musica, Personaggi

Il musicista barbone

di Titti De Simeis

Veduta di Piazza Navona, Roma - quadro di Canaletto riproduzione stampata o  copia dipinta a mano e ad olio su tela
Canal Giovanni Antonio Canaletto: Piazza Navona

Piazza Navona. Una mattina come tante, un andirivieni di gente che si ferma, attratta da ‘La strada’ di Nino Rota, suonata da un uomo, da un barbone con il suo flicorno dolcissimo. Il richiamo è irrinunciabile. Sotto quei vestiti arruffati, quei capelli e quella barba confusa potrebbe esserci chiunque. Continua a leggere “Il musicista barbone”

Racconti, Scrittori salentini

Giardini segreti salentini

di Lorenzo De Donno

Com’erano i giardini segreti delle vecchie case salentine? Certamente non avevano prati inglesi, perché l’acqua era preziosa com’è preziosa, ancor di più, adesso. Nei contemporanei, evidentemente, è venuta meno la consapevolezza della sua preziosità. Basta aprire un rubinetto: è facilissimo e l’acqua sgorga a prescindere se è un acquedotto a fornirla o un pozzo, legale o abusivo. Non ci vuol un grande ingegno per capire che pompare acqua dolce dalla falda per irrigare un prato sia un atto che ha poco senso nell’arido Salento, luogo che dovrebbe essere apprezzato per le sue peculiarità naturali e non per l’imitazione di ambientazioni nordeuropee che non gli appartengono. Continua a leggere “Giardini segreti salentini”

Tradizioni

Canne

di Lorenzo De Donno

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Classe elementare, anni ’60

Un nonno, in visita nella casa che mi ospita, rievoca, con l’aiuto dei suoi congiunti, la storia di questi luoghi. Racconta che, ai suoi tempi, si andava a scuola con la canna. Con quella della bicicletta? Nel senso: seduti sulla canna della bicicletta di un adulto? No, ai ragazzini di terza, quarta e quinta elementare che, dalle campagne di Corigliano, si recavano a scuola a Cutrofiano (dopo il biennio frequentato alla Masseria Appidè), veniva data una lunga canna, alla quale si attaccavano tutti, per formare un gruppo compatto. Nessuno, durante il lungo tragitto, era autorizzato a lasciare la presa e ad allontanarsi dagli altri. Ho immaginato una scena da film: la stradina che serpeggia fra i campi, polverosa in primavera e in autunno e piena di fango in inverno, e i bambini che la percorrono come una squadra di soldatini, allineati a destra e a sinistra, tenendosi stretti alla canna. Continua a leggere “Canne”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

I ricordi più vivi…

di Paolo Montefrancesco

Torre Sant’Emiliano – De Donno

I ricordi più vivi sono nell’occhio del luccio, in posizione obliqua all’ombra del salice che si specchiava nella cava azzurra.

Sono nel vago ghirigoro dell’acquilone, dall”argento che ricopriva le uova pasquali. Sono sul campo privo di tetti ricoperto dei millefiori prima del miele.

Sono del sapore dei ciliegi che ci rampicavano al cielo, furtivi.

Continua a leggere “I ricordi più vivi…”
Cultura salentina, Poesie

TRAMONTO

di Titti De Simeis

E. De Donno, Paesaggio marino (2002)

‘… è tutto un cinguettare da ramo in ramo. Il sole cerca l’ombra, indugia in raggi lunghi, arrossati e nuvole imprecise di vento. L’orizzonte attenua le voci e le correnti. Continua a leggere “TRAMONTO”

Pensiero meridionale

Poesia nell’infinito

di Rocco Aldo Corina

Esercizio di Filosofia - Perché Filosofia, oggi? Conferenza pubblicaLa filosofia m’affascina perché m’invita a pensare, a dialogare, a dire. È fitta di grovigli, di inestricabili umani particolarismi e riferimenti a ideali tradizionali venuti meno col subentrare dell’uomo moderno che – per effetto di una logica astratta – lascia cadere nel vuoto il mondo dei supremi valori che considera del tutto superati, movimento «inarrestabile» per Nietzsche, anche perché il filosofo s’affida a una concezione secondo la quale l’uomo «conosce abbastanza per non credere più in nessun valore»1. Per il filosofo, dunque, l’uomo non può non errare in un nulla rovinoso, in un’ebbrezza – insomma – che suscita affanni. Concezione inconcepibile, priva di senso, oltretutto legata a un messaggio sbagliato che purtroppo ovunque trovava accoglimento. Continua a leggere “Poesia nell’infinito”

cultura meridionale, Poesie

l’alba di ROCA

di Carmine Lubrano

© Gianfranco Budano: Adriatico, Marina di Roca

un’alba è un’alba non puoi confonderla

un’alba a Roca è un’alba a Roca

non puoi fingere di essere altrove

o tra i barattoli della nutella

E QUI ABBISOGNA SCACCIARE I TURCHI

Continua a leggere “l’alba di ROCA”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)

di Lorenzo De Donno

©Gianfranco Budano: Santa Maria di Leuca

Il Salento, d’estate, ha odori diversi. Di giorno sa di fumo acre delle pinete che bruciano, di notte di quello delle fritture di pesce scongelato e del grasso di maiale che cola sulle braci. Per ora sono quelle dei ristoranti, perché le sagre sono ancora sospese. “Sagra” era un termine del vocabolario, fino a pochi decenni fa, conosciuto da pochi e che si associava alle ricche regioni del Nord. Non ci apparteneva. I nostri antenati avevano poco da festeggiare, se non le feste comandate, e ancor meno da mangiare: “nuceddhe e scapece” al massimo, o “nna rancata de pittule”, ma solo sotto Natale. Continua a leggere “Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)”

Recensioni

Mauro Bortone, “I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore”

di Elena Tamborrino

(il libro sarà presentato il 10 luglio c.a. a Maglie in Villa Tamborino-ndr-)

I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore - Mauro Bortone - Libro  - Augh! - Frecce | IBSQuesto è un appuntamento rimandato, uno di quegli appuntamenti ritardati dalla pandemia che ha cancellato tutte le occasioni pubbliche in cui parlare di libri. Recuperiamo con Mauro Bortone tra una decina di giorni, avremo finalmente modo, grazie alla Fondazione Capece, di presentare a Maglie questo suo nuovo libro, considerandolo appunto nuovo per la strada piena di intralci che ha percorso nell’ultimo anno. Scorrendo la galleria delle immagini del mio smartphone ho ritrovato questa foto, che avevo pubblicato a fine maggio dello scorso anno anche su Instagram, subito dopo aver letto questa raccolta di cinque monologhi “dalla parte del cuore”, uscita due mesi prima, e la ripropongo ora che ho ripreso in mano il libro, che l’ho nuovamente sfogliato, che l’ho riscoperto. Continua a leggere “Mauro Bortone, “I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore””

Scrivere il Salento, Storia

Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese

di Giovanni Greco

 

Due modestissimi omaggi al copertinese Giuseppe Desa in occasione dei 418 anni della nascita. Il primo è riferito ai risultati emersi a seguito del recente restauro del simulacro in cartapesta del santo raffigurato in posizione orante, il cui volto si ispira all’unico ritratto conservato nella città di Padova, eseguito nel 1652 quando aveva 59 anni. Lungo il basamento della statua è venuta alla luce un’iscrizione su tre livelli, rimasta finora obliterata da interventi grossolani. “(…)AGINEM HANC DIVI JOSEPHI A CUPERTINO PROPRJS SUMPTIBUS AFFABRE/ (..)LABORARE CU (…)ARUNT ANGELUS ANT. VERDESCA ET IRENES AGRIMI /A. D. (…). Ovvero, Angelantonio Verdesca e (la moglie) Irene Agrimi fecero realizzare a proprie spese questa artistica immagine del divino San Giuseppe da Copertino. Continua a leggere “Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese”

cultura meridionale, gastronomia

Sarde a beccafico

di Mimmo Seviroli

In olio soffriggo aglio, cipolla e prezzemolo. Poi aggiungo pinoli e uva passa, soffriggo un minuto ancora e aggiungo il pan grattato e pecorino. Regolo sale e zucchero e aggiungo succo di 4 arance. Continua a leggere “Sarde a beccafico”