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Archive for febbraio 2010

di Maurizio Nocera

La fortezza nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto: castello, facciata

Chi osserva oggi lo splendido castello di Corigliano d’Otranto è consapevole che, dal 1999 proprietà del Comune, non è più visibile come lo era un tempo. Oggi lo circondano numerose nuove e, per certi aspetti, brutte abitazioni costruite dal secondo dopoguerra. Per di più, dal Settecento «il Castello ha subito continui cambi di destinazione d’uso (frantoio, sede della Guardia di Finanza, abitazione privata, mulino, fabbrica e deposito di tabacchi) che hanno deturpato e stravolto le strutture interne originali». Queste parole, tratte dall’interessante lavoro “Il Castello di Corigliano d’Otranto”(1) di Giuseppe Orlando D’Urso e Sabrina Avantaggiato sono la premessa per parlare di questa ricerca circa il Castello coriglianese. (altro…)

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di Rocco Boccadamo

P. CHRISTUS GIOVANE DONNA

Mite e soleggiato pomeriggio di febbraio, passeggio lungo la litoranea da Castro verso l’insenatura Acquaviva, odo appena lo sciacquio leggero e delicato delle onde cristalline a poche braccia di distanza, un senso d’autentico balsamo m’invade dentro, sia nelle membra, che nello spirito.

Ho sempre provato ammirazione per la giovane coppia la quale, non disponendo subito di un tetto nel paese natio a pochi chilometri di distanza nell’immediato entroterra, una decina d’anni addietro è venuta a formare famiglia stabilendosi in una villetta, della madre di lui, costruita meramente per le vacanze estive, giusto in quel tratto di strada alle porte della Perla del Salento. (altro…)

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Caremme salentine

Ci sono tradizioni che sono destinate a  durare. Per altre, forse più suggestive, e per questo più impegnative da mantenere, il rischio che vengano lentamente dimenticate è più alto.

Le ho cercate, in giro per il Salento. Le ho cercate da mercoledì scorso, il mercoledì delle ceneri, perchè è il giorno in cui secondo la tradizione dovrebbero essere esposte. Addirittura dalla mezzanotte. Le ho cercate fino ad oggi, a quasi una settimana di distanza. Ho camminato guardando per aria in molti paesini del Salento che non avevo ancora mai visitato. Guardavo in alto, verso i cornicioni, i balconi, le terrazze. (altro…)

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Homo faber fortunae suae, dicevano i latini. Non credo che abbiamo fatto la nostra fortuna costruendo la maxi centrale di Cerano e di sicuro non abbiamo fatto gli interessi del Salento e dei salentini.

Il mio Comune è denuclearizzato

Ora qualcuno, lontano da questa splendida terra — variopinta, primaverile anche d’inverno, dal profumo intenso della campagna e del mare cristallino — ha proposto di insediare una centrale nucleare nel Salento, per rispondere ai bisogni energetici nazionali.

La storia si scorda, gli impegni verso il territorio si boicottano all’insegna di un bottino più grande, la salute si baratta con il lavoro, uno stipendio vale una centrale nucleare. Questa la sostanza dei fatti, ma la Puglia questa volta non sembra essere così distratta, così imbavagliata da lasciar correre su una questione vitale.

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“MIGRANTI, DAL PASSATO AL PRESENTE: STORIE, VOLTI, VOCI DI PUGLIA”: martedì 23, il regista Paolo De Falco sarà ospite della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini”

Il Consiglio Regionale della Puglia, l’Assessorato Regionale alla Solidarietà e la Direzione Scolastica Regionale hanno promosso il progetto “Migranti, dal passato al presente: storie, volti, voci di Puglia”, per affrontare il tema dell’integrazione sociale degli immigrati, garantendo un’accoglienza più dignitosa, al fine di costruire nella nostra Regione una società realmente multiculturale. Tra i fini dell’iniziativa, anche quello di far conoscere alle fasce più giovani quello che ha rappresentato l’emigrazione per la Puglia e, contemporaneamente, poter valorizzare la memoria delle nostre radici.

Il progetto, che andrà avanti sino alla fine del prossimo mese di marzo, è articolato in tre fasi: “Testimonianze della Memoria”, “Il Treno della Memoria”, “I luoghi della memoria”.

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di Rocco Boccadamo

A Marittima, quando contavo dodici o tredici anni, ci fu un avvenimento notevole per l’intera comunità: il cambio del parroco.

A guidare la nostra parrocchia di S. Vitale, da una località più grande situata nelle vicinanze dove svolgeva il compito di vice parroco, arrivò don G. P., una persona ancora giovane e piena d’energie che subentrò ad un altro sacerdote avente il medesimo nome di battesimo, ma dotato di un temperamento in certo senso opposto, vale a dire oltremodo mite e tranquillo. (altro…)

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