Opinioni

La necessità dell’obiettività storica per la verità nella modernità

UNA NUOVA VIA PER LA STORIA

Non fidarsi della critica se non si è convinti che sia giusta. Un invito a leggere attentamente opere e documenti per dare autenticità al messaggio formulato

di Rocco Aldo Corina

Guernica, una delle più famose opere di Pablo PicassoLa storia può cambiare le sorti della nostra vita e del mondo con l’attuazione di un progetto che non faccia ricorso a ideologismi di varia natura ma alla voglia esigente di interpretare la realtà con il tocco della modernità. Questo vuol dire che il giudizio sui fatti storici non deve compromettere la verità da essi narrata, senza la quale non è assolutamente possibile pensare al progresso. Continua a leggere “La necessità dell’obiettività storica per la verità nella modernità”

Racconti, Scrittori salentini

Mr. George Davis and his Wife- Quarto episodio –

di Lorenzo De Donno

Il Detailing

Edward Hopper, “South Carolina Morning” (Mattino in South Carolina), 1955

A quell’ora Eveline, di norma, si sedeva a un divanetto comodo del soggiorno per leggere. Infatti lei era là, immersa in un thriller avvincente, con la testa un po’ retratta fra le spalle, in posizione di difesa, immedesimata – come accadeva sempre – con il personaggio femminile del libro. Questa volta era una detective sotto falsa identità e il serial killer stava per aggredirla alle spalle. Il rumore della porta d’ingresso che si richiudeva la fece sobbalzare. Poi George si affacciò nella sala del cottage: – Ti restituisco le chiavi della tua Mini. Piove ancora, tanto per cambiare – disse, rassegnato – E inizia a fare freddo. E’ proprio un’avvisaglia d’autunno… –

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Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Chi ha paura del buio?

di Pino Refolo

Pablo Picasso, La famiglia di arlecchino«E quando ci arrabbieremo, prenderemo chilometri e chilometri di corda per fare degli enormi lazi. Li lanceremo in cielo e tireremo giù una volta per tutte le stelle e quella stupida luna. Così nessuno guardando il cielo potrà più dire: che luna, che stelle, perché non c’é poesia lassù, ma soltanto scienza, chimica…» Continua a leggere “Chi ha paura del buio?”

cultura meridionale, Saggio

Fascino poetico salentino

di Rocco Aldo Corina

Convergence
ackson Pollock, Convergence (1952)

La non poesia di cui disse il Croce mi giunse al petto con affanno strepitoso nel volger dei giorni fitti di pensieri all’ombra delle lucenti rive silenziose. Mi disse di Dante non poeta, per questo sconvolgendomi lo spirito nella tristezza che mi fu amica nell’udir tali parole per lo più vaganti nel trambusto del mio cuore afflitto. Continua a leggere “Fascino poetico salentino”

Cultura salentina

Lamento in morte degli Ulivi

di Alessio Stefano

Senza immaginare che le sue parole si sarebbero un giorno malauguratamente avverate, il pittore Vincenzo Ciardo scriveva sulla rivista “L’Albero” diretta da Girolamo Comi: “Senza l’ulivo il paesaggio salentino non avrebbe senso, sarebbe una pietraia desolata, irta di pali telegrafici, perché è l’ulivo che gli dà un volto particolare, inserendosi nelle totalità del grigio dei sassi, del rosso del terreno, del bianco calcinato delle case” . Continua a leggere “Lamento in morte degli Ulivi”

Poesie, Scrittori salentini

(per Adùnia, ma per Totò e Paola)

di Antonio L. Verri

Comincia col dire quello che avresti voluto

fare dire capire i palchi la nuova casa

che io mi sento ormai morto anche

se a quest’ora in piazza a Martano

l’Emporio è quello che più mi attrae

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Saggio

Il tempo e il divenire solo illusione

di Rocco Aldo Corina

Ebbi a dire un dì che il tempo non esiste, infatti, vivendo come eternità, «non cambia», rimane «sempre identico a se stesso», non può essere «percepito dai sensi»[1]. L’evoluzione della materia «non avviene nel tempo che non è, ma nella vita che chiamiamo immortale che nel tempo non è»[2]. In realtà «il giorno e la notte non rappresentano il tempo, ma la vita nell’eternità. Esiste quindi la vita nell’eternità, l’evolversi delle cose che non sono eternità, per cui divengono»[3]. Se perciò «la Terra non girasse intorno al sole, avremmo solo il giorno o solo la notte e la cognizione del tempo non sarebbe»[4]. Continua a leggere “Il tempo e il divenire solo illusione”

cultura meridionale, Saggio

Francesco Saverio Dòdaro

di Francesco Aprile

-postfazione a: Aprile F., Già così tenera di folla (per F. S. Dòdaro), Oèdipus, 2019 (raccolta poetica che ripercorre l’opera di Dòdaro)-

 

Francesco Saverio Dòdaro (Bari 01/08/1930 – Lecce 09/02/2018), a cui il libro è dedicato – ripercorrendone, in parte, vita e opere –, è stato poeta, poeta verbo-visivo, teorico dell’arte e della letteratura, narratore, operatore culturale, studioso del libro e delle sue forme. L’infanzia e l’adolescenza sono trascorse a Bari e scompaginate dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale con annessa fuga a Turi, oltre che vissute nel pieno di relazioni amicali con altri futuri assaltatori dei linguaggi (Mimmo Castellano, Milvia Maglione, Gennaro Piccinni). Sempre a Bari, Dòdaro incontra il poeta armeno Hrand Nazariantz dal quale sarà introdotto agli incontri, dibattiti e mostre del “Sottano”, caffè-pasticceria aperto a Bari da Armando Scaturchio e frequentato in quegli anni da Aldo Moro, Albertazzi, Vittorio Bodini, Aldo Calò, Rocco Scotellaro ecc. Proprio al “Sottano” si legherà ai poeti Vittorio Bodini e Rocco Scotellaro e allo scultore Aldo Calò. Negli stessi anni inizia a dipingere, assieme allo zio paterno Silvio Dòdaro (col quale si recava a Mola di Bari, presso il porto, per dipingere), e partecipa al premio “Il Maggio di Bari” dove riceve la segnalazione critica per il quadro Svergognato incantesimo di barca (dipinto nel 1954), opera in cui alla tenuta informale e materica applica le combustioni. Continua a leggere “Francesco Saverio Dòdaro”

Cultura salentina, Mitologia

La leggenda dei gabbiani innamorati di Torre Sabea (Gallipoli)

di Franco Albani

MIRO ROMAGNA : Conchiglie e gabbiani (1988) - olio su tela - Asta ASTA DI  NATALE 2017 - I Sessione -
MIRO ROMAGNA : Conchiglie e gabbiani (1988) – olio su tela

Si racconta che, per tutto il giorno, due candidi gabbiani volano liberi sul mare di Gallipoli e la sera stanchi trovano riparo nella torre.

La leggenda vuole che fossero una coppia di giovani innamorati, Florilanda e Flavio, vissuti nel 1500.

Lei era una bellissima fanciulla di umili origini, mentre il suo sposo era una guardia che aveva la mansione di scrutare l’orizzonte, dall’alto della Torre Sabea, per scongiurare eventuali invasioni saracene. Continua a leggere “La leggenda dei gabbiani innamorati di Torre Sabea (Gallipoli)”

Saggio, Storia

Il viaggio della “Memoria”

di Mimì Mastria

27 gennaio, Giornata della Memoria: capire cosa sono stati la Shoah e  l'Olocausto - Focus Junior

 

   Ho fatto diversi viaggi e ciascuno mi ha lasciato in genere bei ricordi. Ne ricordo uno in particolare, quello attraverso le città dell’Austria, che hanno lasciato in me un segno indelebile che mi rimarrà dentro fino all’ultimo giorno della mia esistenza. Continua a leggere “Il viaggio della “Memoria””

Poesie, Scrittori salentini

Trittico di un cammino lucano

di Luca Crastolla

 

Craco – Veduta
da Wikipedia: Di Maurizio Moro5153 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=94541856

 

(con una nota di Alfonso Guida)

                          verso Craco

sulla crosta, l’acqua serpeggia

mostra la mela, nasconde la coda.

Sul cuoio del pachiderma d’argilla

terrestre, crea e corrompe

il vaso, strade e camminamenti.

Continua a leggere “Trittico di un cammino lucano”