Racconti, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Schegge di vita

di Eufemia Attanasi

 

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela 80×100, anno 2010)

 

Nino era un massaro che aveva rilevato con un contratto d’affitto la masseria di suo fratello Peppo, il proprietario, al quale corrispondeva metà del raccolto. A quel tempo le condizioni di vita dei contadini nel Salento erano a livelli di vera e propria miseria perché, durante la Seconda Guerra mondiale, molti terreni coltivati erano stati bombardati o distrutti dal passaggio dei soldati e, soprattutto, mancavano i fertilizzanti e i macchinari. Continua a leggere “Schegge di vita”

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Scrivere il Salento

L’Epifania o la Befana

di Mimì Mastria
Festa della Befana ad Urbania
Festa della Befana ad Urbania
L’Epifania è una delle principali feste religiose dell’anno ed è celebrata dalla Chiesa Cattolica 12 giorni dopo Natale, il 6 gennaio. Il termine Epifania deriva dal greco ἐπιφάνεια, epipháneia, che può significare “manifestazione”, “apparizione”, “presenza divina”. In particolare, l’Epifania assume il significato di prima manifestazione dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai popoli di tutto il mondo, simboleggiati dai Magi che gli rendono omaggio, portando in dono oro, incenso e mirra. Continua a leggere “L’Epifania o la Befana”
Antropologia culturale, cultura meridionale, Cultura salentina, Gastronomia, gastronomia, Racconti, Scrittori salentini, Scrivere il Salento, Territorio, Tradizioni

Aria di Natale

di Lucio Causo

La Natività di Saverio Lillo

Le tradizioni natalizie del Salento sono molto caratteristiche, vale la pena conoscerle. Se potete, andate a visitare uno dei più suggestivi mercatini d Natale del sud: la Fera di Santa Lucia, allestita in Piazza Sant’Oronzo e Piazza Duomo di Lecce. Vi perderete volentieri tra preziosi personaggi del presepe fatti a mano e pupi di cartapesta, creati secondo l’antica tradizione natalizia salentina. A partire dal 13 dicembre, festa di Santa Lucia, bancarelle di legno, addobbate con palle colorate, alberelli grandi e piccoli, scenari fantastici del lontano oriente, presepi e pupi di cartapesta, sono prese d’assalto dai turisti per acquistare presepi e pupi e respirare l’aria delle tradizioni natalizie della nostra terra. Continua a leggere “Aria di Natale”

Scrivere il Salento, Tradizioni

O Salento (griko) / Il Salento: paese ca vai usanza ca trovi

di Eufemia Attanasi

 

“L’attesa”, acquaforte (Pasquale Urso)

 

O Salento ene ghi jomài tis storia, cultura ce tradiziune. Ettù en ene òrrio manechà to calocèri me tin thàlassa ma e mère tu Christù, puru ka en echi to chiòni, ine jomàte tis tradiziuna. O Christò ene e festa pù torùme tus dikùmma ce tus filu, cundu lei to dittèrio “A Natale cu li toi, a Pasca cu ci voi”. Ma apù ‘na paìsi ston àddho sòzi vrìki kammìa differenza. Continua a leggere “O Salento (griko) / Il Salento: paese ca vai usanza ca trovi”

Scrivere il Salento

La zita te Turre

di Lucio Causo

Raffaello: Lo sposalizio della Vergine

Ancora oggi si racconta che, in epoca remota, nel piccolo borgo te Turre, un corteo nuziale, formato dalla promessa sposa, dai familiari e dagli amici, si recasse in chiesa dove si doveva celebrare il sacro rito delle nozze con il fasto che la cerimonia comportava. Continua a leggere “La zita te Turre”

Archeologia, Scrivere il Salento

CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO-CAPITELLO DEI GRIFONI

di Rita Paiano

 

Quanto può raccontare un capitello! Nella Cripta della nostra cattedrale idruntina ve ne sono ben 65. Ognuno di essi ci narra di epoche che si sono susseguite. Se socchiudiamo gli occhi, malgrado ci troviamo in una Cattedrale, luogo di pace, udiamo il frastuono di cavalli, di spade, di grida di guerrieri. Come susseguirsi di diapositive vediamo eserciti in movimento, invasioni, distruzioni e finalmente, fra un assalto e l’altro, brevi periodi di pace, in cui i vincitori ostentano in ogni campo la loro grandezza, credendo o sperando di affidarla all’eternità.

Continua a leggere “CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO-CAPITELLO DEI GRIFONI”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

È vero, o mar…

di Antonio L. Verri

Paul Cezanne: “La montagna Saincte Victoire” 1904-1906

È vero, o mar, non sono ancora passato al libro vecchio, non riesco a seguire il tuo “ quanto conta il saper fare ”, le parole, soprattutto per me, sono un po’ come cirase (una tira l’altra), febbraio è sempre un mese corto e amaro, le serpi sono ancora nascoste e le rane non “cantano” ancora… ma sono il figlio della storia del miglio e del mortaio, della camomilla dorata della sera, quello che perdeva gli occhi su quel vecchio comò a casa della nonna, Continua a leggere “È vero, o mar…”

Scrivere il Salento

A proposito del Giubileo Oronziano, ecco due tracce devozionali a Copertino

di Giovanni Greco

Festa Sant'Oronzo, il messaggio del Vescovo alla citta'A duemila anni dalla nascita di S. Oronzo (22 d.C. – 2022), vescovo e martire di Lecce, il capoluogo ricorda la figura del suo protettore con un interessante convegno che si è tenuto nell’episcopio leccese il 30 giugno e il 1 luglio di quest’anno. Secondo la tradizione, sarebbe stato eletto primo vescovo di Lecce da san Paolo in persona.

Il suo culto è molto popolare nel Salento. Scarsamente venerato a Copertino sebbene vi siano almeno due significative tracce. Nel primo caso si tratta di un dipinto su tela di notevoli dimensioni custodito nella Matrice raffigurante S. Oronzo tra s. Antonio di Padova e Santa Barbara. Continua a leggere “A proposito del Giubileo Oronziano, ecco due tracce devozionali a Copertino”

Antiche cartoline, Scrivere il Salento

Lu Professore Gerhard Rohlfs (con traduzione in griko e lingua italiana)

di Rosa Comi

“Rosa, crai veni cusi’nci iuti cu facimu pulizia a tutta la casa”? Tie basta cu sporveri,a ddhu ave lu salottu, addhai li conzamu la stanza cu dormane,suntu maritu e muiere e vengune de la Germagna.Suntu tutti ddoi professori, la muiere era alunna soa e dopu ca quiddra se piiau la laurea se sposara. Quiddhu se chiama Professore Gerhard Rohlfs, ete nu grande studiosu de dialetti e scrive libbri l’annu passatu sciu a Calimera, quannu vene a Cascignanu de li Greci a, casa noscia. Vene cu studia lu griku e lu dialettu nosciu. De intra alla cucina noscia sentu corpi de scupa allu parite de confine (quiddhu era lu telegrafu senza fili). Continua a leggere “Lu Professore Gerhard Rohlfs (con traduzione in griko e lingua italiana)”

Cronaca locale, Personaggi, Scrivere il Salento

Della Stella

di Umberto Marsella

Ora è tutto finito da tempo ma, forse, non  completamente metabolizzato!  Ancora rimbalzano nella mia mente i toni mesti e avvilenti che accompagnavano le scarne conversazioni rubate  dietro gli scaffali e gli sguardi contriti in fila alla cassa, come se fosse, per assurdo, una processione del disappunto. Quell’ambiente che aveva sempre inclinato la nostra quotidianità verso il buonumore, la gentilezza autentica e la leggerezza, si faceva grigio e silente e così, nella crudezza di questa realtà, Della Stella o meglio Chiarastella chiudeva, dopo ottant’anni. Mese più, mese meno. Prima forno, poi mini market, infine supermercato. Con un bisogno irrinunciabile di andare avanti anche quando dai vetri del negozio vedevamo scorrere le immagini di una “metafisica” trasformazione della verdeggiante e luminosa Piazza delle Erbe (leggi chiazza cuperta) in suppinna  impervia e  …odorosa. Continua a leggere “Della Stella”

Archeologia, Scrivere il Salento

La Cattedrale di Otranto è uno scrigno

di Rita Paiano

Cattedrale di Otranto (© Gianfranco Budano)

La Cattedrale di Otranto è uno scrigno di rara bellezza. Lo si nota ad occhio nudo e, accostandosi ad essa, se ne riceve profonda emozione e suggestione.

Ma cosa c’era sulla collina a poca distanza dal mare prima che i Normanni, nel 1080, concepissero l’idea di realizzare la magnifica Cattedrale e che Gionata, l’arcivescovo cattolico, amante della teologia e dell’arte, tra il 1163 e il 1165 affidasse a Pantaleone il compito di illustrare ai fedeli i passi più importanti della Bibbia per svelare loro il mistero salvifico cristiano? Forse non ne saremmo mai venuti a conoscenza se non si fosse reso necessario il restauro proprio di quel mosaico meraviglioso che versava in condizioni di degrado. Continua a leggere “La Cattedrale di Otranto è uno scrigno”

Scrivere il Salento, Tradizioni

I Passiùna tu Cristù (La Passione di Cristo)

di Eufemia Attanasi

©Gianfranco Budano: Gallipoli, riti del venerdì santo

Ancora oggi, durante la Settimana Santa, nei paesi della Grecìa Salentina (Corigliano d’Otranto, Martano, Soleto, Martignano, Sternatia, Zollino) giovani e anziani cantano la Passiùna tu Cristù, la Passione di Cristo, una canzone popolare composta di 52 strofe in Griko, che rappresenta in modo semplice il dramma divino. Della Passione esistono diverse versioni tra i vari paesi. Di solito, i cantori si muovono in gruppi di tre, uno suona l’organetto e gli altri due si alternano cantando a turno una quartina, portando dei ramoscelli di ulivo benedetti, delle immagini sacre e delle zagareddhe, cioè dei nastri di raso colorati. Questo canto è la parafrasi di racconti biblici riadattati e, accanto alla figura di Cristo, appare quella della madre dolorosa che parte alla ricerca del Figlio. I Passiùna tu Cristù può essere considerata “una delle forme più antiche di teatro popolare e l’espressione più genuina delle sacre rappresentazioni che erano presenti in tutta Italia nel XII secolo, e può essere inserita a pieno titolo nella grande tradizione italiana del bruscello. Intendendo con tale nome una rappresentazione popolare che ha per oggetto eroi e personaggi biblici[1]”. Continua a leggere “I Passiùna tu Cristù (La Passione di Cristo)”