Pensiero meridionale, Scrittori salentini

Virgolette

di Titti De Simeis

La calabrese (Pasquale Urso: incisione su rame)

… beata leggerezza. Di chi esce da un garbuglio di parole senz’anima e si arrende al silenzio di un racconto; di chi fa della musica l’antidoto per ogni prigione; di chi smette di essere e cerca di diventare; Continua a leggere “Virgolette”

Opinioni, Pensiero meridionale

Felicia

di Titti De Simeis

– “L’intervista chi facisti supra ‘u ggiurnali l’hanno letta tutti”

– “E c’era bisogno di guardare il giornale per sapere come la penso?”

– “Chi tti mintisti in testa? Hai perso un figghiu. Che bisogno c’è di fare tutti ‘sti sceneggiati ch’i giornalisti? I figghi morti si piangono con dignità, lontano dalla gente”

– “E quale fusse la ddignità? Stare chiusa a casa a piangere sapendo che Giuseppe me l’hanno ammazzato? Me’ figghiu unn’é mmortu ‘i malatia. L’ammazzaru’ i mafiusi” Continua a leggere “Felicia”

Cultura salentina, Opinioni

COGNOMEN MATRIS

di Titti De Simeis

 

Giuseppe Diso: La sera del poeta, olio su cartone telato, 2020

La questione dei due cognomi mi è sempre passata indifferente. Non mi è mai sembrato, portandone solo uno, di togliere rispetto alla maternità né che la parità dei ruoli fra genitori fosse legata all’uso o meno del cognome di entrambi. Io non mi sono mai sentita orfana di maternità né ho considerato la cosa tanto importante. Non ho mai visto il cognome come segno di privilegio del marito sulla moglie, né di inferiorità della donna rispetto all’uomo. Ho considerato ben altri argomenti in proposito e vanno oltre una burocratica registrazione all’anagrafe. Continua a leggere “COGNOMEN MATRIS”

Opinioni, Personaggi

FRANCESCO: IL PAPA

di Titti De Simeis

Papa Francesco: «Il vaccino? Scelta etica. Io lo farò» | Vanity Fair ItaliaEssere credenti oppure no, non importa: in questo momento storico di grosse incertezze, delusioni, sfiducia e paura inconsolabili il Papa risponde guidandoci verso la Fede. Restituendo, cioè, alla religione il significato nel quale, da molto tempo, la società non si riconosceva più: sentirsi uniti, vicini, avere un punto di riferimento che dia stabilità spirituale e aiuti a sperare. Un bisogno che in questi tempi si è accentuato, essendo venute meno le certezze intorno a noi ed essendo cresciuta l’enorme diffidenza nella politica e in chi la rappresenta. Continua a leggere “FRANCESCO: IL PAPA”

Recensioni, Scrittori salentini

Marcello Buttazzo: La poesia che si fa cercare

di Titti De Simeis

Giuseppe Diso: Casolare Salentino

La poesia di Marcello Buttazzo sa di bello. Un bello che si fa vedere, non si legge soltanto. Tra i suoi versi vivono immagini: è un lento avvicendarsi di piccoli fotogrammi dai colori intensi ma delicati, un racconto semplice ma di emozioni decise. Continua a leggere “Marcello Buttazzo: La poesia che si fa cercare”

Cultura salentina, Opinioni

Di tutto tivvù

di Titti De Simeis

TELEVISIONE - BOOM ECONOMICOSono giorni di attualità impegnativa, delicati e di grande attenzione allo scenario mondiale, per molti aspetti. È un lungo periodo di notizie inaspettate, indesiderate, di disperazione, violenza ed angoscia. Ogni canale d’informazione è attraversato dai comunicati più tristi, fonte di grande preoccupazione per tutti. Continua a leggere “Di tutto tivvù”

Opinioni

Era?

di Titti De Simeis

Era il 1945. Era passato, il verbo e la storia. Era un tempo al futuro, all’infinito dopo tanta follia, da non rivivere mai più. Era giusto, era vero. Era una promessa da mantenere. Erano folle di piazze, ritorni a casa, toppe da ricucire, insonnia, memorie e infamie da smantellare, paure e magrezze dell’anima. Continua a leggere “Era?”

cultura meridionale, Opinioni

Il napoletano di Sorrentino

di Titti De Simeis

È stata la mano di Dio’, l’ultimo film di Sorrentino, oltre alle attesissime e variopinte critiche (e polemiche) da parte del pubblico e degli esperti di settore ha suscitato, anche, alcuni malcontenti sulla scelta della lingua: il dialetto napoletano. In un film di tale ritorno culturale ci si aspettava, cioè, l’uso dell’italiano. A difesa di ciò si motiva: il napoletano non si comprende bene e, di conseguenza, ci rimettono i dialoghi. Continua a leggere “Il napoletano di Sorrentino”

Scrittori salentini

Sconcerto

di Titti De Simeis

 

Giuseppe Diso, ‘Salento’ (olio su tela, 60×90) – 2017

 

“… tastiera muta, disaccordi a mente bianchi o neri senza battito, senza chiave e a corde sfrante. Si amplifica solo il silenzio e non risponde, non sa commuovere, non accarezza, non accudisce, non acquieta i pensieri in guerra. Continua a leggere “Sconcerto”

Poesie, Scrittori salentini

…le righe vanno infrante…

di Titti De Simeis

Pasquale Urso: “La quercia vallonea”

“… le righe vanno infrante, sbriciolate, sgrammaticate: tra le parole c’è l’infinitezza dei silenzi, del non detto che impazza di vita, Continua a leggere “…le righe vanno infrante…”

Poesie, Scrittori salentini

…scivola…

di Titti De Simeis

G. Diso, “ Ultime luci d’autunno “, olio su cartone telato, 2016

“… scivola. Un pensiero dietro l’altro e scivola ogni inciampo. Assaporo frescure, coloro il sonno di stanze piene e fuochi accesi, di terrazze e rosso di calici. Continua a leggere “…scivola…”