Personaggi

Carlo Emilio Gadda: Incontri con il prof. Aldo Vallone (2/2)

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Carlo Emilio Gadda6. A lui non interessava la fama e il successo
“Il linguaggio di Gadda vitalizza tutto ciò che altrove agonizza, è vita, è storia, è religione, è arte, ci fa conoscere, ci fa capire ciò che siamo diventati. E’ un linguaggio senza pari nella letteratura moderna. E’ il narratore che ha messo su la più grande orchestra letteraria di scrittura del novecento, ha liricizzato le idee meno musicali, ha naturalizzato la cultura più artificiale, ha trasformato ogni materia in narrazione. Ha cambiato i connotati della nostra letteratura. Anzi, le dirò di più: se vogliamo capire questo nostro secolo caratterizzato politicamente dal comunismo e dal nazi-fascismo, se vogliamo capire il fenomeno sociale dell’avvento della masse a protagoniste folli, o la nevrosi che ha travolto le menti più fragili e insieme le più sensibili; Continua a leggere “Carlo Emilio Gadda: Incontri con il prof. Aldo Vallone (2/2)”

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Cultura salentina

Concorso letterario e fotografico: Fuori dal Cassetto – 4a edizione

Associazione Culturale Acli “Testi&testi” (Lecce)
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L’Associazione culturale Acli “Testi&testi” di Lecce bandisce la quarta edizione del concorso letterario nazionale “Fuori dal Cassetto” nato con l’intento di scoprire e promuovere opere inedite di autori italiani e stranieri esordienti o già affermati.

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Scienza

Le onde gravitazionali

Terra

Con la scoperta delle onde gravitazionali che Einstein aveva previsto con la sua teoria delle relatività generale ci stiamo sempre di più avvicinando al momento cruciale in cui tutto ebbe inizio Stiamo per capire come tutto è avvenuto, stiamo per capire cosa sia il Big Bang.

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Storia

Racale e Taviano nelle cronache post-unitarie d’Oltralpe

di Matteo Bellaluna

A qualche giorno di distanza dal 153° anniversario dell’Unità d’Italia, reputo opportuno rendere partecipe la Comunità salentina di un ritrovamento documentale, tanto casuale quanto utile.

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Recensioni

Fernanda Quarta: Pe’ campare te tocca pensare

Fernanda Quarta

1.“Luna, luna, cce penzi?… ( Nicola G. De Donno)

Pe’ campare te tocca pensare” è l’ultima silloge di poesie in vernacolo salentino di Fernanda Quarta. Sono versi satirici (Cogito/ergo…/raglio), ma che sanno anche d’albe fresche e risate a denti stretti, di prime interrogazioni, candore e privazioni. Continua a leggere “Fernanda Quarta: Pe’ campare te tocca pensare”

Poesie, Scrittori salentini

Fimmene

di Franco Melissano

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V. Hammershøi, “TRE GIOVANI DONNE”, 1895 – (Ribe Kunstmuseum, Denmark)

Se vide ggià a lla nascita l’andazzu:

“Tetta, sgravau la cummare Uccia?”

“Sine, Ndata, na beddha femminuccia; Continua a leggere “Fimmene”

Racconti, Scrittori salentini

L’amore no

di Titti De Simeis

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È il peccato più imperdonabile che l’uomo abbia mai inventato. L’uomo, creatore invincibile di ogni sicurezza, trema dinanzi a una forza che lo intimorisce e lo annienta. Quella dei sentimenti. E li allontana. Continua a leggere “L’amore no”

Cultura salentina

Ho preso carta e penna

di Lucia Accoto

Ritratto di Aliosha de Pari (poeta)
Antonella Meloni Shikanu, “Ritratto di Aliosha de Pari (poeta)” – (2009), olio su tela

Ho preso carta e penna.

L’ipad faceva perdere il profumo dell’attimo. Su un foglio ho scritto la scaletta dei mie prossimi viaggi. L’ho piegato per bene e l’ho messo in borsa. Quel foglio ha la rotondità del mondo, della vita, delle cose da vedere, delle lettere scritte per marcare un desiderio.

Ho preso carta e penna. Continua a leggere “Ho preso carta e penna”

Archeologia, Arte, Ceramica, Scoperte, Storia

Quando “Faenza” significava Nardò. La storia e le forme ceramiche neretine attraverso i documenti d’archivio

di Riccardo Viganò

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Fonte battesimale portatile di probabile produzione neretina. (ph. C. Dell’Aquila 1995 – 316 tav LXVII cat. 3)

 

Fino a qualche anno addietro quando si asseriva che Nardò fosse stato un importante centro produttore di pregiata ceramica come la maiolica – “faenze” nel passato – era come se si stesse parlando di un animale mitologico o, ancor più, di un fantasma. Se alcuni ne erano a conoscenza, come potevano esserlo collezionisti ed esperti vari, se interpellati in merito alle fattezze e/o alla tipologia delle ceramiche neretine spesso le  informazioni che si ricevevano non erano mai documentate poiché in gran parte fondate sul “sentito dire”: “Mi hanno detto che…”, “Ho sentito che…”, “Una volta erano sicuramente così perché me lo hanno detto …”. Continua a leggere “Quando “Faenza” significava Nardò. La storia e le forme ceramiche neretine attraverso i documenti d’archivio”