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Come le rondini

di Giuseppe Santoro

Spesso guardandoti mi chiedo
perché è così dura la vita
per una madre che ha dato tanto
di più, senza mai chiedere troppo. Continua a leggere »

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        di Apostolos Apostolou

La prima commedia nella storia di teatro. La commedia teatrale di Sicilia e di Salento

Un attore impersona uno schiavo atticciato. Scena di farsa fliacica da un cratere a calice siceliota a figure rosse (350–340 a.C.) Museo del Louvre, Parigi. Da Wikipedia

Nel teatro classico non esistono solo due forme teatrali (cioè tragedia e commedia)  ma anche esiste una terza che si chiama  farsa fliacica. Possiamo vedere le forme teatrali in mondo classico. Tragedia (in greco τραγωδία=canto dal capro, da τράγος= capro e ωδή=canto. L’etimologia “canto che ha come premio un capro”, oppure più probabilmente, “canto che di attori mascherati da capri”collega la tragedia al culto di Dioniso, in particolare al dramma satiresco, in cui i Satiri (i capri) formavano il corteggio di Dioniso. La stessa tragedia nata dai riti del culto religioso, conteneva i grandi temi della vita e del destino dell’uomo. Secondo Aristotele la tragedia «è mimesi di un’azione seria e compiuta in se stessa con una certa estensione; in un linguaggio abbellito di varie specie di abbellimenti, ma ciascuno a suo luogo nelle parti diverse; in forma drammatica e non narrativa; la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare e purificare l’animo da siffatte passioni». [1] Continua a leggere »

di Lorenzo De Donno

Picasso: Guernica

Non è ancora giorno ma sono già sveglio, e ho una strana agitazione addosso. Provo a scrivere con la stilografica sul mio taccuino. È da troppo tempo che il numero delle pagine bianche è invariato e da altrettanto tempo ho scoperto che un taccuino da scrittore fa scena ma non è, di per sé, un catalizzatore di buone ispirazioni. Ascoltare il pennino che graffia la carta, lasciando inciso il suo segno nero, però fa compagnia. L’odore di tipografia dell’inchiostro liquido è evocativo, quasi inebriante. Continua a leggere »

di Alfredo Zumini

a Mircea Cartarescu

© Giuseppe Diso: Copia di Figura (olio su tela, cm 60×100, 2010)

in un bar qualunque sotto portici
tra i vortici dei bicchieri birichini
e i clacson i videogiochi l’anidride
il suo seno litiga con la polo Continua a leggere »

da Wikipedia

Ermete Trismegisto in un intarsio della Cattedrale di Siena

L’Ermetismo

Per capire appieno la genesi di quel complesso artistico letterario che va sotto il nome di ermetismo, forse ci converrebbe fare un lungo passo indietro fino al II e III secolo dopo Cristo,  quando prese corpo una corrente filosofica che affondava le sue radici nel “Corpus Hermeticum”, un testo pregno di formule magiche, occultistiche, alchemiche, scritto  da un personaggio  leggendario ma  venerato come maestro di somma sapienza come ci suggerisce il suo stesso nome: Ermete Trimegisto cioè il “tre volte grandissimo”. Continua a leggere »

Era lì

di Laura Rotella

Lucia Sandroni: E dolcemente ondeggiare nel rosso tramonto – (olio su tela 50×70 tecnica a spatola)

Era lì…
Immobile…
Fragile sfinge
a mirare
il lento quietarsi Continua a leggere »

Il manoscritto

di Franco Melissano

Galeotto il manoscritto e chi ne fu l’autore. Non avrei durato l’improba fatica di tradurre in versi tanti passi dell’Eneide e del De Rerum Natura, se non lo avessi trovato. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere »

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