Scrivere il Salento, Tradizioni

I Passiùna tu Cristù (La Passione di Cristo)

di Eufemia Attanasi

©Gianfranco Budano: Gallipoli, riti del venerdì santo

Ancora oggi, durante la Settimana Santa, nei paesi della Grecìa Salentina (Corigliano d’Otranto, Martano, Soleto, Martignano, Sternatia, Zollino) giovani e anziani cantano la Passiùna tu Cristù, la Passione di Cristo, una canzone popolare composta di 52 strofe in Griko, che rappresenta in modo semplice il dramma divino. Della Passione esistono diverse versioni tra i vari paesi. Di solito, i cantori si muovono in gruppi di tre, uno suona l’organetto e gli altri due si alternano cantando a turno una quartina, portando dei ramoscelli di ulivo benedetti, delle immagini sacre e delle zagareddhe, cioè dei nastri di raso colorati. Questo canto è la parafrasi di racconti biblici riadattati e, accanto alla figura di Cristo, appare quella della madre dolorosa che parte alla ricerca del Figlio. I Passiùna tu Cristù può essere considerata “una delle forme più antiche di teatro popolare e l’espressione più genuina delle sacre rappresentazioni che erano presenti in tutta Italia nel XII secolo, e può essere inserita a pieno titolo nella grande tradizione italiana del bruscello. Intendendo con tale nome una rappresentazione popolare che ha per oggetto eroi e personaggi biblici[1]”. Continua a leggere “I Passiùna tu Cristù (La Passione di Cristo)”

Archeologia, Scrivere il Salento

Mai fermarsi alla superficie, spesso i tesori sono nascosti oltre le apparenze

di Rita Paiano

Chiesa Greca a Otranto
Pasquale Urso: Otranto, litografia

E’ il caso della collina su cui si erge la Basilica bizantina di San Pietro che è un vero tesoro, ma nel cui sottosuolo è stato rilevato un tesoro di altro genere, Nel 1979 una campagna di scavi archeologici ha rinvenuto delle buche di palo e dei resti di focolari che testimoniano la presenza di capanne. Si tratta senz’altro di un nucleo abitativo attestato alla fase avanzata del Bronzo Recente. Il grande dono sortito dalla terra consiste inoltre nei frammenti ceramici attestati alla fase tarda dell’età del bronzo provenienti dai Palazzi Micenei. Continua a leggere “Mai fermarsi alla superficie, spesso i tesori sono nascosti oltre le apparenze”

Scrivere il Salento, Territorio

La festa della Candelora

di Rita Paiano

Nessuna descrizione disponibile.
Foto di Alessandro Romano

Nella Basilica bizantina di San Pietro in Otranto campeggia un bellissimo affresco della Presentazione al Tempio di Gesù. E’ collocato sulla parete di destra, in fondo alla navata destra. E’ uno degli ultimi eseguiti nella Basilica, nel XVI secolo, come altri che sono nelle parti inferiori delle pareti e illustrano i momenti salienti della vita di Gesù. La presentazione al tempio di Gerusalemme riguardava tutti i primogeniti maschi delle famiglie Giudaiche a cui Maria e Giuseppe non si sottrassero. Continua a leggere “La festa della Candelora”

Scrivere il Salento, Storia

Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto

di Rita Paiano

Spesso mi sono chiesta come mai tutte e due le torri che come sentinelle sembra facciano la guardia all’imbocco dei fossati dalla via che prende il nome da loro, fossero state dedicate alla moglie di Alfonso, Duca di Calabria fino al 1494, quando successe al Padre, Re Ferdinando. Ho deciso allora di compiere una piccola indagine, supportata soprattutto dal testo interessantissimo e dettagliatissimo di Pierpaolo Cariddi, Otranto intra moenia dagli Aragonesi ad oggi, Edizioni Esperidi, a cui rimando per sopperire alla brevità di questa piccola nota. Continua a leggere “Le torri Ippolita e Duchesca del Castello di Otranto”

Scrivere il Salento, Territorio

L’Orte e l’origine del suo nome

di Rita Paiano

Antica Grecia – Studia Humanitatis – παιδείαIl professore Antonio Corchia nel suo Così ho amato la mia Terra,, Editrice Salentina, scrive che il termine Orte, tramandato dal Popolo, significa “terra ad Oriente” e specifica che deriva dal greco ortor, oriri, p.p. ortus, “sorto”, luogo che per primo viene investito dai raggi del sole, come in effetti è. Continua a leggere “L’Orte e l’origine del suo nome”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

…il Salento è una cartolina postale…

di Lele Mastroleo

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Claudio Rolfi

…il Salento è solo una cartolina postale, i fichi d’india che solcavano i muri di levante sono stati soppiantati da ringhiere in alluminio e finte granaglie di pietra viva, nei bassi delle vie del mare i letti dei pescatori hanno lasciato il posto a increduli turisti intenti a tamburellare su pelle finta di vere capre. Ho parcheggiato la memoria per una volta ancora all’albero di fico nel giardino di mio padre, ho rifatto la strada che portava agli ulivi e gli ulivi non ci sono più. Ho parlato all’ultimo geco sulla tomba di mia madre ma non mi ha risposto nemmeno lui. Continua a leggere “…il Salento è una cartolina postale…”

Scrivere il Salento, Storia

Il monachesimo greco nel Salento

di Eufemia Attanasi

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.) l’Italia si trovò nelle mani dei barbari, fino a quando l’imperatore Giustiniano ne fece una provincia dell’Impero romano d’Oriente (555-553). Secondo J. Décarreaux durante la dominazione bizantina il Salento fu un bastione dell’ellenismo nell’intera Italia. Però un autentico processo di ellenizzazione iniziò successivamente in seguito al riordinamento amministrativo dell’impero e alla presenza del monachesimo greco. Continua a leggere “Il monachesimo greco nel Salento”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)

di Lorenzo De Donno

©Gianfranco Budano: Santa Maria di Leuca

Il Salento, d’estate, ha odori diversi. Di giorno sa di fumo acre delle pinete che bruciano, di notte di quello delle fritture di pesce scongelato e del grasso di maiale che cola sulle braci. Per ora sono quelle dei ristoranti, perché le sagre sono ancora sospese. “Sagra” era un termine del vocabolario, fino a pochi decenni fa, conosciuto da pochi e che si associava alle ricche regioni del Nord. Non ci apparteneva. I nostri antenati avevano poco da festeggiare, se non le feste comandate, e ancor meno da mangiare: “nuceddhe e scapece” al massimo, o “nna rancata de pittule”, ma solo sotto Natale. Continua a leggere “Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)”

Scrivere il Salento, Storia

Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese

di Giovanni Greco

 

Due modestissimi omaggi al copertinese Giuseppe Desa in occasione dei 418 anni della nascita. Il primo è riferito ai risultati emersi a seguito del recente restauro del simulacro in cartapesta del santo raffigurato in posizione orante, il cui volto si ispira all’unico ritratto conservato nella città di Padova, eseguito nel 1652 quando aveva 59 anni. Lungo il basamento della statua è venuta alla luce un’iscrizione su tre livelli, rimasta finora obliterata da interventi grossolani. “(…)AGINEM HANC DIVI JOSEPHI A CUPERTINO PROPRJS SUMPTIBUS AFFABRE/ (..)LABORARE CU (…)ARUNT ANGELUS ANT. VERDESCA ET IRENES AGRIMI /A. D. (…). Ovvero, Angelantonio Verdesca e (la moglie) Irene Agrimi fecero realizzare a proprie spese questa artistica immagine del divino San Giuseppe da Copertino. Continua a leggere “Micro memorie per Giuseppe Desa, copertinese”

Scrivere il Salento, Tradizioni

Lu rusariu, li vistiani niuri e li maccaluri*

di Biagio Liberti

www.pasqualeurso.it
Pasquale Urso, acquaforte

Si sa, i vissuti infantili sono formidabili: colori, suoni, forme, odori, figure, parole attraversano quegli anni, si depositano e sprofondano nella mente, nei meandri sinaptici direbbero i neurofisiologi. Poi inizia la vita sparpagliata, frenetica, arroventata dalle necessità, incombenze. Continua a leggere “Lu rusariu, li vistiani niuri e li maccaluri*”

Antropologia culturale, Cultura salentina, Scrivere il Salento, Tradizioni

I riti della Settimana Santa a Gallipoli

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Potremmo far rientrare i riti della Settimana Santa, che si svolgono a Gallipoli da tempo immemorabile (forse dai moti penitenziali del XIV secolo) e con straordinaria partecipazione di tutta la popolazione, nell’ambito dell’antropologia culturale e sociale, Continua a leggere “I riti della Settimana Santa a Gallipoli”

Scrivere il Salento, Storia

Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino

di Mario Andreano

Il 24 marzo 1944 le truppe di occupazione naziste uccidono 335 italiani per rappresaglia, in seguito all’attacco di via Rasella, a Roma, compiuto dai partigiani il giorno prima.

L’eccidio è passato alla Storia con il nome di Fosse Ardeatine, dal luogo in cui si è consumato: una cava di tufo sulla via Ardeatina. Continua a leggere “Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino”