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di Riccardo Viganò

 

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Tabelle, Chiesa di Santa Lucia particolare, concio di riutilizzato come architrave nell’ ingresso moderno

2. Genesi e morte di un casale medioevale

Nel caso di Tabelle si riscontrano tutte quelle peculiarità in cui di può distinguere un casale medievale. Esso era un insediamento stabile, dotato di quegli strumenti assolutamente necessari per la conservazione e la trasformazione di prodotti agricoli, con un economia generale essenzialmente chiusa, in un periodo dove ogni contatto era limitato solo alle comunità strettamente circonvicine, e fatto salvo i diritti dei feudatari, il prodotto fondamentalmente serviva alla sussistenza interna degli abitanti dello stesso casale. In linea di massima il casale medievale aveva un territorio di sua pertinenza ben delimitato, con la presenza di uno o più luoghi di culto, più luoghi per la sepoltura della popolazione, granai, recinti, stalle per gli animali, pozzi e cisterne per immagazzinare stagionalmente le riserve idriche. Questa sommaria descrizione di una casale medievale rispecchia in pieno quello che era fondamentalmente il casale di Tabelle. Continua a leggere »

Il grido del nibbio

di Ottorino Capocelli

Salvatore TomaSalvatore Toma (Maglie, 1951-1987)

 

 

Il 17 marzo di 27 anni fa moriva Salvatore Toma  (Maglie, 11 maggio 1951 – 17 marzo 1987). Era nato in una famiglia di fiorai ed è stato un poeta italiano, tra i maggiori lirici salentini e pugliesi. Ha fatto parte dei cosiddetti “poeti maledetti salentini“, quali Antonio Verri e Claudia Ruggeri. In vita pubblicò sei raccolte di poesie, dal 1970 al 1983: PoesieAd esempio una vacanzaPoesie scelteUn anno in sospesoAncora un anno e Forse ci siamo, ma i libri delle sue poesie sono ormai introvabili.

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Lo sfottò

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Si inizia nell’età in cui la personalità non permette la piena affermazione di sé. Per vari motivi: insicurezza, paura, frustrazioni, mancato svezzamento psicologico, inadeguatezza o semplicemente voglia di sentirsi ‘al di sopra’ non avendo altri mezzi per farlo.

Così comincia il percorso di chi ama ‘sfottere’ e non si ferma davanti a niente, perché l’azione del ‘prendere in giro’ è fonte di forza anche intellettuale, per i molti.

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L’orapo, ovvero lo spinacio selvatico (@Wikipedia)

“Per trovarmi in un luogo comune non ho necessità di viaggiare e nemmeno di muovermi: ci arrivo in un istante montando sull’astronave della mia stupidità”

(Il dottor Babbarabbà, “Minestrone con carrube”, Proemio, luglio 2014).

“Chi asino è, ma cervo si crede, al saltar della fossa se ne avvede”.

Mercoledì 2 luglio 2014, ore 17,00. Dopo un inizio d’estate inclemente e piovoso, nel Salento c’era un caldo assurdo, al punto che il dottor Babbarabbà si sentiva come immerso nel girone del fuoco eterno ed, in quella atmosfera da tregenda, si ritrovò a fare penose riflessioni sull’incipiente vecchiaia e sui suoi relativi effetti sul fisico e sulla mente; ad una certa età ineluttabilmente accade, purtroppo, che tutto si rallenti: nel suo caso, però, al bradipsichismo si erano associati pure il “bradigrafismo” e il “pachigrafismo” (neologismi di suo conio usati per descrivere quanto lento e pesante fosse diventato per lui mettere su carta pensieri associati e intelligibili). Continua a leggere »

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Un film. Luci soffuse e porte aperte ad una sera d’estate.  Il vento tiepido fuori muove, appena, le foglie degli alberi. Un bicchiere di birra ghiacciata e silenzio.

Inizia. I titoli scorrono.  Sulle prime immagini i nomi degli attori. La musica è sottofondo alla voce narrante che introduce la trama.

Anni Cinquanta. Una Roma del dopoguerra appena svegliata dalla miseria ed appena entrata nel futuro italiano del Neorealismo. Una cultura tutta in divenire in un’economia sorridente ed ottimista. Una vita di valori semplici, ancorati ad un passato che aveva messo paura e di cui si sentivano ancora i brividi. Continua a leggere »

di Annamaria Buia

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Cesare Cuppone, “Ormeggio al tramonto” (olio su tela – 2014)


Tecnica, colori, emozione sono le parole chiave del percorso artistico di Cesare Cuppone.

Il suo disegno è sempre sicuro ed essenziale, il suo colore è sempre composto ed elaborato per creare nell’infinità delle variazioni il perfetto bilanciamento di ogni dipinto. Continua a leggere »

Lui

di Mina Borrelli

Klimt – Il bacio

 

Lui…
un caleidoscopio emozionale
in cangianti cromie…
tenui bagliori di ancestrali memorie
impresse dietro l’iride…

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