Scienza

La medicina del futuro

di Dino Licci

Prima di andare avanti nella nostra chiacchierata, dovremmo ricordarci che le nostre cellule sono fornite di un citoscheletro formato da microtubuli, Questi organuli, dotati di grandi movimenti, si occupano di dare stabilità alla cellula e rivestono grande importanza anche durante la divisione cellulare. Insomma danno l’idea della cellula come elemento singolo ma capace di muoversi e dialogare con tutti i suoi simili fino ad entrare in fase con essi. Il dialogo tra le cellule è dovuto anche all’emissione di biofotoni, della cui esistenza si è occupato per primo il Dr. Fritz-Albert Popp, un pioniere nella ricerca della comunicazione infracellulare. Come abbiamo già visto per l’acqua, anche la luce emessa dai biofotoni deve essere coerente tanto da considerala un indice della vitalità e del benessere di un individuo. Una eventuale modificazione di tale coerenza, sarebbe indice di malattia.

Il dott. Popp ritiene infatti che le cellule nel loro metabolismo utilizzino onde elettromagnetiche che vanno dall’ultravioletto al visibile per comunicare e trasferire informazioni necessarie ad armonizzare i sistemi di auto-organizzazione biologica della vita . Di conseguenza le sostanze che disturbano o modificano la trasmissione di questi quanti di luce coerente nelle diverse onde di frequenza possono influenzare la nostra cenestesi.

Vi sto parlando di biofotoni perché essi potrebbero rivestire un ruolo importante nella medicina del futuro. Noi infatti, nel nostro sistema immunitario ci avvaliamo anche dei Natural Killer (NK) che sono linfociti molto importanti per regolare la risposta immunitaria innata, in quanto essi forniscono la prima importante linea di difesa contro i parassiti, i virus e il cancro.

La loro funzione potrebbe essere correlate con la presenza coerente dei biofotoni poiché le cellule malate potrebbero essere riconoscibili quando producessero oscillazioni fotoniche “non coerenti”.

Secondo Genovesi poi, l’elettromagnetismo di cui siamo dotati, oltre che dall’acqua coerente, potrebbe sprigionarsi anche da quella parte del nostro patrimonio genetico che la medicina tradizionale considerava DNA spazzatura, Ora non solo, data la sua struttura elicoidale paragonabile a un solenoide, esso potrebbe generare un campo elettrico, ma pare che abbia anch’esso un ruolo importantissimo nell’attivazione dei linfociti T, le nostre sentinelle contro l’insorgenza delle malattie. Sarebbe infatti assurdo pensare che la Natura produca qualcosa che non serve a niente salvo nei casi di organi vestigiali ( l’ appendice, l’organo vomeronasale, i muscoli orripilatori, i tubercoli di Darwin, il coccige, i denti del giudizio ed altri ancora), frutto di una ancora non completa evoluzione. Sia ben chiaro che io “relata refero” accettando appieno che qualsiasi terapia o medicinale sia tale solo se compreso nella farmacopea ufficiale, ma la Scienza si muove per tentativi e la falsificazione di una teoria è ciò che la fa sempre progredire. Quello che scrivo qui però è molto verosimile e ho sentito con le mie orecchie il canto di una cellula di lievito che dialogava con le sue sorelle (prof.Ventura) e il dott. Fritz-Albert Popp ha effettuato un esperimento che ci riporta all’entanglement di cui vi ho già parlato e alla possibilità di curare i malati a distanza. Non è strabiliante ?

Egli pose dei linfociti prelevati dalla stessa persona in due contenitori separati da una lastra di vetro e quindi stimolò uno dei due gruppi in modo da produrre delle variazioni molecolari nella loro membrana citoplasmatica. Tali variazioni rilevabili con uno speciale apparecchio, si manifestavano istantaneamente e solamente anche nel secondo gruppo, quando veniva tolta la lastra che li separava. Ciò significa che l’entanglement funziona anche per cellule che siano state in contatto potendo comunicare istantaneamente anche a grandi distanze! Pensate agli sviluppi futuri che avrà questa scoperta, se sarà confermata dalle tante prove cui verrebbe certamente sottoposta. Ma, a prescindere dalle conseguenze scientifiche, non vi viene da rimanere basiti scoprendo che questi miliardi di cellule che compongono il nostro organismo comunicano tra di loro continuamente vibrando scientemente come in una enorme orchestra sinfonica? La musica che è in noi e che forse si trasmette tra alcuni di noi, fa vibrare il mio cuore di un’altra musica, quella che ci trascina a sentire un “Dio sive natura” come diceva Spinoza e lasciarmi andare, oltre ogni speculazione biologica e filosofica, a godere della grandezza di questo Dio, la cui natura non ci è dato conoscere se non attraverso la complessa bellezza della Natura che ci circonda e sorride.

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