Scrivere il Salento, Tradizioni

Lu rusariu, li vistiani niuri e li maccaluri*

di Biagio Liberti

www.pasqualeurso.it
Pasquale Urso, acquaforte

Si sa, i vissuti infantili sono formidabili: colori, suoni, forme, odori, figure, parole attraversano quegli anni, si depositano e sprofondano nella mente, nei meandri sinaptici direbbero i neurofisiologi. Poi inizia la vita sparpagliata, frenetica, arroventata dalle necessità, incombenze. Continua a leggere “Lu rusariu, li vistiani niuri e li maccaluri*”

Antropologia culturale, Cultura salentina, Scrivere il Salento, Tradizioni

I riti della Settimana Santa a Gallipoli

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Potremmo far rientrare i riti della Settimana Santa, che si svolgono a Gallipoli da tempo immemorabile (forse dai moti penitenziali del XIV secolo) e con straordinaria partecipazione di tutta la popolazione, nell’ambito dell’antropologia culturale e sociale, Continua a leggere “I riti della Settimana Santa a Gallipoli”

Scrivere il Salento, Storia

Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino

di Mario Andreano

Il 24 marzo 1944 le truppe di occupazione naziste uccidono 335 italiani per rappresaglia, in seguito all’attacco di via Rasella, a Roma, compiuto dai partigiani il giorno prima.

L’eccidio è passato alla Storia con il nome di Fosse Ardeatine, dal luogo in cui si è consumato: una cava di tufo sulla via Ardeatina. Continua a leggere “Strage delle Fosse Ardeatine – Ricordo di Antonio Pisino”

Cultura salentina, Scrivere il Salento, Tradizioni

Difformità corporali e avversità di alcune vocazioni

di Franco Albani

Lucian Freud: Testa di ragazzo, 1952 di (1922-2011

Un tempo, nell’immaginario popolare, i deformi nel corpo e nella mente venivano indicati come i “segnati te Diu” dai quali bisognava guardarsi perché maligni e cattivi: dovevano essere tenuti a debita distanza.
I giudizi negativi erano rivolti sia agli uomini che alle donne, specialmente a quelle di bassa statura considerate un concentrato di malignità o a quelle brutte che con la loro “facce te cuccuasçia” erano ritenute presaggio di disgrazia. Continua a leggere “Difformità corporali e avversità di alcune vocazioni”

Cultura salentina, Scrivere il Salento

Scherza cu lli fanti, ma lassa perdere li santi

di Franco Albani

Roberta Ruggeri, olio su tela

Un simpatico cartello, che accoglie i visitatori, dice:
“Benvenuti a Cannole, la città delle lumache” rinomata per la “Sagra te la municeddha”. Continua a leggere “Scherza cu lli fanti, ma lassa perdere li santi”

Scrivere il Salento

“Mancu lu cane te la vora”

di Franco Albani

Jacopo da Bassano: Bracchi (Parigi)

Si usa questo termine quando si vuole mettere a confronto la fedeltà di un animale con l’infedeltà coniugale.
La “vora”, abbreviazione dialettale di voragine, è una cavità verticale, abbastanza profonda, in cui affluiscono le acque piovane, che dopo una iniziale cascata danno origine a corsi d’acqua sotterranei. Continua a leggere ““Mancu lu cane te la vora””

Cultura salentina, Scrivere il Salento, Storia

Epitaffio di Quinto Ennio

di Franco Albani

Quinto Ennio, immaginato da Raffaello nelle Stanze Vaticane.

… “Del vecchio Ennio l’immagine mirate
Degli avi illustri i suoi carmi scrisse
Niun mi pianga o altri lutto mi faccia
che per bocca degli Eroi
Volando io vivo”…

Sulla strada per S. Pietro in Lama, in prossimità della Villa Mellone, c’è una zona detta “lu taffiu” a ricordo dell’epitaffio omonimo. Continua a leggere “Epitaffio di Quinto Ennio”

Cultura salentina, Scrivere il Salento, Storia

Un primato leccese dimenticato

di Franco Albani

Nell’anno 1800 vi fu la scoperta della pila elettrica di Alessandro Volta e grazie ad essa, nell’arco di poco più di 100 anni, vi fu uno straordinario sviluppo industriale dai profondi risvolti economici e sociali.
In questo quadro storico la città di Lecce merita di essere menzionata per alcuni esperimenti riguardanti l’illuminazione pubblica e la misura del tempo. Continua a leggere “Un primato leccese dimenticato”

Cultura salentina, Saggio, Scrivere il Salento

«… Ecco, fate solo ciò che vi incanta…»: Antonio L. Verri

di Tina Cesari

Accanto al suo amico poeta Salvatore Toma, Antonio Verri è annoverato tra i poeti maledetti, anzi i selvaggi salentini.

In un contesto come quello della provincia dove, per usare le sue stesse parole, «si passa il giorno con falsità, ipocrisia e sole che scotta», chi come lui, voleva attivare un cambiamento, non poteva che apparire a dir poco stravagante. Continua a leggere “«… Ecco, fate solo ciò che vi incanta…»: Antonio L. Verri”

Cultura salentina, Saggio, Scrivere il Salento

Mai pe’ cabbu

di Lorenzo De Donno

Guest star: Boris Johnson.
Non avrò lo stesso bon ton di altri amici che, molto elegantemente, si sono astenuti da ogni tono di rivalsa contro la stupidità del primo ministro inglese. Io, invece, ne parlo perché non posso rinnegare la mia anima provinciale, magari senza affondare il fioretto fino in fondo come vorrei, giacché – come ha detto il Papa – siamo tutti sulla stessa barca (infetta). Nel farlo non me ne faccio una colpa, considerato che il Padreterno ( o Chi per Lui), nel colpire il biondo, é stato benevolo e ha previsto già una forma molto leggera di Covid-19. Se poi pensiamo che, al sopra detto, madre natura ha già dato un aspetto da personaggio dei Muppett Show – anche peggio, se possibile – non c’è veramente altro da aggiungere. Continua a leggere “Mai pe’ cabbu”

Cultura salentina, Racconti, Saggio, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

La leggenda del piccolo Chicchi Bacchetta e della perfida comare Lucetta

maresciallo d’alloggio capo dell’Arma dei Carabinieri Reali, Chicchi Bacchetta, con la moglie Francesca Stefano e le due figlie Maria (1923-2002) e Mafalda (1924-1930), deceduta per tetano

Ambientazione

Questa è una storia particolare tra le tante storie di streghe salentine; più note come macàre, il cui etimo è comune con l’italiano “megera”, sono verosimilmente riconducibili alla figura mitologica di Μέγαιρα, nata dal sangue di Urano evirato da Crono, che con le sorelle gemelle Aletto e Tisifone componeva il terribile trio delle ErinniFurie.

Come la Μέγαιρα della tradizione greca, la macàra salentina impersona la figura di un malvagio giustiziere, che ha il compito di vendicare chi colpisce la propria famiglia e parentela. La macàra è una potentissima strega, che oltre alla capacità di preparare pozioni magiche (per usi benefici o malefici), di fare fatture o malocchi e di spostare oggetti o di trasportare persone a distanza, è in grado di trasformarsi in varie forme di animali (generalmente in un rettile, in un uccello rapace o in un gatto nero), cospargendosi il corpo con un magico unguento, il cosiddetto olio macàro (o masciàro).

Il Salento, perciò, è terra di macàre e Uggiano La Chiesa è uno dei paesi più intensamente interessati da una lunga tradizione di stregoneria; infatti, Uggiano, probabilmente per la sua funzione di difesa della Chiesa (non a caso, il suo nome latino è Vigiliarium Ecclesiae), ben rappresentata dalla grande Chiesa Matrice e dalla Torre dell’Angelo, fu al centro di una costante aggressione da parte delle milizie del Maligno.

La vicenda della macàra Lucetta narra di un tipico caso di ailurantropia (trasformazione della strega in gatto nero) e della perfida vendetta da costei, come macàra mùscia (strega trasformata in gatta), contro i genitori di un innocente neonato, colpevoli di non essersi affidati alle sue cure di levatrice. Continua a leggere “La leggenda del piccolo Chicchi Bacchetta e della perfida comare Lucetta”

Architettura, Scrivere il Salento, Territorio

La Villa Episcopo

La Villa Episcopo di Poggiardo (Le), fiorente giardino ottocentesco all’italiana, donato ai cittadini ma non fruito

di Paolo Rausa

la villa: portale d’ingresso

La Villa Episcopo si estende in Poggiardo (Le) accanto all’imponente omonimo Palazzo, realizzato di fianco alla Chiesa Madre intorno alla metà del ‘700, una vicinanza significativa per esprimere la venerazione della famiglia e la saldezza del potere civile ancorato alla fede religiosa, con annesse strutture agricole per il deposito, la lavorazione e la conservazione delle derrate agricole che provenivano dall’immensa proprietà denominata La Falca, lungo la via che da Vaste si dirige a Cocumola e contado vicino. Continua a leggere “La Villa Episcopo”