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La storia dell’autoproclamazione di un gruppo di abitanti di Sannicandro e il percorso per ottenere il riconoscimento da parte delle Comunità Ebraiche Italiane, durante il Fascismo

di Stefano Coletta
 

La storia della conversione

La nostra storia inizia con due messi notificatori del Tribunale Penale di Foggia che bussano, una mattina del febbraio 1936 (Anno XVI dell’Era Fascista), alla porta di Donato Manduzio, un contadino, residente a Sannicandro Garganico, noto con il soprannome “Caccabra” faccia di merda), unica eredità paterna. Ad aprire la moglie, Emanuela Vocino, che rassicurata che non sono agenti delle tasse, li invita a entrare, ma quale sconforto l’assale quando scopre che recano la notifica di una multa di 250 £ a carico del marito Donato Manduzio.  La donna inizia a imprecare e a contestare “Ma come può essere che mio marito ha fatto qualcosa, se è paralitico e trascorre tutto il tempo a casa! Ma s’è ammattito quel cornuto del Giudice di Foggia!” Inutile cercare di farla ragionare. Solo dopo molto tempo riescono a spiegare che la multa è frutto delle riunioni religiose che tiene il marito nella sua casa.  “Cosa c’è di male!” risponde la donna. Il male sta nella decisione di Donato di autoproclamarsi ebreo e di aver fatto proseliti tra la popolazione del paese. Continua a leggere »

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La muta delle cicale

TIZIANA PEDONE – da LA MUTA DELLE CICALE, romanzo, Botanica Ornamentale Edizioni, Maglie, 2017

Ph. Giusy De Santis

“Siamo felici che tu abbia recuperato la tua energia e il tuo sorriso, quando sei arrivata sembravi persa tra i tuoi fantasmi. Sei molto più bella adesso”. Le parole di Margherita, mi sono arrivate diritte al cuore, come una carezza balsamica mi hanno fatta stare bene. Il tempo scivola via, se mi fermo a riflettere e torno indietro con il pensiero non mi capacito, è trascorso un anno da quando sono qui. eppure mi sembra ieri. Continua a leggere »

All’alba

di Maria Cezza

di Giusy De Santis

Braccata dal caldo, non riesco il sonno.
Umida perdo me stessa, in gocce.
A volte sono più onesta a letto. Continua a leggere »

Viaggio di Ritorno

di Lorenzo De Donno

Lorenzo Cavina: (Acquerello)

C’è un piccolo pendolo a pila, acquistato in un negozietto, in Alsazia, che imita il tic tac come se fosse un orologio meccanico. Il suo ticchettio batte il tempo passato, marcando idealmente anche la distanza, e un po’ mi dispiace, come quando ci si allontana dalle cose belle, ma sta già accorciando i giorni e le ore per la prossima partenza.

Droghe

di Giuseppe Santoro

Cesare Cuppone: tecnica mista su legno 50 x 80

Ancora spenta la mia città appare
con le prime luci dell’aurora
sonnecchiano i lampioni
e dormono le bianche case nella quiete,
le piante dei terrazzi al risveglio
tacite schiudono le corolle
a suggere la brina della notte. Continua a leggere »


Mentre la biologia avanza lentamente nella sua conquista della verità attraverso lo studio dei genomi, dei reperti fossili, del vaglio di tante teorie suffragate da fatti e leggi naturali, c’è chi ancora  ascrive al racconto biblico le differenze razziali che caratterizzano la nostra specie e giustifica con racconti fantasiosi e moralmente inaccettabili, le grandi ingiustizie dell’Umanità che in alcune regioni del mondo ancora permangono per la nostra vergogna. Continua a leggere »

La zitella e lu mare

di Giusy Agrosì

Pasquale Urso: Marina (Acquerello)

Zuccaro nu pruvasti
e mele mancu.
Se ne scira l’anni toi
fuscenno a tristu passu. Continua a leggere »

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