Poesia

Cercami soltanto…

di Giuseppe Santoro

cercami soltanto

quando avrai dipinto d’indio il viso

laccato le tue mani affusate

spento del tutto i tuoi sbiaditi azzurri Continue reading “Cercami soltanto…”

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Cultura salentina, Poesia

Avete sceso milioni di scale…

di Daniela De Pascalis

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)

Il mare all’imbrunire ha per me il sapore della casa dei nonni. Degli abbracci che cullano. E che poi un giorno mancano. Continue reading “Avete sceso milioni di scale…”

Cultura salentina, Poesia

E continuo a incontrare…

di fra’ Luigi De Donno

Gianfranco Budano: Soul’s colours (2007)

E continuo
a incontrare
il tuo passo silenzioso.
Il mio vivere
distratto
ne percepisce
l’inizio
e
la fine. Continue reading “E continuo a incontrare…”

Poesia

Ci sono distanze…

Salvatore Leone: Uliveti (Olio su tela)

di Maria Grazia Anglano

Ci sono distanze che ricuciono spazi piccoli, altre che sorvolano abissi.
Spesso mi ritrovo in una terra franca, senza confini, dove i termini si interscambiano.
Ottiche dell’anima alla lente onnivora della mente.
Ma il viaggio non è destinazione
Il viaggio è scoperta. Continue reading “Ci sono distanze…”

Saggio, Storia

Partenza tardiva

di Mariarosaria De Lumè

Giuseppe Diso Figura della memoria olio su cartone telato, 1995

Senza togliere niente a tutte/i coloro che si sono impegnate/i nel percorso che ha portato le donne all’acquisizione dei diritti attuali nel campo delle pari opportunità, bisogna però riconoscere che l’Italia, rispetto ad alcuni Paesi dell’Unione europea è partita in ritardo. Alle donne è stato riconosciuto il diritto di voto solo nel 1946, una donna ministro (Tina Anselmi) la prima volta nel 1976, le cosiddette quote rosa sono del 2011 e hanno garantito all’interno di amministrazioni pubbliche la presenza femminile che doveva essere ovvia, come quella maschile. Continue reading “Partenza tardiva”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

La luna dei Borboni

di Lorenzo De Donno

Le poche strade che si percorrevano abitualmente con l’auto di papà avevano nomi molto semplici: la via del mare, che era la strada per Otranto, la via dell’Upim , che era quella che portava a Lecce. Perché un ragazzino della provincia degli anni 70 amava Lecce solo perché c’era la Upim, con il suo reparto dei giocattoli. Amava la Upim a prescindere, e Lecce di riflesso, perché conteneva quel fantastico magazzino. Continue reading “La luna dei Borboni”