alba di zampognari”

cultura meridionale, Cultura salentina, gastronomia

Il pane e la puccia salentina

di Elena Tamborrino

puccia salentina

Andavo in Salento in vacanza, da nonna Consiglia e zia Maria. Appena finiva la scuola, la zia veniva in Toscana a prendermi e mi portava giù, a casa della nonna, dove trascorrevo due mesi pieni di sole e di mare, con la controra afosa che trascorrevo leggendo di nascosto, perché in famiglia si sosteneva che dopo mangiato si dovesse dormire. Per forza. Io non ci riuscivo, per quanto mi concentrassi sul frinire delle cicale, ma non c’era nulla da fare: allora sgattaiolavo fuori dal letto sistemato ai piedi del lettone della nonna e della zia e mi rifugiavo nella sala da pranzo, su un divano, dove mi stendevo con un libro tra le mani. Poi la zia si alzava e dalla cucina sentivo diffondersi l’odore del caffè. La casa si risvegliava dal sonno pomeridiano, troppo presto ancora per sperare che l’aria rinfrescasse con il calar del sole e così si restava ancora, per almeno un’altra ora, nella penombra delle serrande a metà. Continua a leggere “Il pane e la puccia salentina”