Ambiente, Scrivere il Salento

Una gita a Torre Guaceto

Torre Guaceto, sulla costa nord di Brindisi
Torre Guaceto, sulla costa nord di Brindisi

Scopri il Salento che non ti aspetti giorno dopo giorno, basta poco: un po’ di curiosità e tanta resistenza alla fatica; il dono che ne ricevi in cambio è però importante, quasi incommensurabilmente prezioso.

Negli ultimi anni grazie a numerosi interventi regionali la Puglia si è dotata di programmi di tutela di aree naturali
dove l’ambiente, rimasto praticamente incontaminato per secoli, miracolosamente libero da aggressioni antropiche fino ai giorni nostri, viene definitivamente protetto grazie allo strumento legislativo di cui le regioni sono dotate.

Una di queste aree è la Riserva Naturale Statale di Torre Guaceto; sono rimasto molto incuriosito dalla buona pubblicità elaborata dall’ente preposto alla salvaguardia di questa area, ma decido di visitarla soprattutto per prendere visione dei risultati del recente restauro effettuato sulla bellissima torre cinquecentesca che sovrasta uno splendido promontorio prospiciente il parco. Questa struttura militare un tempo costituiva una barriera micidiale contro le incursioni portate ai danni delle nostre terre da parte dei corsari barbareschi.

Decido di visitarla in una apparentemente fresca domenica di settembre parcheggiando di buon’ora nel terreno all’uopo adibito così come da indicazioni stradali. Un cartello avvisa che il costo del parcheggio, unico pedaggio da pagare per poter accedere alla visita, ammonta a euro 3, ma nessuno sembra intenzionato alla riscossione del tributo.

Tanto meno sembra intenzionato a chiedermelo il ragazzo cui mi rivolgo per le informazioni su come approcciarmi alla visita e su come raggiungere la torre; mi dice che vi sono due percorsi, identici, entrambi di circa tre chilometri. Ne deduco che la passeggiata è riservata solo a persone in buona salute, mi accorgerò solo più tardi, quando il caldo comincerà a battere sul collo, che solo con gambe allenate ai lunghi percorsi si può effettuare la “passeggiata” in tempi accettabili.

Rifiuti che il mare restituisce alla terra
Rifiuti che il mare restituisce alla terra

Il parco è ben tenuto, pulito e scevro dai soliti insulti umani, salvo alcuni tratti di spiaggia sui quali la mareggiata in atto riversa numerose testimonianze della nostra incuria. La macchia mediterranea la fa da padrona e alcune rade pinete irradiano profumi che non sentivo da tempo.

Purtroppo i cartelli per segnalare i percorsi non sono previsti e pertanto procedo a intuito; per fortuna sono dotato di un buon senso dell’orientamento e, sia pure con qualche ripensamento, dopo un paio d’ore riesco a raggiungere il promontorio della torre.

La splendida Torre Guaceto si presenta in tutta la sua imponenza già da una certa distanza. Si tratta di una torre “tipica del regno” come usano dire gli studiosi; vale a dire che venne costruita secondo un modello prestabilito e utilizzato poi in molte altre costruzioni simili in tutto il Regno di Napoli. La pianta quadrangolare, le caditoie per difendersi da eventuali attacchi, le archibugiere ai lati di ogni caditoia, non lasciano dubbi.

Torre Guaceto vista da nord
Torre Guaceto vista da nord

Il restauro è molto bello, la torre è linda in ogni suo frammento, peccato abbiano lasciato un vecchio sovraccorpo, cioè una struttura posticcia che nulla aveva a che fare con quella originale e che venne eretta chissà per quale scopo in tempi molto recenti. Peccato anche per alcuni piccoli particolari, alcune attenzioni che dopo tutto quel lavoraccio effettuato per il recupero avrebbero favorito una migliore fruizione della torre soprattutto dal punto di vista paesaggistico.

Per esempio, come mai al custode non è stato spiegato che l’auto non deve essere parcheggiata sotto la struttura? Non è bello vedere una moderna utilitaria mentre si visita un monumento di tal fatta.

Ai progettisti poi occorrerebbe spiegare che quelle brutte panchine verdi posizionate proprio a un metro dalla struttura forse stonano un po’ con l’austerità della torre.

Cassonetti della differenziata a bella posta sotto al monumento
Cassonetti della differenziata a bella posta sotto al monumento

E infine chi ha previsto di posizionare ancora una volta praticamente addossati alla struttura quella bella fila di cassonetti della differenziata? Possibile che manchi tanta sensibilità verso la bellezza di questo monumento, verso il paesaggio, verso la storia, pur avendo fatto tanti sforzi per recuperarlo e valorizzarlo?

No, non è proprio concepibile che particolari di questo tipo vengano lasciati decidere a persone con una così improbabile sensibilità per il nostro patrimonio culturale. Pensando a questo mi accingo al ritorno.

Il sole picchia sulla testa come in pieno agosto, una libellula mi vola affianco, mi fermo a guardare uno stagno pieno di fantastici uccelli acquatici, poi via, la strada è lunga e il secondo itinerario, quello che costeggia la statale non è il massimo; le auto ti sfrecciano a pochi metri e non ti senti molto sicuro.

Una libellula nella riserva naturale di torre Guaceto
Una libellula nella riserva naturale di torre Guaceto

Giungo sfinito al parcheggio, per mia sfortuna ho dimenticato l’acqua in macchina che adesso sembra appena uscita da una pentola dopo opportuna bollitura. In giro non si vede un bar, mi rimane solo l’aria condizionata dell’auto.

Vado via non prima di aver chiesto a chi pagare il parcheggio; il ragazzo mi risponde tentennando che posso darli a lui, tre euro senza scontrino. Faccio un conto veloce, in tutta la giornata ci saranno state un centinaio di auto, chissà quanto andrà del ricavato all’ente gestore?

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7 pensieri riguardo “Una gita a Torre Guaceto”

  1. Notizia giusta al momento giusto! Guardare e osservare il nostro paesaggio può generare, in tempi diversi, condizioni nuove e alternative di interpretazione. Contenitori per la raccolta differenziata alla base della torre come rinnovate “merlature” di un sky-line tutto da scoprire per le nostre straordinarie “S_Culture Sostenibili” d’avvistamento. Una galleria d’arte lunga quanto la costa, un viaggio continuo attorno … a noi!

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  2. Osservate o andate a vedere da ‘vicino’ come, il prospetto (quello con i cassonetti per la differenziata in basso a destra) architettonicamente può offrire motivo di ispirazione volumetrica e plastica creata naturalmente per sovrapposizione temporale casuale, dell’alternanza di piani addossati alla torre che interagiscono plasticamente con le ‘caditoie in controscarpa’ della bellissima torre. L’effetto diventa interessante per le ricerche ‘colte’ da laboratorio d’architettura. Questo è un mio modesto suggerimento ad architetti ingegneri e geometri (da anni difendo l’architettura di qualità) che purtroppo fanno a gara, in questo periodo a progettare le onnipresenti cattedrali nel deserto dei ‘resorts’ dove archi, scale, balaustrine in pietra leccese, annegate in un oceano di ‘prato inglese’ e scimmiottanti ville eclettiche con trovate da incubi architettonici, vanno contro qualunque regola salentina naturalistica di eco-sostenibilità. Più che volgarità, questo, è tremendo qualunquismo. Vi pare?
    per maggiori informazioni:
    http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/ricerca.htm

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