Ambiente, Territorio

Le noci pecan (Carya illinoensis) di Cutrofiano

di Antonio Bruno

Time to thresh
© Gianfranco Budano: Time to thresh

L’Azienda Agricola Sirgole, a Cutrofiano, produce le noci pecan. In questa nota le ragioni dell’opportunità e convenienza di coltivare quest’albero.

Domenica 19 dicembre 2010 ho avuto la conferma che non puoi “dire di vivere” se non vai in campagna. Per la verità tutto ha avuto inizio con la gara in piscina a San Cesario di Lecce di mia figlia Sara Maria Agnese che l’ha vista vincitrice, mi ha detto che era calma, che ha nuotato in modo naturale, sciolta e serena. C’era il mio vecchio amico e collega Vincenzo Castellano, un destino legato al mio, preparavamo l’esame di Fisica generale e trovammo due amiche che sono divenute le nostre mogli e che ci hanno dato, lo stesso anno, figlie femmine che sono divenute amiche tra loro.

Io e Vincenzo, in quelli che tutti hanno definito “gli anni di piombo”, eravamo iscritti entrambi alla Facoltà di Agraria di Bari e abbiamo abitato la stessa stanza della Casa dello studente del Campus: la Benedetto Petroni.

Mi hanno costretto a convivere con Bianca, un barboncino toy femmina, e mi è venuto in mente ciò che mi dice, facendo riferimento ai cani, un altro amico: Rory Muratore. Lui mi ha portato a prendere Bianca e mi dice che devo portarla in campagna, lasciarla libera.  Oggi alla vista di quella terra incolta, la pseudosteppa che circonda la Piscina di San Cesario di Lecce, mi sono venute in mente le parole di Rory e ho chiesto a Vincenzo se potevo andare nella sua Azienda, che è recintata, per lasciare finalmente libera Bianca.

Ed è li, in quella terra di San Cesario di Lecce, che Vincenzo mi ha mostrato due alberi che dovrà mettere a dimora tra qualche giorno, due alberi di Noce pecan.

La Classificazione scientifica dell’albero di pecan è la seguente Regno: Plantae; Divisione: Magnoliophyta; Classe: Magnoliopsida; Ordine: Juglandales; Famiglia: Juglandaceae; Genere: Carya; Nomenclatura binomiale Carya illinoensis (Wangenh.) K.Koch, 1869; coltivato principalmente nell’America del nord per la raccolta dei suoi frutti, le noci pecan.

Queste piante, molto simili al noce comune, erano presenti in Europa, anche se in forma diversa, nel periodo villafranchiano (pliocenico inferiore), in epoca cioè con clima temperato umido simile a quello ove oggi sono coltivate. Pollini appartenenti al genere “Carya”, cui la noce pecan appartiene, sono infatti normalmente presenti nei giacimenti fossili italiani.

C’è un uomo saggio a cui chiedo sempre consiglio, è l’Avv. Vincenzo Provenzano di Ugento, misura ogni parola, e quando parliamo di territorio, di alberi, di frutti della terra, mi guarda e poi con un sorriso mi dice che c’è necessità di trovare un alternativa per diversificare la produzione. Il Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi” per favorire i suoi 200mila associati,  per sostenere le piccole aziende agroalimentari locali e creare un ambiente favorevole per la costituzione di nuove imprese, secondo l’Avv. Vincenzo Provenzano,  può cercare di individuare nuove colture che consentano di avere un reddito soddisfacente e che siano destinate ad un mercato in espansione. Insomma il Consorzio funge da “forum” dello sviluppo locale. Questa attività di tipo informale, è rivolta essenzialmente ai 200mila piccoli proprietari del Paesaggio rurale del Salento che hanno intenzione di proporre prodotti alimentari specifici, alle imprese in fase di costituzione e agli agricoltori che intendono diversificare la propria produzione.

Ho fatto una ricerca ed ho scoperto che l’Azienda Agricola Sirgole, a Cutrofiano, produce le noci pecan, che secondo l’azienda sono ancora poco conosciute in Italia nonostante i loro effetti positivi sul colesterolo, la circolazione sanguigna, le malattie coronariche, grazie all’alto contenuto di grassi monoinsaturi. Le varietà di noci pecan coltivate a Cutrofiano sono la Kiowa, la Wichita  e la Shoshoni tutte con i nomi epici degli antichi pellerossa.

Sempre la stessa azienda pensa che molto probabilmente Cutrofiano sia l’unico territorio in Italia in cui si producono le noci pecan.

Ma quanto producono questi alberi? Lo so che ve lo state chiedendo, ed io, che sapete che lo so, ecco che ve lo scrivo. Piante di 10-25 anni possono fornire 50-100 kg di frutti con guscio. Oltre il ventesimo anno rese di 100-200 kg a pianta sono normali. Le rese medie in un pecaneto adulto degli Stati Uniti con le cultivar antiche e a densità classica (122 piante per ettaro una densità che è un po’ di più della foresta degli ulivi del Salento) sono dell’ordine di 1,5 – 2,0 tonnellate ad ettaro. Con le nuove cultivar texane e spaziature strette si possono ottenere quantitativi doppi.

L’ Azienda Agricola Sirgole, a Cutrofiano, vende le noci pecan in confezioni da 5 chili al prezzo di 58 Euro. Non ci credete? E’ tutto sul Web basta che mettiate in una stringa del motore di ricerca che usate le parole Azienda Agricola “Sirgole”. L’avete fatto? Bene! Allora state già facendo un po’ di conti per vedere se vale la pena prendere quelle piante per farle vivere in quel tuo terreno che una volta era uno dei 60mila ettari di alberello pugliese oppure uno degli oltre 5mila ettari di tabacco che si coltivavano nel Salento sino al 1996.

Già! Vale la pena?

Facciamo un conticino piccolo, piccolo? Aspè che chiamo mia figlia Sara, gli sto chiedendo quanti chili sono una tonnellata e mi ha risposto che 1 tonnellata = 1000 chilogrammi. Allora facendo l’ipotesi che i 122 alberi di pecan producano solo 20 chili di noci a pianta avremo in un ettaro circa 2mila e cinquecento chili con una produzione lorda vendibile di quasi 30mila euro per ettaro. Gli altri conti te li puoi fare tu! Aspè! Non adesso! Almeno finisci di leggere la mia nota e poi mettiti a sognare!

Intanto sappiamo con certezza che a Cutrofiano il pecan (Carya illinoensis) produce alla grande e che c’è l’ Azienda Agricola “Sirgole” che lo commercializza sul Web a prezzi di tutto rispetto.

Se c’è qualche interessato posso certamente chiedere un contatto all’azienda che peraltro legge questa nota che ho mandato al suo indirizzo e mail, rivolgo l’invito soprattutto alle Associazioni di categoria della Provincia di Lecce. Inoltre se c’è qualcuno degli scienziati dottori agronomi e biologi dell’Università che ha interesse ad approfondire gli aspetti scientifici della coltivazione di questo albero nel Salento ecco che la funzione del Consorzio quale  forum dello sviluppo locale, cara all’Avv. Vincenzo Provenzano, diviene fatto compiuto.

Che aspettate a scrivermi?

Antonio Bruno (Dottore Agronomo)


Bibliografia

Azienda Agricola Sirgole

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Un pensiero riguardo “Le noci pecan (Carya illinoensis) di Cutrofiano”

  1. Gent.mo dott. Bruno,
    i suoi articoli sull’agricoltura salentina sono interessanti per due motivi: innanzitutto ci danno la dimensione di ciò che il nostro territorio offre in termini di produttività e di risorse alimentari; in secondo luogo ci induce a porci una domanda importante alla luce anche delle recenti critiche alla globalizzazione: come mai la nostra agricoltura, potenzialmente così diversificata e apprezzata, non dà né lavoro né l’economia che ci si aspetterebbe?
    Si tratta di una stortura che andrebbe corretta, perché non si vive di sola industria o terziario…
    Un cordiale saluto

    Mi piace

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