Cultura salentina, Poesia, Poesie

La sete

di Maria Cezza
La funtana

E la vecchia fontanella
color fucile,
ossidata e mimetica,
sentinella della piazza,
aspettava
le bocche dei bambini
per dissetare se stessa.
Li ricordava
spesso piegati
a tentarne la goccia,
ma poi tutta addosso,
e sempre insufficiente
alle labbra.
Li aspettava,
potendo l’unica sua arma:
l’acqua.
Li immaginava
a far parlare,
con le scarpe,
il guazzo.
Disorientata.
Innocua e rilevante.
A lungo attese
quei calzoncini corti.
Ma non arrivò
alcuna infanzia.
E tutto rimase arso.

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