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Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Cercare di determinare con rigore storico tempi, modalità e vicende riguardanti la prima diffusione del Cristianesimo in Terra d’Otranto certo non è impresa facile. Se infatti, per la scarsità di testimonianze archeologiche e documentarie, ben poco conosciamo delle comunità pugliesi dei primi tre secoli dell’era cristiana, ancor più oscuro appare il processo di cristianizzazione della penisola salentina.

Sono gli atti di tre concili a fornirci le prime notizie circa l’istituzionalizzazione della Chiesa pugliese. Da essi sappiamo che al Concilio di Arles, nel 314, partecipò un tale Pardo, vescovo di Salpi, città dauna a sud di Siponto, per discutere sulla questione donatista. Nel 325, invece, a Nicea, nel tentativo di arginare l’eresia di Ario, abbiamo notizia della presenza di un tale Marcus Calabriae, secondo alcuni vescovo di Brindisi e per altri di Otranto. Continua a leggere »

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La prefica

Si nu’ chiangimorti!

E’ questa l’espressione tipica nel Salento che si usa, riprendendo la figura di quelle donne luttuose e urlanti che si vedevano sino al secolo scorso durante i funerali, quando si vuole indicare una persona particolarmente lagnosa. Queste chiangimorti o prefiche, quando qualcuno moriva, erano chiamate nella casa del defunto per piangerlo e sedevano di fronte alla bara e al fianco dei parenti.  Generalmente si trattava di una coppia che era pagata per il servizio svolto e perciò, non raramente, malgrado dimostrassero tanto dolore per la perdita del caro estinto, il più delle volte lo conoscevano a malapena.

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Eppur si muove

Galileo aveva forse torto ad asserirlo con tanta sicumera? Non voglio certo offendere il grande scienziato, né mettere in dubbio la verità delle sue leggi ma, alla luce delle moderne conquiste della Scienza, che senso ha dire che è la terra a muoversi intorno al Sole e non viceversa? Continua a leggere »

Sinfonie di luci

di Paolo Marzano

©Gianfranco Budano: Christmas in Italy

Nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alle Politiche Ambientali in collaborazione con il locale Circolo Legambiente “Pietro Medagli” di Monteroni, si è tenuta, domenica 12 maggio 2013, negli spazi espositivi della ‘Falegnameria Barba’, una interessante esposizione della serie di immagini fotografiche di Gianfranco Budano dal titolo “Sinfonie di luci”. Continua a leggere »

di Riccardo Viganò

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Qui di seguito è trascritto fedelmente un documento, rinvenuto nell’Archivio di Stato di Lecce nel fondo degli atti rogati tra il 1747 e il 1802 dal notaio neretino Giovanni Foggetta, nel quale è riportata una dichiarazione inerente a un particolare fatto di cronaca verificatosi in Nardò nel 1764. Nello specifico è una testimonianza rilasciata al giudice della Corte Ducale di Nardò da un tal “magnifico” Giuseppe Cantore il quale denuncia, per falsa testimonianza e falsificazione di atti e dichiarazioni, l’ufficiale subalterno Michele De Cuntò che aveva ricevuto dalla Regia Vicaria Provinciale l’incarico a svolgere indagini su due morti, un omicidio e un sospetto omicidio avvenuti quell’anno in due masserie neretine. Continua a leggere »

Eduard Manet: Le Déjeuner sur l’herbe, Musée D’Orsy, Parigi

In un forum che frequentavo anni fa, due amiche discutevano sul meccanismo della sessualità e sulla sua  facile trasformazione  in “scambio commerciale”. Io vorrei aggiungere qualcosa a completamento delle loro spiegazioni che, devo riconoscere,  erano  molto oculate e dotte, ma trascuravano di spiegare come il sesso nell’uomo non sia soltanto una risposta a stimoli chimici, tattili od olfattivi come negli animali, ma invece un coacervo di sensazioni, messaggi, percezioni, che implicano dei meccanismi tuttora in fase di studio, i principali dei quali io individuerei nei “neuroni specchio”. Continua a leggere »

La città di Otranto. Antica incisione.

La città di Otranto. Antica incisione.

Il medioevo volge al tramonto quando i centri costieri di Terra d’Otranto vivono quotidianamente con l’angoscia che dal mare possa giungere qualcosa di nefasto, mentre anche nell’immediato entroterra ci si prepara al peggio. Continua a leggere »

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