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di Debora De Massimo

luss

Rosanna Scorrano, "Lussuria"

Rosanna Scorrano nasce in Svizzera a Langenthal ma rientra in Italia già da bambina. Esprime, fin da piccola, interesse per l’arte e frequenta, infatti, il liceo artistico e in seguito l’Accademia di belle arti di Lecce. Oggi vive e coltiva la sua passione per la pittura a Parabita. Ha partecipato negli anni a varie mostre e concorsi.

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FRD

La musica di Wagner risuona tetra ed evocativa mentre immagini spettrali affollano la mia mente inquieta e sgomenta. Corpi esanimi, scheletri viventi, sembrano sfilare silenziosi e mesti tra i resti fumanti di forni crematori, grovigli di filo spinato, una sensazione di morte enfatizzata da questi suoni pomposamente colmi di retorica e capaci di eccitare le masse, l’armento da trascinare in un olocausto purificatore, nell’idea di redenzione che animava il compositore e saggista tedesco. Continua a leggere »

Pasquale Urso: "La quercia vallonea"

Contro una spessa coltre
Di cumulo-nembi
S’arrestò il volo arabescato
Del falco sognatore. Continua a leggere »

Elsa Mola a Lecce

1. Bagliori tra Leuca e Costantinopoli

Un libro di liriche sospese tra l’evocazione e l’allusione, l’ironia e il fil di fumo della Butterfly, il flauto e il violoncello, il volto e la conchiglia sonora, il volo della gazza tra gli ulivi e la picchiata del gabbiano nel mare messapico, quello di Elsa Mola, Continua a leggere »

Tra me e il mare

di Lele Mastroleo

Il mare d'inverno di Gianfranco Budano ©

Il mare d'inverno di Gianfranco Budano(©)

…il mare da quaggiù non serve a bagnarsi
è solo racconto di sirene,
lama che graffia la pelle allo scoglio.
Il mare da quaggiù suona melodie antiche Continua a leggere »

Spaccati

di Pierluigi Caputo

L’Aquila, Centro storico, giugno 2009 – ph. Pierluigi Caputo

Il progetto fotograficoSpaccati” nasce dalla mia esperienza di volontariato come ingegnere nel territorio dell’Aquila, nel giugno del 2009. La lettura di queste immagini spinge a mettere in evidenza diversi “spaccati” (urbanistico, architettonico, sociale), dove ogni linea retta o di congiunzione temporale e spaziale è stata inesorabilmente rotta.

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Fëdor Dostoevskij

Si, noi facciamo poesie, cantiamo i nostri amori, le nostre angosce, le nostre delusioni, ma spesso personali e passeggere. I grandi dell’arte, della letteratura, della musica, ci hanno invece lasciato pagine stupende e parole pregne d’insegnamenti e profonde considerazioni di carattere universale, come quelle che Fëdor Michajlovič Dostoevskij fa dire al suo personaggio Ivan, che vorrebbe scrivere un poema sul grande inquisitore, Continua a leggere »

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