Arte

I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario

di Daniela Bacca

Madonna del Rosario, Gian Domenico Catalano, 1615 ca., Casarano, Chiesa Parrocchiale

La festa della “Madonna della Vittoria”, promossa ed istituita da Papa Pio V, in ricordo della battaglia di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, in cui la flotta della Lega Santa sconfisse l’Impero Ottomano, per intercessione della Vergine Santissima, si diffuse con viva intensità e devozione nella terra salentina, per secoli minacciata, saccheggiata e torturata dai sanguinari turchi. La battaglia, tra le più attese e partecipate del XVI secolo, fu vinta grazie alla protezione di Maria, che i cristiani  invocarono recitando il Rosario prima dei combattimenti, tanto che il papa Gregorio XIII, nel 1573, intitolò il culto alla “Madonna del Rosario”, la cui iconografia è tra le più note e tradizionali legate alle raffigurazioni mariane.

Nel Salento sono tantissime le opere che ricordano ed omaggiano la Madonna del Rosario, come “Santa Maria della Vittoria”, evocando la crociata a cui presero parte importantissimi e significativi personaggi. In molte tele, ubicate nelle Chiese di Terra d’Otranto, realizzate immediatamente dopo il celebre evento storico, dai più abili ed importanti artisti del tempo –  come Gian Domenico Catalano, Donato Antonio d’Orlando e Lavinio Zoppo – compaiono, insieme alla Madonna e Gesù Bambino con in mano le corone, a S. Domenico e S. Caterina da Siena, ed ai riquadri o medaglioni che raffigurano i Misteri, anche gli artefici della Lega Santa contro i turchi e della vittoria di Lepanto: Papa Pio V, il re Filippo II, Don Giovanni d’Austria, Anna d’Austria, cavalieri, dame, principi, nobiluomini, vescovi, cardinali, suore, confratelli, uomini, contadini, donne, servi e gente del popolo in preghiera.

Madonna del Rosario, Caravaggio, 1607

I pregevoli dipinti che seguono questo specifico ed emblematico schema iconografico furono commissionati, molto spesso, dalle nobili casate della Provincia di Lecce, al fine di promuovere il culto del Rosario, esprimere la propria spiritualità cristiana, ricordare il ruolo attivo della nobiltà che combatte, si sacrifica, prega e partecipa alle vicende religiose, politiche e territoriali, ed abbraccia il mottoNon virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit” (“Non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”) . Non è raro individuare, pertanto, nelle opere, insieme ai veri protagonisti della battaglia di Lepanto, anche: i committenti del dipinto che con la loro presenza, non solo propongono il proprio ritratto di “sponsorizzazione”, ma aderiscono alla devozione della Vergine ed all’episodio politico-religioso del 1571, dimostrando il proprio volere e credo teso alla difesa della cattolicità; le categorie sociali, religiose ed economiche in cui ognuno può riconoscersi; alcuni visi tra i più personaggi più conosciuti della specifica municipalità in cui la tela è presente.

Testimonianza di questa “partecipazione” così tanto corale, è il dipinto realizzato nel 1580 da Lavinio Zoppo, per la Chiesa Madre di Maria Santissima Assunta di Soleto, in cui, ai piedi della Madonna del Rosario vi sono due gruppi laterali affollatissimi. Si tratta, molto probabilmente di: i Conti di Soleto della

Madonna del Rosario (particolare), Lavinio Zoppo, 1580, Soleto, Chiesa di Maria Santissima Assunta, foto di Daniela Bacca

famiglia Sanseverino, possibili committenti dell’opera,  Papa Pio V o Gregorio XIII, i nobili uomini e dame di Lepanto, il Vescovo e l’arciprete locali, alcune figure religiose e popolane, e l’alchimista filosofo, astronomo, astrologo e scienziato Matteo Tafuri, noto come il “Socrate di Soleto”.

I ritratti dei committenti contemporanei dell’opera, che han desidero essere raffigurati insieme ai Santi ed agli illustri, potenti e vittoriosi personaggi della Lega Santa, compaiono, inoltre, nei numerosi dipinti del pittore gallipolino Gian Domenico Catalano raffiguranti la Madonna del Rosario; in quello eseguito per  la Chiesa Matrice di Seclì, si riconoscono, inginocchiati in preghiera, i feudatari Guido (detto Guidone) D’Amato e la moglie Giulia Spinelli. Il Duca D’Amato partecipò alla battaglia di Lepanto e fu uno dei nobili salentini che offrì e garantì l’esercito e le risorse del proprio feudo per sconfiggere i Turchi.

Anche a Lepanto se hanno vinto fu il Rosario di San Pio V!” (inno cristiano)

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5 pensieri riguardo “I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario”

  1. Magnifico, Daniela!!!
    Ho letto avidamente tutto lo scritto così ricco di personaggi e rimandi storici tipicamente salentini. Un’iconografia affascinante e densa di significato che un così bella “penna” come la tua ha saputo straordinariamente descrivere. 🙂

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  2. Questo viaggio a Lepanto, tra i personaggi storici intorno alla Madonna del Rosario, è avvenuta anche grazie a voi. Ricordo con entusiasmo le riflessioni e le domande che abbiamo insieme riportato sul forum, ed in particolar modo le tue proposte e le considerazioni sulla tela soletana.
    Grazie Vincenzo 🙂

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  3. Sono lieta che ti sia piaciuto, Don Ciccio.
    Grazie a te ho conosciuto la Madonna del Rosario, con San Sebastiano, di Donato Antonio d’Orlando ubicata a Galatone 😉

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