Cultura salentina, Recensioni

Enrico Galiano – Dormi stanotte sul mio cuore –

di Elena Tamborrino

Poche parole per consigliare un libro che ho appena finito di leggere nella sua versione digitale. Avevo bisogno di una lettura che scorresse facile, di una storia agile: non di un libro banale, attenzione, non di un libro leggero. Continua a leggere “Enrico Galiano – Dormi stanotte sul mio cuore –”

Recensioni

Mario Soldati – I racconti del Maresciallo

di Elena Tamborrino

mario soldati

Come spesso mi accade, ogni tanto ho bisogno di leggere storie un po’ datate, che mi diano il gusto di uno stile narrativo ormai perduto e di un mondo altrettanto tramontato. In realtà, se è vero che un certo mondo, una certa società, i suoi luoghi comuni, i riti collettivi, le relazioni tra i ruoli sono oggi decisamente superati (e sarebbe bizzarro se non fosse così), dall’altra parte la lettura di autori che hanno pubblicato le loro opere nella seconda metà del secolo scorso, raccontando già un mondo ‘moderno’, restituisce al lettore una visione linguistica e lessicale della narrazione che è un vero piacere assaporare. Continua a leggere “Mario Soldati – I racconti del Maresciallo”

Poesie, Scrittori salentini

Un solo filo

di Maria Grazia Anglano

 

G. Diso: “Casolare abbandonato “, olio su cartone telato, 2020

 

Cosicché, attraversiamo tante vite, per fuggire la nostra.
Come da foglia a foglia, dello stesso albero. 
E c’è un solo filo, lungo e sottile,

Continua a leggere “Un solo filo”

Racconti, Scrittori salentini

Luna

di Titti De Simeis

‘… una coppia: lei ha in braccio un gattino, rosso striato, il pelo lungo e una coda che le avvolge il braccio. Mi fermo e le chiedo se posso accarezzarlo.

– ‘Certo, che puoi’ –

Mi dice che è una femminuccia, ha cinque mesi, è una trovatella e si chiama Luna. Avvicino la mano al suo musetto e comincia ad annusarmi, a leccarmi e a mordicchiarmi, a giocherellare con i miei anelli, a stringere le mie dita tra le sue zampe. È buffa e tenera. Le faccio un grattino sulla fronte. Continua a leggere “Luna”

cultura meridionale, gastronomia

Consumi autunnali

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Mallia: La zucca, olio su tela

ZUCCA & CIOCCOLATO

CIOCCOLATO – Non so… Aspetto il fresco ma anche l’autunno avrà i suoi effetti collaterali, ora il divano diventerà ancora più accogliente e l’ozio sarà morbido e avvolgente come i plaid di pile, con stampa natalizia o leopardata, ricevuti in omaggio dal supermercato lo scorso inverno. Il televisore sincronizzato su un canale tematico, con un documentario di panorami boschivi, lacustri o fluviali, dove i passerotti cacciano i vermetti e si rintanano nel nido, con gli scoiattoli assonnati nel cavo dei tronchi e gli uccelli migratori che partono per svernare in Africa, farà il resto. Sarà meno faticoso muoversi ma sarà più bello poltrire e, allora, rimettere su qualche chilo sarà fatale. Continua a leggere “Consumi autunnali”

Poesie, Scrittori salentini

Claudia delle biblioteche

di Biagio Liberti

“Le more raccoglile lontano dalla strada”
avevi strane espressioni dopo l’ amore
e prima di partire per Chicago


“se trovi un fiore nel cemento dei marciapiedi
verso il tube, raccoglilo e mandamelo,
in cartolina panoramica”

Continua a leggere “Claudia delle biblioteche”
Cultura salentina

Almanacco di ottobre

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Diso: Olio su cartone

Il sole è ancora giallo ed esagerato, come lo disegnano i bambini all’asilo. Anche la luna, stanotte, era uno spettacolo: luna piena, bella e sprecata giacché a lei gli spettatori, di norma, si negano, o le riservano sguardi distratti, preferendo le rappresentazioni e le riproduzioni all’originale. Oppure cedono al sonno dei giusti o a quello cercato da coloro che non reggono a lungo i pensieri. Continua a leggere “Almanacco di ottobre”

Racconti, Scrittori salentini

La potatura

di Lorenzo De Donno

Francesco Capuano: Paesaggio con alberi, olio su tela

Poi decisero di alleggerire, con una potatura chirurgica, gli alberi che seguivano il muro di cinta del nostro cortile: un enorme abete e un’altra splendida conifera, forse un cedro del Libano, che sembrava – con i suoi rami protesi a raggiera – abbracciare il mondo dal basso e assorbire l’energia dell’universo con le cime più alte. Erano cresciuti tanto che ormai avevano superato i terzi piani, erano diventati invasivi rispetto ai fabbricati e un fortunale avrebbe potuto sradicarli, o rompere i rami più grossi, e creare danni alle cose e alle persone. Era un sacrificio necessario. Continua a leggere “La potatura”

Cultura salentina, Recensioni

LA CREATIVITA’ SUBLIME

Sul romanzo“Andata e ritorno” di Tina Cesari

di Rocco Aldo Corina

G. Diso, Giovanni Pascoli, olio su legno, cm 70×80

Quelle macchie azzurre che son fiori di brina rossa, «furia cupa dei rampicanti» direbbe Neruda, risoluti affanni negli anfratti invisibili del tempo, bianche corolle nei crepuscoli infelici come la selva e il mare, piombano in me coi palpiti degli inverni piovosi. Dolcissimi strali mi giungono in un andirivieni di sorrisi, sussurri evanescenti quei moti dell’anima, quei «folli rimpianti, i sudori di sangue io li conoscevo», ma «in silenzio continuammo a girare». Sì, «è dolce danzare al suono dei flauti su occhi avidi per un ultimo sguardo al cielo». C’è Wilde in questi versi, c’è il sussurro della sera nei pensieri che non hanno parole. Sui muri delle ciminiere impazzite nell’oblio – per Hikmet – delle «superfici piane», trovo smeraldi blu. Ma «la ribalta è lunga» per Rimbaud come «la cetra armoniosa» di Saffo che «ama i poeti», «ombra di rose» che «da mormoranti fronde stilla sapore», «ricchezza senza virtù» «quando per tutta la notte il sonno li prende».

Continua a leggere “LA CREATIVITA’ SUBLIME”