Cultura salentina

Il pane e la puccia salentina

di Elena Tamborrino

Andavo in Salento in vacanza, da nonna Consiglia e zia Maria. Appena finiva la scuola, la zia veniva in Toscana a prendermi e mi portava giù, a casa della nonna, dove trascorrevo due mesi pieni di sole e di mare, con la controra afosa che trascorrevo leggendo di nascosto, perché in famiglia si sosteneva che dopo mangiato si dovesse dormire. Per forza. Io non ci riuscivo, per quanto mi concentrassi sul frinire delle cicale, ma non c’era nulla da fare: allora sgattaiolavo fuori dal letto sistemato ai piedi del lettone della nonna e della zia e mi rifugiavo nella sala da pranzo, su un divano, dove mi stendevo con un libro tra le mani. Poi la zia si alzava e dalla cucina sentivo diffondersi l’odore del caffè. La casa si risvegliava dal sonno pomeridiano, troppo presto ancora per sperare che l’aria rinfrescasse con il calar del sole e così si restava ancora, per almeno un’altra ora, nella penombra delle serrande a metà. Continua a leggere “Il pane e la puccia salentina”

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cultura meridionale, Recensioni

Due parole sulla poesia di Alfonso Guida

di Luca Crastolla

Edward Hopper, 1927

I versi che seguiranno sono di Alfonso Guida e ritengo compongano uno dei suoi testi più complessi e affascinanti; ne faccio occasione per parlare della figura del poeta e della poesia.

Non sono un critico, sono uno che tenta versi nel duplice significato che possiamo rinvenire nel verbo “tentare”: il primo mette al riparo dal prendermi troppo sul serio; il secondo dice della relazione seduttiva che ho con la parola, del tentativo che faccio di portarla dalla mia parte.

Non sono un critico e non posso nemmeno dire che questa poesia l’abbia analiticamente fatta mia (poco male), tuttavia mi accompagna da un po’. Del resto credo che la parola poetica non debba essere una parola di facile consumo ma una parola con cui cimentarsi (se ci ammalia/ammala). Credo che, in questo nostro tempo in cui tutto si consuma in fretta, la poesia debba essere la sospensione, l’arresto, il sabot. Continua a leggere “Due parole sulla poesia di Alfonso Guida”

Cultura salentina, Tradizioni

Santa Barbara

di Lucio Causo


Nella Leggenda Aurea si narra che Santa Barbara era una ragazza di grande bellezza il cui padre, Dioscoro, per gelosia, la chiuse in una torre del castello per scoraggiare le attenzioni di numerosi corteggiatori. Quando scoprì che si era fatta Cristiana, Dioscoro fece per ucciderla, ma lei fu miracolosamente allontanata dalle sue mani. Allora lui la denunciò alle autorità competenti che la sottoposero alla tortura. Lei rifiutò di rinunciare alla sua fede, al che fu ordinato al padre di ucciderla lui stesso. Dioscoro lo fece e immediatamente fu colpito da un fulmine e ridotto in cenere. Le varie versioni di questa storia differiscono riguardo al tempo e al luogo e vanno dal 235 al 313, in Egitto, a Roma, in Toscana o altrove. Continua a leggere “Santa Barbara”

Poesia

Parlano la nostra stessa lingua i Galli?

di Maria Rosaria Madonna

Parlano la nostra stessa lingua i Galli?
Si sono riuniti in camera di Consiglio il Console
con i Tribuni della plebe
e i Legati del Senato… c’è un via vai di toghe
scarlatte, di faccendieri
e di bianche tuniche di lino dalle dande dorate
per le vie dell’Acropoli… Continua a leggere “Parlano la nostra stessa lingua i Galli?”

Scrivere il Salento, Tradizioni

O Salento (griko) / Il Salento: paese ca vai usanza ca trovi

di Eufemia Attanasi

 

“L’attesa”, acquaforte (Pasquale Urso)

 

O Salento ene ghi jomài tis storia, cultura ce tradiziune. Ettù en ene òrrio manechà to calocèri me tin thàlassa ma e mère tu Christù, puru ka en echi to chiòni, ine jomàte tis tradiziuna. O Christò ene e festa pù torùme tus dikùmma ce tus filu, cundu lei to dittèrio “A Natale cu li toi, a Pasca cu ci voi”. Ma apù ‘na paìsi ston àddho sòzi vrìki kammìa differenza. Continua a leggere “O Salento (griko) / Il Salento: paese ca vai usanza ca trovi”

Scrivere il Salento

La zita te Turre

di Lucio Causo

Raffaello: Lo sposalizio della Vergine

Ancora oggi si racconta che, in epoca remota, nel piccolo borgo te Turre, un corteo nuziale, formato dalla promessa sposa, dai familiari e dagli amici, si recasse in chiesa dove si doveva celebrare il sacro rito delle nozze con il fasto che la cerimonia comportava. Continua a leggere “La zita te Turre”

Cultura salentina

Sigismondo Castromediano, il duca bianco

di Lucio Causo

Sigismondo Castromediano

Sigismondo Castromediano, duca di Morciano e marchese di Cavallino, patriota, archeologo e letterato, discende dalla famiglia di Kiliano di Lymburgh, sceso in Italia nel XII secolo con i normanni. Questa famiglia ha dato capitani, giudici e notai, baroni e marchesi alle terre di Petrapertosa, di Castelbello, di Cerreto, di Morciano, di Ussano, di Vermigliano, di Tafagnano, di Sanarica e di Zollino. Sigismondo Castromediano, il duca bianco, come lo chiamava la baronessa Adele Savio di Bernstiel, è nato a Cavallino (Lecce) il 20 gennaio 1811 da Domenico, duca di Morciano, e dalla marchesa donna Maria Balsamo. Continua a leggere “Sigismondo Castromediano, il duca bianco”

Cultura salentina

Tra cento anni

di Bruno Marchi 

Uno, due e tre. Non di più, non di meno. Che la sequenza sia sempre la stessa per non cambiare il mondo e rimanere lo stesso, com’era quando stavo a casa.

Uno, due e tre squezee url alfresh om.

Gl’incubi andranno via, gli sbucanti smetteranno di attraversare le pareti e le voci si spegneranno come stoppini di candele di cera strutta. Continua a leggere “Tra cento anni”

Cultura salentina

Passano i pianeti

di Adriana Pulití

Rivedi la volta,
la presta mattina
che lei arrivò, e senza
conoscerci saltò
dal mezzo,
quindi su con noi
e l’estesa compagnia.
Risenti le risa – la
giusta causa teneva
ogni singulto -, e la nuova
amica fidava, porgendo
le sue entusiaste forze.
Che stima, che risa, che
tempi, il pienosenso (?)
di allora; rammenti?
Ancora tendi di lato
Continua a leggere “Passano i pianeti”

Antropologia culturale, Opinioni

Lifestyle

di Lorenzo De Donno

Station essence, Edward Hopper, 1940

Passo davanti a un distributore di sigarette. La cellula fotoelettrica mi intercetta e mi pone una domanda con una voce artificiale e metallica che mi ricorda immediatamente quella dei navigatori per auto. Andando più indietro nella memoria, però, si riaffaccia il ricordo dei robot dei film di fantascienza degli anni 60. È un flash che mi riporta ai cartoni animati dei Pronipoti e alle puntate di UFO e Spazio 1999. Ci immaginavamo un futuro di ragazze con i capelli blu, di abiti argentati e aderenti che avrebbero isolato perfettamente dal caldo e dal freddo, e una base sulla Luna dove dei piloti giovani e coraggiosi avrebbero vigilato su di noi. Decollando con le loro astronavi “Aquila”, avrebbero respinto ogni invasione aliena. Già! All’epoca si pensava che nel 1999 gli Ufo si sarebbero palesati con pessime intenzioni contro l’umanità. Continua a leggere “Lifestyle”

Archeologia, Scrivere il Salento

CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO-CAPITELLO DEI GRIFONI

di Rita Paiano

 

Quanto può raccontare un capitello! Nella Cripta della nostra cattedrale idruntina ve ne sono ben 65. Ognuno di essi ci narra di epoche che si sono susseguite. Se socchiudiamo gli occhi, malgrado ci troviamo in una Cattedrale, luogo di pace, udiamo il frastuono di cavalli, di spade, di grida di guerrieri. Come susseguirsi di diapositive vediamo eserciti in movimento, invasioni, distruzioni e finalmente, fra un assalto e l’altro, brevi periodi di pace, in cui i vincitori ostentano in ogni campo la loro grandezza, credendo o sperando di affidarla all’eternità.

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