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Archive for the ‘Ceramica’ Category

di Riccardo Viganò

Boccale graffito ingobbiato, recante le iniziali S(anti). A(nonii). P(ataviaensis), campito nei colori Verde/rosso su vetrina lucida. Fornaci Nardò inizi (?) XVI secolo. (collezione privata). Foto: Riccardo Viganò ©

Dei quarantanove centri produttori di ceramica esistenti, in tempi storici, sul territorio pugliese, ventinove si trovavano nella provincia di Terra d’Otranto. Di questi, tre furono centri specializzati nella produzione di ceramica smaltata (o Maiolica), Laterza il centro più grande ed importante, Martina franca con una sola bottega, e Nardò seconda al centro laertino. Successivamente a questi sul finire del XVIII secolo si aggiunse Grottaglie che già aveva un antichissima tradizione produttiva, come ad esempio la realizzazione di ceramica graffita ed altro. (altro…)

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di Riccardo Viganò

Mortier, Pianta prospettica della città di Nardò in Puglia, Amsterdam, 1704

Mortier, Pianta prospettica della città di Nardò in Puglia, Amsterdam, 1704

Verso la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, a Nardò, le produzioni di ceramica dovevano essere in piena decadenza.

Domenico Leonardo Perrone, nato a Nardò il 18 luglio 1714, le risollevò dal declino. Secondo di sei fratelli, era figlio di Giovanni Battista Perrone e di Rosa Rutigliano da San Pietro “degli imbrici” (in Lama) i quali, come tanti, giunsero nella Città in seguito al vasto fenomeno migratorio che vide, nel Seicento, numerosi braccianti riversarsi nei centri più importanti della penisola salentina. (altro…)

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La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
(Kahlil Gibran)

di Riccardo Viganò

Viganò

Frammento di piatto con stemma dei Protonobilissimo, dagli scavi nel palazzo del Principe, XVI secolo. Muro Leccese, Museo del Palazzo del Principe

Lo stile ceramico detto compendiario, secondo la definizione dello studioso faentino G. Ballardini, perchè riassuntivo e sommario nel tracciare le raffigurazioni, è presente dalla seconda metà del Cinquecento. Il protrarsi di canoni pittorici rinascimentali che privilegiavano soluzioni formali bidimensionali, con dettagli anatomici e la ridondanza decorativa, rappresenta il maggiore ostacolo all’affermarsi della sommaria descrizione delle figure, che il tratto abile e deciso del pittore del “compendiario” proponeva. (altro…)

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di Riccardo Viganò

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Fonte battesimale portatile di probabile produzione neretina. (ph. C. Dell’Aquila 1995 – 316 tav LXVII cat. 3)

 

Fino a qualche anno addietro quando si asseriva che Nardò fosse stato un importante centro produttore di pregiata ceramica come la maiolica – “faenze” nel passato – era come se si stesse parlando di un animale mitologico o, ancor più, di un fantasma. Se alcuni ne erano a conoscenza, come potevano esserlo collezionisti ed esperti vari, se interpellati in merito alle fattezze e/o alla tipologia delle ceramiche neretine spesso le  informazioni che si ricevevano non erano mai documentate poiché in gran parte fondate sul “sentito dire”: “Mi hanno detto che…”, “Ho sentito che…”, “Una volta erano sicuramente così perché me lo hanno detto …”. (altro…)

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di Riccardo Viganò

Non c’è un oggetto per minimo che sia che, concentrandovi sopra l’attenzione, non cresca all’infinito

(L. Tolstoj, “Guerra e pace” – Epilogo)

Mortier, Pianta prospettica della città di Nardò in Puglia, Amsterdam, 1704

Mortier, Pianta prospettica della città di Nardò in Puglia, Amsterdam, 1704

Nulla rimane a Nardò, in provincia di Lecce, della sua tradizione di produzione ceramica pregiata come la Maiolica, nei secoli  addirittura vantata, come anche nella popolazione che abita questo magnifico centro. Neanche il ricordo, niente, neanche una targa su un muro, in quella che una volta veniva chiamata la strada dei “Piattari”. D’altronde ora viene chiamata, come almeno da centosessanta anni, via Pellettieri. (altro…)

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Il punto di partenza della ricerca storica sono le fonti e il problema principale che deve superare lo studioso non è solo quello di trovarle, ma anche quello di valutarne la loro attendibilità. (altro…)

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di Cosimo Giannuzzi

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Fig. 1: Incisione. Jean Claude Richard, Abbé di Saint-Non, Vue du Bourg ou Village des Moglié dans la Terre d’Otrantes, Paris 1783

La designazione del nome “Maglie” alle ceramiche decorate con l’immagine di “largo della Congregazione” (un tratto di via Roma a Maglie), ha sgomberato il campo dalle numerose e fantasiose congetture che erano state avanzate da commercianti e collezionisti di questa ceramica sulla connessione esistente fra la decorazione e la località rappresentata. Questa immagine è tratta dall’incisione (o da una sua variante) eseguita dagli artisti francesi partecipanti all’opera Voyage  Pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicile di Jean Claude Richard, Abbé di Saint-Non e riguarda uno scorcio di Maglie (Fig.1). (altro…)

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